Ma guarda un po’: i falliti dell’Unione europea, a seguito del voto sull’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”, hanno completamente perso la ragione. E così i loro manutengoli nostrani.

I tronfi burocrati di Bruxelles, che la democrazia nemmeno sanno dove stia di casa, sono andati in tilt davanti al popolo svizzero che osa mettere i bastoni tra le ruote al loro progetto di globalizzazione (e quindi di livellamento verso il basso) e di distruzione degli Stati nazionali e della sovranità popolare. La Svizzera non ci sta a fare da valvola di sfogo per la crisi occupazionale europea e nemmeno a continuare ad essere riserva di caccia per la delinquenza straniera e meta di immigrazione di massa nel nostro Stato sociale.

 

Nulla da minacciare

I falliti dell’Unione europea faranno bene a farsi una ragione del voto di domenica. Anche perché non hanno proprio nulla da minacciare. E ben lo si è visto in questi giorni.

Il blocco dei negoziati sull’elettricità è un bluff. A parte il fatto che i negoziati in questione sono iniziati nel 2007 su richiesta dell’UE e non certo della Svizzera, e questo a seguito di un mega blackout in Italia a causa di problemi su una linea elvetica. E’ dunque la Penisola a dipendere da noi. Le trattative si sono trascinate per un quinquennio e sono già ferme da un paio d’anni. All’UE isolare energeticamente la Svizzera non conviene proprio dal momento che il nostro paese consuma il 3% dell’elettricità europea, ma l’11% di tutti i flussi elettrici europei passa per le reti elvetiche. Quindi semmai siamo noi a staccare la spina agli eurobalivi se pensano di minacciarci. Al proposito l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sulla Welt Online dice tutto già nel titolo: “senza la batteria alpina, i tedeschi rischiano il blackout”.

 

Petardo bagnato

La minaccia di escludere la Svizzera da “Orizzonte 2020”, ossia l’ottavo programma quadro europeo per la ricerca, è un altro petardo bagnato. Infatti in questi programmi la Svizzera butta dentro più soldi di quanto ne riceva. Dal settimo programma quadro, ad esempio, il nostro Paese ha ricavato 1,6 miliardi, ma ha contribuito con 2,4! Quindi il saldo è di 800 milioni, ma a vantaggio dell’Unione europea; non certo nostro.

Se poi alla SUPSI, i cui dirigenti vanno alla radio di sedicente servizio pubblico a dipingere scenari catastrofici a seguito dell’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, non si potranno più assumere docenti ed assistenti frontalieri a go-go come accade ora a scapito dei residenti, non è di sicuro un dramma.

Aggiungiamo inoltre che, se va avanti di questo passo, ci mettiamo poco, ma veramente molto poco, a bloccare immediatamente il versamento di tutti i contributi di coesione ai falliti di Bruxelles.

 

Festival delle castronerie

Assolutamente intollerabile, per quanto prevedibile, l’atteggiamento della RSI, emittente di servizio pubblico pagata con il canone degli utenti. I kompagni giornalisti hanno pensato bene di usare i nostri soldi per creare un clima di terrore: uuuhhh! Gli svizzeri populisti e razzisti hanno osato dire basta alla devastante libera circolazione senza limiti voluta dai noi kompagni! Adesso si scatenerà l’apocalisse! Il ricorso all’ombudsman contro questa viscida forma di propaganda è garantito; e sia chiaro che non finisce qui.

Anche a livello nazionale non sono peraltro mancate le prese di posizione farneticanti di gente che ha PERSO ma non è in grado di farsene una ragione.

Il kompagno Levrat, presidente del partito $ocialista svizzero, ad esempio, dichiara bellamente che l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” andrebbe applicata solo nei cantoni dove il popolo l’ha approvata. O Levrat, ma ci sei o ci fai? Allora, perché la devastante libera circolazione delle persone non si applica solo ai Cantoni che l’hanno votata, tra cui notoriamente non figura il Ticino?

Esilarante poi la presa di posizione di un oscuro gran consigliere $ocialista basilese, tale Rudolf Rechtsteiner, il cui acume lo rende paragonabile ad una Lara Comi (la quale, almeno, può compensare con doti estetiche).  Secondo Rechtsteiner, i cittadini elvetici sarebbero tutti scemi, non avrebbero capito su cosa votavano e quindi la consultazione sull’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” andrebbe rifatta. Tipico atteggiamento $ocialista: quando l’esito di una votazione non è quello auspicato, la si fa rifare. Per il resto, certi signori dovrebbero evitare di proiettare i propri problemi sugli altri. Ovvero: se il Rechtsteiner è solito votare senza capire cosa vota, questo non deve necessariamente valere per tutti i restanti cittadini elvetici!

La panoramica delle isteriche castronerie partorite da chi ha perso e non ha neppure la dignità di farsene una ragione potrebbe continuare. Prossimamente ne sentiremo ancora. Una cosa è certa: il popolo ha deciso e questa decisione va messa in atto senza se né ma. Checché ne dicano gli eurofalliti, i kompagni nostrani, la loro televisione di servizio (pagata però con i nostri soldi) e tutta la compagnia cantante.

Lorenzo Quadri