Il municipale $ocialista di Massagno, membro della dirigenza cantonale P$ e dipendente della città di Lugano insulta i morti e tutti i leghisti

Come volevasi dimostrare, il partito dalla morale a doppio binario non si smentisce nemmeno questa volta

Cari kompagni, la vostra presa di posizione sulle inqualificabili esternazioni di Adriano Venuti, municipale $ocialista di Massagno, membro della direzione cantonale P$ e dipendente della città di Lugano (figuriamoci se si trovano dei $ocialisti graduati che lavorano nel privato, ma quando mai) non solo è involontariamente ridicola. E’ anche la dimostrazione che “un bel tacer non fu mai scritto”.

 

Non crederete mica, nevvero, di potervi rifare una verginità con un comunicatuccio da tre e una cicca come quello che avete buttato là per dare l’impressione di aver fatto il compitino?

 

Proprio voi, che avete strillato come aquile per una battuta malriuscita (nei confronti di una persona viva, mica di un morto) inserita in una rubrichetta satirica del Mattino della domenica, e l’avete strumentalizzata come pretesto per boicottare l’elezione di un leghista alla presidenza del Gran Consiglio; proprio voi, che quando un dipendente di un altro comune, evidentemente del partito “sbagliato”, ha pubblicato su facebook esternazioni inappropriate, ma nemmeno lontanamente paragonabili alle schifezze, tra l’altro penalmente perseguibili, del kompagno Venuti da Avellino, invocavate dal Municipio suo datore di lavoro  “sanzioni esemplari”; proprio voi che, quando un municipale leghista ha ripostato su facebook l’immagine di una donna in burqa affiancata a quella di un sacco della spazzatura (tra l’altro un’illustrazione simile in Germania è stata utilizzata per un campagna contro la discriminazione), pretendevate addirittura le dimissioni; e l’elenco potrebbe continuare. Proprio voi vi illudete adesso di essere credibili mentre minimizzate, relativizzate e, con incredibile faccia tosta, addirittura ritenete di poter rilanciare? E dov’è la richiesta al municipio di Lugano di “sanzioni esemplari” nei confronti di Venuti?

 

Doppia morale

Il vostro comunicato, cari kompagni, non fa che confermare per l’ennesima volta la vostra squallida doppia morale. Voi scrivete, come al solito a vanvera, di “personaggi… che usano il giornale per calunniare”.  Indicate concretamente quando ciò sarebbe accaduto da parte mia: vi ricordo, forse non lo sapete, che la calunnia è un reato penale ed accusare falsamente qualcuno di averlo commesso è pure penalmente perseguibile.

E’ invero piuttosto bizzarro che in un comunicato in cui – se aveste avuto un minimo di decenza – vi sareste dovuti scusare e basta (in particolare con i familiari di persone scomparse e con tutti i leghisti che il vostro kompagno ha insultato in modo volgare e gratuito) annunciando provvedimenti contro chi l’ha fatta grossa, usiate la maggior parte del testo per sparacchiare accuse a vanvera.  E dite di non aver lezioni da prendere? Di lezioni da prendere, invece, ne avete a bizzeffe!

 

Immacolati?

A proposito: quale giornale è stato condannato in sede penale per aver insultato sia Boris Bignasca che sua madre (che mai ha svolto un ruolo pubblico)? Si tratta forse del vostro illuminato periodico Confronti? E di che area politica è il quindicinale spazzatura sedicente satirico Il Diavolo, anch’esso più volte condannato (e le condanne sarebbero assai più numerose se le persone oggetto delle “attenzioni” di questa lodevole pubblicazione non rinunciassero il più delle volte a sporgere denuncia spinti da carità umana)?

Che poi citiate quale esempio di “calunnie ad opera del Mattino” il caso di Arlind Lokaj, indica soltanto due cose:

1)      che per voi qualsiasi affermazione non in linea con la vostra ideologia è automaticamente un reato penale. Se non è razzismo è calunnia. Se non è calunnia è razzismo. Inquietante, come “forma mentis”. Forse non lo sapete, ma il codice penale svizzero si può anche leggere, invece di limitarsi a citarlo a vanvera. Non è vietato; anche se si è $ocialisti. Su Arlind sia chi scrive, ma anche il Mattino, ha solo detto come stanno le cose. Ossia, c’è una persona che è illegalmente in Svizzera da oltre tre anni mezzo, cui è stato intimato di lasciare il Paese per otto volte. Però ha sempre addotto scuse per non farlo con tanto di certificati medici dell’ultimo minuto. Certificati che il Consiglio di Stato – presieduto, ma guarda un po’, da un $ocialista – ha dichiarato pretestuosi, visto che non ostacolano la partenza. E il P$, che quotidianamente si riempie la bocca con il “rispetto delle regole”, per farsi campagna elettorale organizza marce a sostegno dell’illegalità in cui si trova Arlind.

2)      Che per voi difendere stranieri che si trovano illegalmente nel nostro Paese e rifiutano di rispettare la legge  rappresenta una priorità assoluta. Complimenti! E dove sono le marce a sostegno dei ticinesi lasciati a casa per assumere frontalieri?

 

Il P$ si scredita da solo

 

Davvero divertente, poi, la formulazione che avete utilizzato nel vostro comunicatino in merito al kompagno Venuti: “ci dissociamo dalle sue dichiarazioni (…) che riteniamo offensive”. Che ritenete offensive? Ohibò: il vostro esimio rappresentante si produce in asserzioni chiaramente perseguibili in sede penale e voi, il partito del sedicente “confronto politico corretto”, le “ritenete” offensive, come dire che magari qualcuno potrebbe anche “non ritenerle” tali?

 

Vi credete nella condizione di montare in cattedra a calare lezioni di morale (naturalmente a senso unico) e non siete nemmeno capaci di condannare senza se né ma uno che insulta in modo gravissimo, volgare ad assolutamente gratuito i morti, tutti i leghisti, il suo datore di lavoro e singoli esponenti politici, e di trarne le dovute conseguenze. Se al posto di Venuti ci fosse stato un leghista, non oso immaginare la cagnara che avreste fatto, ovviamente “ben” supportati dai vostri addentellati del moralismo a senso unico. Che adesso, chissà perché (?), tacciono.

 

 Con la vostra ultima performance, vi siete ulteriormente screditati da soli. Il bello è che, a quanto pare, non ve ne rendete neppure conto.

Lorenzo Quadri