Quadri: «Il tema non è però definitivamente accantonato»

Gottardo senza pedaggio (per ora)

 Il consigliere nazionale leghista: «no al sacrificio di principi fondamentali del federalismo sull’altare delle piccinerie da campagna di votazione. Il Ticino  non sta elemosinando favori a Berna»

La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale ha approvato ad inizio settimana il progetto di traforo di risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo. Il risultato di per sé non è una sorpresa: si tratta infatti di uno di quei temi al cui proposito le decisioni sono già prese prima delle discussioni commissionali. Non a caso le votazioni in commissione sono procedute a fronti compatti, tutte decise con una maggioranza di 14 a 9. E’ dunque facile prevedere che la stessa situazione si ripeterà (con le dovute proporzioni) a settembre nel plenum del Consiglio nazionale (mentre gli Stati hanno già approvato il secondo tubo). Dopodiché tuttavia ci sarà il referendum a più riprese annunciato, con conseguente votazione popolare, che si potrebbe tenere ad inizio 2016.

A suscitare un po’ di agitazione è stata invece la questione di un ipotetico pedaggio.

«Sì, su richiesta della stessa Commissione,  l’amministrazione federale ha presentato un documento con alcune proposte di massima su come si potrebbe strutturare un pedaggio al tunnel autostradale del Gottardo – osserva il Consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, membro della Commissione -. In seduta sono poi arrivate varie proposte di emendamento del progetto di risanamento del traforo nel senso dell’introduzione di un pedaggio, rispettivamente di ulteriore approfondimento di questa ipotesi, che però  sono state respinte».

Ma il pedaggio è definitivamente affossato oppure no?

«Potrebbe venire riesumato – risponde Quadri – ritenere adesso che l’ipotesi sia stata spazzata via dal tavolo sarebbe prematuro. La Commissione in sostanza ha voluto prendere una decisione di principio sul risanamento del Gottardo: con o senza secondo tubo. Ha optato, per fortuna del Ticino mi permetto di aggiungere, per la variante “con”, che è quella proposta dal Consiglio federale, tra l’altro dopo una giravolta. Sicuramente il fatto che la deputazione ticinese a Berna sia favorevole al secondo traforo a larghissima maggioranza (9 su 10) ha avuto un peso. La questione finanziaria potrebbe però tornare in auge».

Come valuta l’ipotesi di un pedaggio?

Sono contrario. Per il Ticino sarebbe un danno economico ed una discriminazione inaccettabile; al limite dell’umiliante. Non si vede perché, mentre la Confederazione negli altri Cantoni investe nelle infrastrutture e risana tunnel autostradali con costi per chilometro anche molto più elevati rispetto a quelli preventivati per il Gottardo senza che nessuno faccia un “cip”, gli investimenti in Ticino si debbano autofinanziare. Come se il nostro Cantone non facesse parte della Svizzera. Ancora peggio: per il corridoio ferroviario di 4 metri si regalano 230 milioni all’Italia. Se si vuole parlare di pedaggi, allora in tutti i valichi alpini e non solo al Gottardo. Ciò che però imporrebbe una modifica costituzionale, con conseguente voto popolare dall’esito negativo piuttosto scontato. Invece, un pedaggio al solo Gottardo potrebbe costituire un’eccezione conforme alla Costituzione, gestibile tramite “semplice” modifica di legge.

Però in Ticino c’è chi sul pedaggio sarebbe disposto ad entrare in materia, vedendovi una soluzione di compromesso…

Il pedaggio ha un solo vantaggio, che è di tipo “strategico” in vista della votazione popolare: quello di  togliere un argomento a taluni ambienti romandi, ai quali – in barba alla fandonia della solidarietà latina – non va bene che la Confederazione investa per il Ticino, poiché ritengono che ciò andrebbe a loro detrimento. Questo atteggiamento, allarmante dal punto di vista del federalismo, verrà se del caso, al momento giusto, ripagato con la stessa moneta. Ma l’argomento della concorrenza delle risorse, ossia: se si realizza il nuovo tubo al Gottardo poi non ci saranno più soldi per i progetti che interessano alla Romandia, è una mistificazione. Il secondo traforo al Gottardo è un risanamento e non un nuovo progetto. Quindi non viene finanziato con i fondi che servono per i nuovi progetti. Le casse sono diverse. Di conseguenza, non toglie risorse a nessuno.

Ma allora perché continuare a parlare di pedaggio?

Chiaramente se il traforo di risanamento fosse autofinanziato con un pedaggio, l’obiezione finanziaria, per quanto sbagliata, verrebbe spazzata via. Ma c’è da chiedersi se è corretto che il Ticino per ottenere ciò che legittimamente gli spetta (perché non stiamo certo elemosinando “favori” a Berna!) debba sempre accettare condizioni punitive al limite dell’umiliazione, e se una questione che interpella l’essenza stessa dello Stato federalista – ossia parità di trattamento tra le varie regioni – debba essere sacrificata sull’altare, invero piuttosto sordido, delle strategie da campagna di votazione. Io non sono d’accordo. Tanto più che il Consiglio federale ha già messo le mani in avanti indicando che comunque non sarebbe possibile far pagare l’eventuale pedaggio solo agli stranieri poiché ciò costituirebbe una “discriminazione”.

MDD