Nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, la Svizzera conterà come il due di picche

Giovedì 9 giugno l’Assemblea del bidONU si determinerà sulla candidatura della Svizzera ad una cadrega non permanente (della durata di due anni) nel Consiglio di sicurezza.

Di “suspense” proprio non ce n’è. I giochi sono fatti. Non c’è motivo per negare alla Confederella un posto che conta meno del due di briscola. Specie dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Inquesto contesto i camerieri bernesi dell’UE hanno fatto sfoggio di imbarazzante servilismo nei confronti di Bruxelles e Washington. Hanno rottamato senza remore la storica neutralità. Si sono fatti dettare le sanzioni da applicare alla Russia, incuranti dei disastrosieffetti-boomerang. Mica si vorrà rifiutare agli sgovernanti bernesi, così ubbidienti, il premietto di consolazione per gonfiarsi l’ego? Tanto più che “prossimamente su questi schermi” UE ed USA verranno a battere cassa presso “la ricca Svizzera” (cit. Ueli Maurer) pretendendo contributi miliardari per la ricostruzione dell’Ucraina

Quale sarà il ruolo della Confederazione nel Consiglio di sicurezza del bidONU lo illustra bene l’immagine sotto. In cambio di un simile “onore” dovremo seppellire anche gli ultimi scampoli della nostra neutralità, ormai ridotta a barzelletta internazionale. Specie dopo che il buon Cassis (PLR) al WEF di Davos ha suscitato l’ilarità generale sproloquiando di una fantomatica “neutralità cooperativa”. La quale, evidentemente, è una nonneutralità.

E’ poi chiaro che, con la tattica del salame, si sta procedendo – PLR in primis ad impantanare la Svizzera in tutti i gremi internazionali del piffero: ingresso nel Consiglio di sicurezza del bidONU, strusciamenti con la NATO, accordi coloniali con la fallita UE. Pori nümm!

Lorenzo Quadri

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