Intanto in Italia assieme ai clandestini arriva la tubercolosi. E da noi?

Nella vicina Penisola prosegue l’allarme sbarchi. La situazione è evidentemente al collasso.

Nelle ultime settimane gli sbarchi clandestini hanno raggiunto quota 2000 al giorno. E, in conseguenza di ciò, si è palesato un bel “regalo” ai poliziotti in servizio per Mare Nostrum (ossia la fallimentare operazione militare-umanitaria italiana): la tubercolosi. Un certo numero di poliziotti è infatti già risultato positivo al test di Mantoux, che serve a diagnosticare la Tbc. Lo scandalo è stato enorme; uno scandalo che, tra l’altro, la Lega Nord aveva previsto. Ma naturalmente – un po’ come accade alle nostre latitudini – erano tutte balle populiste.

Porte spalancate?

Intanto, la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini non trova di meglio che dichiarare che le porte dell’Italia sono spalancate, creando pericolosissime illusioni. Illusioni che sono causa diretta delle morti in mare.

Le conseguenze di simili allarmanti dichiarazioni non le sconta certo solo l’Italia. Le paghiamo direttamente anche noi. E’ chiaro che non tutti gli asilanti rimangono nella Vicina Penisola. Anche perché quest’ultima non è in grado di offrire quello che loro vogliono: soldi e casa. In tanti, dunque, si muovono verso nord. Centinaia e centinaia ogni giorno. Ed infatti il numero delle domande d’asilo depositate in Svizzera lo scorso mese di giugno è nettamente progredito, raggiungendo quota 2100:   400 in più rispetto a maggio. Siamo tornati sulle cifre dell’emergenza del 2012.

Tra questi asilanti molti sono colpiti da malattie infettive, con i conseguenti pericoli. E quanti sono delinquenti che provengono dalle patrie galere?

Un paio di precisazioni

La consigliera federale kompagna Sommaruga, davanti all’emergenza, sostiene che la Svizzera deve fare la propria parte (?) nel togliere le castagne dal fuoco all’Italia. Il di lei subito-sotto Mario Gattiker, direttore dell’Ufficio federale della migrazione, aggiunge che i cantoni “dovranno mettere a disposizione 5000 posti d’accoglienza entro fine anno”. Frena Ugo! O piuttosto: frena Mario!

Punto primo: per quale motivo la Svizzera dovrebbe togliere le castagne dal fuoco alla Vicina Penisola, che non è certo un paese amico dal momento che ci ha iscritti su liste nere illegali, che attenta alla nostra economia, che sfrutta a nostro danno la devastante libera circolazione delle persone senza concedere nulla in cambio, che – questa è l’ultima – ha annunciato la creazione in Lombardia di zone a statuto speciale per meglio fare concorrenza al Ticino? Troppo facile trattare separatamente ogni dossier; troppo facile raccontare che un conto è l’allarme sbarchi clandestini e un conto è la guerriglia economica italiana contro la Svizzera. Non abbiamo motivo di aiutare chi ci tratta a pesci in faccia.

Punto secondo: se nel Belpaese politici come l’acuta Boldrini ed altri fomentano gli sbarchi all’insegna del “venghino siori, venghino”, assumendosi tra l’altro pesantissime responsabilità nell’ambito delle morti in mare, mentre l’ennesimo premier italiano non eletto Matteo Renzi è a Bruxelles a farsi i selfie, rifiutiamo di essere noi a pagare il conto. L’Italia è uno Stato membro UE: cominci quindi l’Unione europea a fare la propria parte.

Punto terzo: chi insiste nel volere una Svizzera troppo attrattiva per i falsi rifugiati si comporti in modo conseguente. Troppo facile fare i buonisti spalancatori di frontiere politicamente corretti quando poi a fare i conti con i finti rifugiati, con la delinquenza da essi generata e con le malattie infettive sono altri. I kompagni hanno la brutta abitudine di riempirsi la bocca con il mantra “lo Stato deve”. Comincino a dare il buon esempio. Nessuno di questi buonisti un tanto al chilo con le ville nei quartieri residenziali sarà credibile fino a quando non avrà ospitato almeno un asilante in casa propria.  E’ forse il caso di ricordare a costoro, paladini dell’immigrazione scriteriata, che con essa arrivano anche le malattie. I clandestini sbarcati in Sicilia hanno la Tbc. In Africa occidentale l’Ebola è fuori controllo. Quanto ci vorrà prima che il contagio sbarchi anche alle nostre latitudini?

Lorenzo Quadri