E gli 800 milioni scippati alla Difesa non si penserà mica di regalarli all’estero?

Complimenti al Consiglio federale che sta già procedendo allo smantellamento della nostra sicurezza, per meglio svenderci alla fallita Unione europea, senza dire niente a nessuno.

Dopo la votazione sui Gripen, gli scienziati del Consiglio federale a maggioranza hanno pensato bene di mettere in atto un golpe, con cui hanno decurtato il budget militare di 800 milioni su tre anni. Questo malgrado il Parlamento federale avesse votato 5 miliardi annui.

Il Consiglio federale non si può permettere di cambiare i  budget dei dipartimenti a suo piacimento. E’ chiaro che le camere federali dovranno dire la loro al proposito. Ancora una volta, la maggioranza dell’Esecutivo ha fatto il gioco della $inistra spalancatrice di frontiere: quella che vuole l’adesione all’UE e l’abolizione dell’esercito.

Votanti infinocchiati

E’ fin troppo evidente: il popolo è stato nuovamente turlupinato. Anche i contrari ai Gripen, per raggranellare i voti degli indecisi, hanno giurato e spergiurato che il voto del 18 maggio non era un voto contro l’esercito, ma quando mai, bensì sui tempi e sui modi dell’acquisto dell’apparecchio. Invece ecco che arriva, puntuale, la prima decisione di smantellamento dell’esercito. L’identica truffa si è verificata, a livello ticinese, con il famoso moltiplicatore cantonale d’imposta. Quello che non avrebbe dovuto servire ad aumentare le tasse, figuriamoci, ma avrebbe rimediato all’incapacità dei politici di contenere l’esplosione della spesa pubblica. Ed infatti, due giorni dopo la votazione, il presidente del CdS annunciava di voler utilizzare il moltiplicatore cantonale per aumentare le imposte.

Il popolo non ha mai detto che votando no ai Gripen intendeva approvare il graduale smantellamento dell’esercito; invece è proprio quello che sta succedendo. Oltretutto non sta né in cielo né in terra che l’assalto alla diligenza della nostra difesa, perpetrato dagli altri consiglieri federali, venga deciso senza passare dalle Camere federali.

Chi dunque, anche dall’interno dell’esercito, era contrario ai Gripen per motivi suoi e non ha capito che il voto sui Gripen non era solo il voto su un modello di aereo, ma un voto sul nostro esercito di milizia, è servito.

Regali all’estero

E’ altrettanto evidente che la $inistra, letteralmente asfaltata dalla débâcle del salario minimo (non l’hanno votato nemmeno tutti i kompagni), grazie all’ennesima brillante pensata di un Consiglio federale capace solo di svendere la Svizzera, ora si ringalluzzirà e metterà in campo una nuova offensiva contro l’esercito: proprio come avevamo previsto.

Ovviamente, pretendiamo di sapere dove verranno allocati gli 800 milioni scippati alla Difesa contro la volontà del parlamento e contro la volontà popolare. Poco ma sicuro che per gli investimenti in Ticino non ci sarà un centesimo extra. Non si penserà mica di regalarli all’estero? E’ infatti scontato che i 45 milioni dei nostri soldi che il Consiglio federale insiste nel voler regalare alla Croazia verranno da lì.

Comunque, visto che si è votato (giustamente) su una spesa, quella per i Gripen, già coperta dal budget del dipartimento militare, pretendiamo che il popolo venga chiamato a decidere su tutti gli aiuti all’estero. I quali, sommati, fanno in un solo anno assai più del costo totale dei Gripen. Atto parlamentare in arrivo alle Camere federali.

RSI bollettino della $inistra

Naturalmente la notizia della decurtazione del budget militare è stata data con i consueti toni trionfali dalla R$I, bollettino parrocchiale della $inistra. Bollettino parrocchiale al punto che, sulla scoperta di un lavoratore in casa della recidiva ex presidente P$ e attualmente vicepresidente della CORSI (!) (ovvero del “Consiglio d’amministrazione” della RSI) Anna Biscossa, l’emittente di sedicente servizio pubblico non ha fatto un “cip”. Niente su Biscossa ma in compenso Marina Carobbio viene intervistata per ben due volte, nella stessa edizione principale del Telegiornale di mercoledì, una sulla questione Gripen, l’altra su un tema diverso. Per chi non avesse ancora capito che a Comano e a Besso il “servizio pubblico” è solo una scusa per giustificare il canone più alto d’Europa…

Lorenzo Quadri