Il giudice del fu partitone si accorge improvvisamente dei disastri fatti dal PLR
Frontiere spalancate ai delinquenti stranieri

Grazie alla devastante libera circolazione delle persone, dobbiamo concedere permessi B senza alcuna verifica dei percedenti penali dei richiedenti. Il giudice Villa (PLR) è giustamente scandalizzato. Ma chi ha voluto la libera circolazione delle persone? Il Gigi di Viganello  o i partiti $torici, ex partitone in testa?

La sciagurata politica delle frontiere spalancate, voluta dai partiti $torici, è arrivata nelle aule del tribunale, al recente processo ai due spacciatori italiani insediatisi a Bodio. A dimostrazione che, grazie alla devastante libera circolazione delle persone, accogliamo e manteniamo con i nostri soldi delinquenti in arrivo da tutta l’UE.

«Ho difficoltà – ha detto il giudice Marco Villa, come riporta il Corriere del Ticino – a capire cosa sta diventando il nostro Cantone e perché ci troviamo ad affrontare situazioni simili. Domande alle quali non riesco a trovare risposta. Come può succedere  che una persona con 14 condanne collezionate in Italia ottenga senza problemi un permesso di dimora in Ticino che gli consente di far giungere a Bodio anche la moglie e i figli e poi di beneficiare, perso il lavoro dopo un paio di mesi, della rendita di disoccupazione e successivamente delle prestazioni dell’assistenza? Tutto questo mentre spaccia cocaina».

Ma come, non dovevano essere tutte frottole della Lega populista e razzista? Invece, adesso le profferisce anche un giudice dell’ex partitone? Certo, fa un po’ specie che un magistrato non conosca la legge.

La realtà è che, in virtù dei soliti accordi internazionali fallimentari, non è più possibile chiedere sistematicamente l’estratto del casellario giudiziale a chi arriva in Svizzera e chiede il rilascio di un permesso di dimora.  Questa la giustificazione tecnica fornita da Berna: «L’articolo 5 dell’allegato I all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) prevede che i diritti conferiti dalle disposizioni dell’accordo possono essere limitati soltanto da misure giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica. Rinvia segnatamente a una direttiva europea (direttiva 64/221/CEE del 25 febbraio 1964 del Consiglio della Comunità economica europea) che dispone esplicitamente che il Paese ospitante (che si tratti di uno Stato membro dell’UE o della Svizzera) può, quando lo giudichi indispensabile, chiedere allo Stato membro di origine, ed eventualmente agli altri Stati membri, informazioni sui precedenti penali del richiedente. Tale consultazione deve essere giustificata in ogni caso e pertanto non è sistematica».

Permessi alla cieca

I permessi di dimora devono dunque venire rilasciati alla cieca. Mentre ai cittadini ticinesi l’estratto del casellario giudiziale tra un po’ verrà chiesto anche per comprare un lunghino al supermercato, ai cittadini UE non si può chiedere nulla. E per questo possiamo ringraziare chi ha votato le sciagurate “aperture”. Perché, nevvero, bisogna “aprirsi”, e chi si permette di contestare è un  becero populista e razzista.

 In prima fila tra i fautori delle aperture scriteriate, proprio il PLR del Giudice Villa. Il quale dovrebbe quindi chiedere al suo partito d’appartenenza di dare una risposta alle sua legittime domande, che sono tra l’altro anche le nostre, e quelle  di tanti Ticinesi.

Sicurezza svenduta

L’estratto del casellario giudiziale può dunque essere chiesto al paese d’origine dell’aspirante dimorante solo in caso di concreti e motivati sospetti. Se no, fa stato l’autocertificazione ossia un documento in cui il candidato attesta di non avere pendenze con la giustizia. Abbiamo visto nel caso di Raffaele Sollecito quanto si affidabile una simile autocertificazione: in base al collaudato adagio del “tanto gli svizzeri sono fessi e non si accorgono di niente”, Sollecito ha occultato di avere in corso un processo per omicidio.

Immaginiamoci dunque cosa autocertificherà uno spacciatore straniero che si trasferisce nel nostro paese per delinquere: ovviamente,  di essere innocente come un neonato. Così facendo non solo otterrà il permesso B, col risultato di potersi mettere a carico dell’assistenza, ma potrà anche farsi raggiungere dai familiari, mettendo anche questi ultimi a carico dello Stato sociale finanziato dagli svizzerotti. Tutto questo mentre delinque.

L’incresciosa vicenda degli spacciatori italiani a Bodio non è che la punta dell’iceberg. Fa parte – assieme al caso Sollecito – di quelle poche situazioni aberranti che vengono scoperte, spesso per puro caso. Del grosso siamo ancora all’oscuro!