Le ultime statistiche sulla criminalità parlano chiaro. Grazie, spalancatori di frontiere!

Ma come, non erano tutte balle della Lega populista e razzista? Ed invece, e a dirlo sono le statistiche della Confederella pubblicate nei giorni scorsi, la criminalità straniera esplode. Ed in particolare quella generata dai finti rifugiati magrebini. Come pure quella dei Rom.

A seguito del caos asilo voluto dalla partitocrazia, $inistrati in primis, la Svizzera non è più un paese sicuro. Nel 2023 si è verificata un’autentica impennata dei reati commessi. In particolare, i furti dalle automobili sono aumentati del 71.4%. Ma anche altri reati registrano aumenti percentuali a due cifre: e il primo numero non è un uno. Ad esempio, i furti nei negozi sono cresciuti del 23%; quelli nelle abitazioni idem; i borseggi addirittura del 38%; eccetera.

I commercianti bersagliati dai furti denunciano l’aggressività dei taccheggiatori – per lo più giovanotti africani – quando vengono beccati (così la co-presidenta dei commercianti del centro di Berna sulla stampa d’Oltralpe). Del resto, i giovani ladri magrebini non hanno nulla da perdere. Infatti, anche se vengono arrestati, tornano a piede libero nel giro di un paio d’ore. E lo sanno benissimo.

Numeri di capogiro

In Svizzera nell’anno di disgrazia 2023 sono stati commessi oltre 210mila tra furti, effrazioni e taccheggi: una media di 575 al giorno. Da notare che questi sono solo i reati denunciati. Gli altri, quelli per cui non è stata sporta alcuna denuncia, sfuggono ovviamente alle statistiche. In Ticino la metà degli imputati è composta da finti rifugiati magrebini. I quali, come ha dichiarato il consigliere di Stato zurighese Mario Fehr, tra l’altro ex $ocialista, hanno un tasso di criminalità del 91%.

Per quel che riguarda il suo Cantone, Zurigo, Fehr sul Blick di martedì ha anche stilato la classifica delle nazionalità più rappresentate tra i delinquenti. Ampiamente al primo posto, gli algerini. Medaglia d’argento per i rumeni, in particolare Rom, che sono “turisti del crimine”.

Al terzo posto ci sono i marocchini. La vera sorpresa (ma lo è davvero?) la riserva la quarta posizione. Essa risulta occupata, udite udite, dagli ucraini (o dichiarati tali). Costoro commettono soprattutto furti nei negozi. Ma si rendono colpevoli anche di aggressioni e di violenza domestica.

Ohibò, eccoli qua, i titolari dello statuto S privilegiato!

“Ucraini” che delinquono

Secondo Fehr, la situazione si spiega con il cambiamento nella tipologia degli “ucraini” che immigrano in Svizzera. “All’inizio della guerra – rileva il Consigliere di Stato – arrivavano soprattutto donne e bambini. Oggi si notano molti Rom. C’è da chiedersi se siano davvero cittadini ucraini. Servono più controlli”. Il copione è noto. Qualcuno ha scoperto come è facile fare fessi gli svizzerotti, e se ne approfitta alla grande. Lo abbiamo già denunciato su queste colonne. La Lega, tramite chi scrive, ha depositato un atto parlamentare a Berna sul tema. Centinaia di “ucraini” sono in realtà Rom ungheresi con passaporto comprato. Intanto Berna continua a rilasciare permessi S come noccioline, senza efficaci verifiche. Ma abusi e reati confermano che lo statuto S va abolito. Dopo oltre due anni, il tempo del buonismo-coglionismo è finito!

A questo punto c’è anche da chiedersi se è normale inviare miliardi di aiuti ad un paese che rilascia passaporti falsi che poi vengono usati per commettere abusi a nostro danno.

Anche i Rom

Particolarmente tesa la situazione nel Canton Argovia,  dove i furti dalle auto sono aumentati del 126% nel 2023.  Anche in Ticino i furti in veicoli ed abitazioni sono esplosi. Gli autori: finti rifugiati, ma anche bande nomadi  in arrivo dal Belpaese. Intanto i $inistrati pretendono tramite atti parlamentari la creazione di un alloggio per “senza tetto” a Lugano. Ma è chiaro che una simile struttura non verrebbe utilizzata dai residenti che, per un motivo o per l’altro, sono rimasti temporaneamente senza una casa (pochissimi casi all’anno, per i quali si trovano soluzioni in pensioni). Per contro, clandestini malintenzionati (Rom o asilanti con decreto di espulsione) la userebbero per pernottare da noi. E poi per commettere furti ed effrazioni qui durante il giorno.

Frontiere da chiudere!

Le ultime statistiche federali sulla criminalità confermano che il principale problema di sicurezza in Svizzera è la delinquenza d’importazione, dovuta alla politica delle frontiere spalancate. Il primo passo da compiere è dunque il ripristino dei controlli sistematici ai valichi. Tutti i paesi UE a noi confinanti hanno sospeso Schengen. Da noi, invece, il governicchio federale (kompagno Beat “Gender” Jans, P$) e la partitocrazia rifiutano pervicacemente di compiere questo passo necessario.

E’ altresì evidente che servono espulsioni rapide e certe dei finti rifugiati senza diritto all’asilo. Costoro pullulano in particolare in Ticino, per ovvi motivi geografici. Però il kompagno Manuele Bertoli, già Consigliere di Stato, nella sua nuova veste di presidente della Commissione federale della migrazione (di quali competenze in materia dispone, oltre alla tessera del partito giusto?) contesta la procedura d’asilo in 24 ore, peraltro proposta dal $ocialista Jans.  Questo dopo aver tentato invano di far saltare, tramite ricorso (trombato) al Tribunale federale, la misura di risparmio sui costi dell’asilo introdotta nel Preventivo cantonale 2024 grazie alla Lega.

Ogni commento è superfluo.

Una cosa è certa

Le vittime dei reati commessi dai finti rifugiati – che non sono solo furti, effrazioni e taccheggi, ma anche molestie, violenze e abusi sessuali – sanno chi ringraziare per quello che hanno dovuto subire: la partitocrazia ed i suoi politicanti!

Lorenzo Quadri