Esercito, servizi segreti… quello che l’uregiatta Amherd tocca, va in palta

Il Servizio delle attività informative della Confederella (SIC) è allo sbando. La causa? Gravi carenze nella gestione del personale, oltre che la radicale ristrutturazione voluta dalla direttora del Dipartimento militare, ovvero l’uregiatta Viola Amherd.

Certo che la Viola appare sempre più come un Re Mida al contrario: tutto quello che tocca va in melma. Vedi il buco miliardario nei conti dell’esercito, e adesso pure i servizi informativi a catafascio. Curiosamente, però, alla Viola nessuno chiede “passi indietro”; men che meno i petulanti “centristi”. Chissà come mai?

La situazione è preoccupante: la partitocrazia ha riscoperto l’importanza dell’esercito a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Il SIC, dal canto suo, è diventato cruciale anche per colpa della minaccia rappresentata dal terrorismo islamico. Vedi il recente attentato a Zurigo ai danni di un cittadino ebreo, messo a segno da un adolescente tunisino radicalizzato, naturalizzato svizzero.

E’ ovvio che, se il terrorismo islamico è ormai una realtà anche in Svizzera, la colpa è del caos asilo e dell’immigrazione scriteriata, entrambi voluti dalla partitocrazia.

Già l’attentato di Zurigo costituisce un fallimento del SIC il quale, invece di occuparsi della sicurezza del Paese, affonda nei propri problemi interni.

Quindi, grazie alla ministra uregiatta (e al suo partito immigrazionista), ci ritroviamo con i servizi segreti inefficienti, l’esercito al verde, il Paese pieno di finti rifugiati e di migranti potenzialmente radicalizzati. E intanto la buona Viola cosa fa? Tenta di svendere, anche sottobanco, la Svizzera alla NATO, alla faccia della neutralità!

Eccoli qua, i grandi statisti uregiatti. Ma avanti, votate per il “Centro”…

Lorenzo Quadri