Ma quale rivoluzione nei palinsesti? Nella sostanza, non cambierà un tubo

Apprendiamo che la Pravda di Comano, con la prossima stagione – quindi in autunno – darà l’addio ad alcune trasmissioni “storiche” quali “Domenica”, “Tournée” e “Storie”. La scelta, secondo i responsabili interpellati dal portale Tio.ch, non sarebbe dovuta ad ascolti in calo (non sia mai!), ma alla necessità di rinnovarsi ed aggiornarsi. Si lascia però volutamente intendere che sotto ci sarebbero anche motivi economici.

Il continuo evocare risparmi e mancanza di risorse quando la SSR incassa dal solo canone 1.2 miliardi all’anno ha seccato la gloria! E’ evidente che la Pravda di Comano utilizza i soldi del canone più caro del mondo per fare campagna pro-saccoccia in vista della votazione sull’iniziativa popolare “200 franchi bastano”.

Il mantra con cui l’emittente di regime lava il cervello all’utenza è sempre lo stesso: sul canone non si può risparmiare nemmeno un franchetto, altrimenti sarà l’apocalisse!

Perfino la riduzione cosmetica di 30 franchi del balzello da qui al 2029 proposta dal governicchio federale viene bollata come un’inconcepibile eresia. Ed infatti, esprimendosi sul futuro palinsesto, la R$I minaccia: “Eventuali tagli dipenderanno dalle decisioni che il Consiglio federale comunicherà nei prossimi mesi, e non dalla nuova offerta di programmi”.

I garantiti non si toccano

Facile prevedere che la pretesa “rivoluzione” dei palinsesti non avrà nulla di rivoluzionario ma molto di fumogeno.

Cambieranno i nomi delle trasmissioni; non cambieranno le linee guida e – poco ma sicuro – nessun “garantito” sarà lasciato a casa. Questi ultimi verranno semplicemente spostati da un programma all’altro, e la propaganda politica ro$$overde continuerà come prima, sia nell’informazione (i telegiornali sono ormai uno strazio) che nell’intrattenimento.

Insomma, una rivoluzione gattopardesca, all’insegna del celebre motto “cambiare tutto, affinché nulla cambi”. E, ovviamente, mirata a far credere al popolazzo che è già stato tutto “razionalizzato” e pertanto (vedi sopra) ogni riduzione del canone provocherebbe l’Armageddon.

Speriamo che nessuno sia così pollo da cascarci!

Lorenzo Quadri