Il governicchio federale si scordi di fare il braccino corto in patria, mentre altrove…

Due morti accertati, una persona ancora dispersa, 15 sfollati, danni per circa 38 milioni. Il bilancio del nubifragio abbattutosi la scorsa settimana sulla Mesolcina, ed in particolare su Lostallo, è drammatico.

Unica nota positiva: l’A13 potrebbe riaprire parzialmente (una corsia per senso di marcia) già tra pochi giorni, il 5 luglio. Sulle prime, si paventavano settimane se non mesi di chiusura. In questo senso, l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha fatto un buon lavoro, anche se non è chiaro perché per la riapertura totale bisognerà invece attendere ancora mesi. In Cina l’autostrada crollata sarebbe stata ripristinata in 36 ore. Ma non ci lamentiamo troppo, soprattutto pensando (vedi sotto) alle tempistiche dei lavori nel tunnel di base di AlpTransit Gottardo.

La Lega aveva ragione

Già domenica la Lega ha chiesto, in considerazione dell’interruzione dell’A13, l’apertura immediata sull’A2 della corsia CUPRA (Airolo/Passi). Lunedì  il deputato leghista Alessandro Mazzoleni ha presentato una mozione al governicchio cantonale in tal senso. Infatti, secondo i piani della Confederella, CUPRA avrebbe dovuto aprire tutti i giorni solo a partire dal 19 luglio; prima di quella data, la corsia sarebbe stata agibile solo nei fine settimana.

Il proposito leghista si è dimostrato azzeccato. L’apertura quotidiana di CUPRA è infatti stata anticipata al 24 giugno.

Che CUPRA sia agibile sempre, è una richiesta della Lega da quando la corsia è stata messa in funzione. Chi scrive ha presentato due atti parlamentari sul tema al governicchio federale: una mozione nel 2022 ed un’interpellanza un paio di settimane fa.

Aiutare in Svizzera e non all’estero

Al lavoro in Mesolcina ci sono tanti civili e volontari. Mercoledì è arrivato l’annuncio generico che anche l’esercito sarebbe sceso in campo. Se si pensa che per la conferenza farlocca sul Bürgenstock la Confederella ha messo a disposizione ben 4000 militi, ci pare che per la Mesolcina l’utilizzo dell’esercito dovrebbe essere ben più intensivo. C’è da sperare che lo scenario cambi nel prossimo futuro: il lavoro da fare, a Lostallo e dintorni, è ancora tanto.

Tanto lavoro ma anche ingenti danni da risarcire. I 38 milioni di cui sopra non verranno coperti per intero da contributi cantonali e federali; la parte rimanente ricadrà sul groppone del piccolo Comune di Lostallo, che però non ha mezzi sufficienti. Aspettiamo al varco il governicchio federale. All’Ucraina, la casta vuole regalare 5 miliardi. Ogni volta che il ministro degli esteri PLR (ex) doppiopassaporto visita un paese straniero porta in dono decine, se non centinaia di milioni di franchetti del contribuente. Di conseguenza, è palese che la Confederella dovrà farsi carico integralmente dei danni in Mesolcina non coperti da assicurazioni o da contributi cantonali. Se del caso, risparmiando sui regali all’estero. A cominciare da quelli all’Ucraina, che ha già ricevuto abbastanza.

Qui ci sono cittadini svizzeri che hanno perso tutto. Di conseguenza, il governicchio federale fa il piacere di tirarsi fuori la paglia dal lato B e di creare subito un fondo speciale per la Mesolcina. Chiaro il messaggio, o ci vuole un disegno? La Lega presenterà un apposito atto parlamentare a Berna. Il CF non penserà mica di essersela cavata con la visita, domenica scorsa, del “medico italiano” del PLR sui luoghi della catastrofe.  E’ palese che Cassis ha fatto la trasferta in Mesolcina solo perché si trovava già in Ticino per il weekend.

Collegamenti fragili

Se sul fronte della viabilità ci sono buone notizie per il San Bernardino (apertura parziale dell’A13 forse già il 5 luglio) per quel che riguarda l’asse del Gottardo è invece confermato che il tunnel di base AlpTransit tornerà operativo a pieno regime solo il 2 settembre. Quindi dopo ben 13 mesi di chiusura. Tutto per colpa della banale rottura di una ruota di un convoglio. E’ chiaro che qui qualcosa non quadra. Un incidente di questo tipo era infatti prevedibilissimo.

AlpTransit fuori servizio, A13 chiusa causa nubifragio, resta solo l’A2: la fragilità dei collegamenti del Ticino con il resto della Svizzera appare oggi in tutta la sua preoccupante evidenza. E dire che dei tamberla $inistrati ed uregiatti incadregati nel parlatoio bernese volevano (e magari ancora vogliono) introdurre un pedaggio al Gottardo. Ma questi assi di collegamento, e ben lo dimostrano gli esodi estivi, non sono di interesse solo nazionale, bensì internazionale. Pertanto il CF dovrebbe chiedere alle nazioni confinanti, rispettivamente alla fallita UE, una partecipazione ai costi. Il vecchio tunnel ferroviario del Gottardo venne infatti finanziato anche da Italia e Germania.

Osiamo poi sperare che nessun* politichett* ro$$overde spingerà il proprio squallore fino a sfruttare il dramma in Mesolcina per fare propaganda climatista e per strillare il trito mantra del “surriscaldamento climatico provocato dall’uomo”, che con l’accaduto non c’entra una fava.

Lorenzo Quadri