La casta inaugura assai male l’anno nuovo. Quando imparerà che “No vuol dire No”?

La casta inizia proprio “bene” l’anno di disgrazia 2023: con reiterate violazioni della volontà popolare!

Come ben sappiamo, il 13 febbraio 2022, i cittadini elvetici hanno respinto in votazione la nuova Legge sugli aiuti ai media, la quale prevedeva ulteriori sussidi statali alla stampa di regime, sempre più irreggimentata e servile. Essa ha infatti retto la coda al governicchio federale – kompagno Berset in primis – in tutte le innumerevoli cappellate commesse nel periodo Covid. E lo stesso atteggiamento slinguazzante lo ha assunto sulla guerra in Ucraina. Da 10 mesi i media mainstream riportano acriticamente la propaganda di USA, NATO ed UE, e  pappagallano giulivi le veline governative sulla “necessità” ed “ineluttabilità” di rottamare la neutralità svizzera. Per non parlare dei mantra climatisti. Ad esempio, il Corrierino del Ticino di ieri ingerlava ai propri lettori un inserto di ben 16 pagine di lavaggio del cervello in funzione “green”, con tanto di promozione dei cibi a base di insetti. Che se li mangino a Muzzano!

E’ chiaro che dei media del genere, completamente appiattiti sul pensiero unico, non meritano nemmeno un centesimo di soldi pubblici. Altro che nuovi sussidi: bisognerebbe azzerare quelli già esistenti. Eppure l’apposita Commissione federale nei giorni scorsi ha avuto la tolla di proporre un “nuovo modello” (corbezzoli!) di aiuto pubblico ai media; dopo che i cittadini hanno già detto di no! Oltretutto il nuovo aiuto non sarebbe nemmeno limitato alla stampa scritta, bensì diretto a tutti i produttori di “contenuti giornalistici”! Ma sa po’?

E’ evidente che di versare altri denari dei contribuenti per foraggiare la propaganda mainstream non se ne parla proprio! Editori e giornalai imparino una buona volta che No vuol dire No, e che le tasche dei cittadini non sono un self service!

Come la classica ciliegina sulla torta, nei giorni scorsi è arrivata l’ennesima dimostrazione dello svergognato inciucio tra i grandi gruppi editoriali e la $inistra. La nuova consigliera federala P$  kompagna Elisabeth Baume Schneidèèèr (quella eletta “perché simpatica”) si è scelta tre collaboratori personali. Ebbene, di questi tre, uno arriva dalla ro$$a $$R ed un’altra da Tamedia/TXGroup. Più chiaro di così! Poi qualcuno ha ancora il coraggio di blaterare di “stampa pluralista”?

I criminali stranieri restano qui

Ulteriore violazione della volontà popolare, questa volta in un settore del tutto diverso da quello citato sopra: l’espulsione dei delinquenti stranieri.

Mercoledì  le Assise correzionali di Lugano hanno condannato a 14 mesi di carcere un 38enne titolare di permesso B. Costui ha commesso 18 furti tra il novembre del 2021 ed il gennaio 2022. La Corte ha rinunciato, del tutto a sproposito, a pronunciare l’espulsione del ladro seriale, chiesta invece dall’accusa. Ha addotto il “caso di rigore” (farlocco) ed invocato la consueta fregnaccia dell’ “ultima possibilità”.

Ma stiamo busciando? L’espulsione dei delinquenti stranieri è stata votata dai cittadini. E’ prevista dalla Costituzione. Il caso di rigore deve essere l’eccezione da utilizzare in rarissime circostanze estreme. Invece è diventato la regola!

Ne abbiamo piene le scuffie di tribunali immigrazionisti che se ne impipano delle decisioni popolari e fanno rimanere qui tutta la foffa d’importazione! E’ infatti evidente che, una volta uscito di prigione, il ladro seriale con permesso B tornerà a delinquere in casa nostra! Il pericolo per la sicurezza che costui rappresenta è evidente!

E’ ormai manifesto che in Svizzera l’immigrazione è andata del tutto fuori controllo (la soglia dei 9 milioni di abitanti in Svizzera è stata raggiunta), e che siamo qui in troppi. Di conseguenza, diventa ancora più urgente ridurre gli arrivi ma anche, ovviamente, espellere gli stranieri che delinquono e/o che sono a carico dello stato sociale. Altro che invocare casi di rigore inesistenti, in violazione della volontà popolare e della Costituzione!

Lorenzo Quadri