Mentre incombe un nuovo caos migratorio ed il governicchio federale non difende i confini

Anche se alle nostre latitudini la stampa di regime imbosca alla grande, è evidente che siamo alle soglie di una nuova ondata di caos asilo. Per questo disastro possiamo ringraziare il beniamino della casta $inistrata e politikamente korretta: ovvero il presidente USA “Sleepy Joe” Biden e le sue prodezze afghane. Intanto la presidenta della Commissione UE Ursula von der Divano ha stabilito (?) che la fallita DisUnione europea non finanzierà muri anti-migranti sui confini. I finti rifugiati “devono entrare tutti”!

Andrebbero ringraziati

I paesi che difendono le proprie frontiere, le quali coincidono con quelle comunitarie, andrebbero ringraziati. Invece vengono criminalizzati. Niente di nuovo sotto il sole. La prima a costruire barriere è stata l’Ungheria. Che però, nonostante l’ostracismo, ha fatto scuola. E adesso a chiedere i muri sono una dozzina di Stati membri UE su 27. Quindi quasi la metà. Tra questi anche la Danimarca con governo socialdemocratico.

Ad inizio settimana la Polonia – altro Paese nel mirino degli eurobalivi con multe da un milione di euro al giorno – ha annunciato che invierà ulteriori 2500 soldati per blindare i propri valichi con la Bielorussia. A tale scopo saranno dunque presto impiegati 10mila militi.

A 90 gradi

Anche la Svizzera beneficerebbe dei muri sui confini esterni dell’UE. Se quindi il pizzo da 1.3 miliardi che la partitocrazia si ostina a voler versare a Bruxelles venisse usato (in parte) per “blindare” lo spazio Schengen, per lo meno un qualche vantaggio dall’operazione lo trarremmo anche noi. Invece, ciccia. Ma i soldatini della partitocrazia incadregati a Berna… giù, chinati a 90 gradi a consegnare i NOSTRI soldi ai balivi di Bruxelles!

Dimostrare affidabilità?

Gli eurocrati fanno entrare migranti economici a tutto spiano, poi pretendono di spalmarli sugli Stati membri UE, ma anche su quei Paesi che membri non sono, come la Svizzera. Il desolante copione è già scritto. Da Bruxelles giungeranno pressioni sul governicchio federale affinché accolga – e mantenga vita natural durante – frotte di finti rifugiati. I camerieri bernesi abbasseranno fulminei le braghe ad altezza caviglia: “dobbiamo mostrarci dei partner affidabili!”.

Ah, ecco: la fallita UE ci ricatta e ci discrimina ogni volta che può, adducendo scuse del flauto traverso. Però quelli tenuti a dimostrare affidabilità saremmo noi? Ma andate a scopare il mare!

L’ondata precedente

I Verdi-anguria nel 2015 pretendevano di far entrare in Svizzera 100mila (!) migranti economici siriani (altro che “clima”). Adesso i $inistrati vorrebbero portarci in casa decine di migliaia di afghani (quanti gli estremisti islamici?).

Nel mentre che, grazie alla partitocrazia spalancatrice di frontiere, incombe una nuova ondata di caos asilo, sul groppone dei Comuni ticinesi – in particolare, per ovvi motivi, dei centri urbani – sta per precipitare la tegola della precedente crisi migratoria: quella del 2015. Gli asilanti arrivati a quei tempi sono qui da ormai 7 anni. Di conseguenza, per legge, la Confederella smette di occuparsene e li scarica ai Cantoni, i quali a loro volta li rifilano ai Comuni. Accade anche in Ticino. Questa nuova utenza (chiamiamola così) va ad intasare i servizi sociali comunali. I quali però devono servire ad aiutare i cittadini ticinesi in difficoltà. Non certo a fare da balia a finti rifugiati i quali, malgrado si trovino qui da 7 anni, non sono minimamente autonomi, né integrati. Non lavorano – mai lavoreranno – non sanno la lingua e non sono in grado di svolgere le incombenze della vita di tutti i giorni. L’ente pubblico dovrà versare a queste “risorse” l’assistenza fino al raggiungimento dell’età dell’AVS. E dovrà anche sbrigare, in loro vece, tutte le pratiche della vita quotidiana, impiegando il tempo-lavoro di funzionari pagati dal contribuente.

Ecco chi ringraziare

Se il tasso d’integrazione dei finti rifugiati che verranno presto ingerlati ai Comuni è zero, una bella responsabilità la porta la brillante decisione del DSS di chiudere i centri della Croce rossa per mandare i migranti economici ad abitare in appartamenti. Lì costoro, lasciati liberi di farsi i propri comodi, si sono “adagiati” in una vacanza perenne. Del resto, perché sforzarsi per rendersi indipendenti? Perché imparare la lingua? Tanto gli svizzerotti fessi li mantengono comunque ad oltranza!

E di chi è stata la sfavillante iniziativa di piazzare gli asilanti negli appartamenti? Risposta: dell’allora direttore della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie kompagno Martino Rossi, P$. Quello che, a manina con Fulvio Pelli e con gli sfascisti bellinzonesi del MpS,  vuole ora affossare il Polo sportivo di Lugano. Dopo aver affossato la Tredicesima AVS e dopo aver tentato di rottamare anche la nuova foce del Cassarate e l’aeroporto.

Lorenzo Quadri