A certi personaggi, è evidente, la spocchia non fa mai difetto. E’ il caso di tale Richard Jones, ambasciatore (?) dell’UE a Berna. Secondo costui non ci sarebbero indizi che, dopo la vittoria elettorale dei partiti euroscettici, la Svizzera “post 9 febbraio” sarà trattata meglio da Bruxelles.

Ma guarda un po’: d’accordo che gli organi UE sono composti da una manciata di oscuri burocrati che nessuno conosce e che nessuno ha votato,  ma che comandino addirittura i portaborse come tale Mr Jones, è davvero il colmo.

Eurobalivi asfaltati

Piaccia o non piaccia al Jones ed ai suoi padroni, gli eurobalivi sono stati letteralmente asfaltati dal voto di due settimane fa. E’ noto che la fallimentare Unione europea è una costruzione totalmente antidemocratica. L’unico organo eletto dal popolo è il Parlamento. E, guarda caso, alle elezioni del Parlamento il popolo ha dato molto più che un segnale chiaro all’attuale conduzione, improntata alla distruzione degli stati nazionali e dei diritti popolari. I cittadini degli Stati membri hanno dato agli eurobalivi una legnata sulle gengive. E questi pensano di fare finta di nulla? Vuol dire che l’Unione europea è proprio al capolinea. I partiti euroscettici sono abbastanza forti per organizzare dei referendum nazionali sull’uscita dall’UE. Per organizzarli, e per vincerli. Così il signor Jones potrà annunciarsi all’ufficio di collocamento del suo paese. Che, a occhio e croce, dovrebbe essere la Gran Bretagna. E come votano gli inglesi sull’UE lo sappiamo. E’ evidente che reggicoda degli euroburocrati che pensano di poter venire in Svizzera a schiacciare ordini, hanno urgente bisogno di un bagno di umiltà.

Altrettanto palese è che l’ambasciatore non ha una grande dimestichezza con i diritti popolari. Gli è che, piaccia o non piaccia,  gli eurofalliti non hanno alcuna possibilità di influire sul voto del 9 febbraio scorso. Questo vuol dire che la libera circolazione delle persone verrà limitata. Sicuramente la ferma volontà della maggioranza del popolo svizzero, e del 70% dei ticinesi, di difendersi da un’immigrazione scriteriata, immigrazione voluta dai politicanti del “dobbiamo aprirci”, verrà capita da forze politiche – quelle che hanno trionfato alle recenti elezioni europee – che vogliono la stessa cosa. E questo, piaccia o non piaccia al Jones ed ai tirapiedi par suo, dovrà avere delle conseguenze.

La Costituzione non è un’opinione

In effetti, il nuovo articolo 121 a della Costituzione federale è un dato di fatto. Non certo una questione di gusti. La libera circolazione deve essere limitata. Cosa particolarmente importante per il Ticino, vanno contingentati sia i frontalieri che i padroncini. Da qui non si scappa. Sono dei punti fermi. L’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”, come spiegato più volte, non è contraria all’immigrazione tout-cour:  è contraria agli eccessi migratori che devastano la nostra sicurezza e il nostro mercato del lavoro. Se all’UE ritengono che questa limitazione, che è assolutamente logica e sensata, non sia accettabile, se pretendono che accogliamo tutti, a nostro danno, e per la loro “bella faccia”, che disdicano la libera circolazione delle persone. Del resto, che la libera circolazione sia indispensabile per la Svizzera è ancora tutto da dimostrare. Ci sono fior di professori universitari che sostengono proprio il contrario.  Ma l’UE non ha evidentemente alcun interesse a far saltare tutto.

Una cosa è certa e deve essere detta senza lasciare spazio ad equivoci. Il proseguimento della libera circolazione senza alcun limite, come è in vigore attualmente, è escluso. E i Jones di turno possono solo prenderne atto. Al proposito è scandaloso – ma non certo sorprendente conoscendo i nostri polli – che il Consiglio federale non abbia preso posizione dopo le dichiarazioni dell’ambasciatore (?) UE.

Se il Consiglio federale per anni si è comportato come se la Svizzera facesse parte dell’Unione europea, ed ha lasciato credere a Bruxelles che si sarebbe andato avanti così in eterno perché il suo obiettivo è l’adesione al club in fase di smantellamento, è un problema del Consiglio federale. Non certo nostro.

 Davanti alle decisioni del popolo, gli impegni impropriamente presi dal governo senza averne la facoltà, contano come il due di briscola. E le sortite del Jones sono puro esercizio di arieggiamento gengivale.

Lorenzo Quadri