Davanti alla claque di sindacalisti rossi pagati per presenziare quando parla

 Che il presidente del partito $ocialista svizzero,  Christian Levrat, venga in Ticino a raccontare una sfracca di patetiche panzane dopo il voto del 9 febbraio, farà forse parte del gioco; ma che prenda anche i ticinesi per fessi, proprio non ci sta bene.

Ricordiamo ai lettori che il kompagno Levrat è kolui che ha detto, in una memorabile alzata d’ingegno, che la votazione sull’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” va rifatta perché gli svizzeri sono scemi e dunque non hanno capito su cosa si votava. Fatto altrettanto grave, ha avuto la sfacciataggine di tornare a mettere sul tavolo l’ipotesi di adesione della Svizzera alla fallita Unione europea. Quando gli stessi Paesi fondatori vogliono uscirne (vedi Francia, vedi Gran Bretagna), quando l’antieuropeismo dilaga (e a ragione, visto che gli eurofalliti hanno ridotto intere nazioni in miseria, dalla Grecia alla Spagna, dal Portogallo alla new entry Croazia, messa in ginocchio nel giro di un anno) e soprattutto quando i cittadini elvetici hanno detto in mille salse che nell’UE proprio non ci vogliono entrare. E giustamente: perché, come recita il famoso slogan, “non siamo mica scemi”.

Ah già: ma il voto popolare, per la $inistra internazionalista e spalancatrice di frontiere, quella che ormai rappresenta solo la casta del pubblico impiego (VPOD e P$ sono la stessa cosa) non conta nulla. Infatti è stata una deputata $ocialista romanda (tra l’altro svizzera naturalizzata) ad andare al pulpito del Consiglio nazionale a dichiarare che “il popolo non comanda”. Eh certo: in casa nostra devono comandare gli eurofalliti.

 

Le pie illusioni

Ma Levrat racconta pure un mare di fregnacce quando blatera che la Lega non sarebbe ascoltata nel gruppo Udc e che dunque conterebbe come il due di briscola. Il kompagno, come spesso accade nella sua area, confonde le sue pie illusioni con la realtà. Se fosse come dice, il kompagno Levrat spieghi alla sua claque prezzolata di sindakalisti pagati per fare presenza  quando parla, per merito di chi l’Udc  – tanto per dirne una – ha inserito nell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” il contingentamento dei frontalieri. Risposta: per merito anche dei rappresentanti ticinesi del suo gruppo parlamentare, tra cui i due leghisti. Il kompagno Levrat si metta l’anima in pace: quando i rappresentanti ticinesi, di cui due su tre sono leghisti, nelle numerose riunioni del gruppo parlamentare Udc alle camere federali parlano dei problemi occupazionali del Ticino a seguito della devastante libera circolazione delle persone, sono ascoltati eccome. Si sarà notato infatti che l’Udc nazionale, che in precedenza rifiutava le misure d’accompagnamento ai devastanti accordi bilaterali, da qualche tempo invece le approva. Per merito di chi, secondo il kompagno Levrat? Del Gatto Arturo? Del Cane Peo? Del Gigi Piantoni?

 

Barzellette

La barzelletta del secolo, poi sarebbe la storiella secondo cui il P$ sarebbe “l’unico a fare gli interessi del Ticino”. Questa è proprio da scompisciarsi dalle risate. Il P$ ha sempre sostenuto la devastante libera circolazione delle persone, e chi non la voleva era un razzista e fascista; il P$ continua ad opporsi al contingentamento di frontalieri e padroncini (roba da populisti e razzisti); il P$ in nome alle sue fallimentari ideologie internazionaliste e multikulturali, ha spalancato le frontiere alla manodopera straniera a basso costo e quindi al dumping salariale, nonché alla criminalità d’importazione. Il P$ ha sfasciato la piazza finanziaria creando disoccupazione e facendo crollare le entrate degli enti pubblici. Il P$ mantiene in carica la catastrofica ministra del 5%, una vera calamità per il Ticino e la Svizzera; e la mantiene in carica malgrado la signora non abbia uno straccio di legittimazione popolare. Ah giusto: per i kompagni “il popolo non comanda”. E ci fermiamo qui.

 

L’inganno del salario minimo

Il P$ adesso presenta il salario minimo a 4000 fr come la panacea di tutti i mali quando questo invece non farebbe altro che aggravare l’invasione da sud, trasformandoci nell’Eldorado per i frontalieri. E non risolverà affatto il problema del dumping: semplicemente, i frontalieri verrebbero assunti al 50%, quindi a 2000 Fr, ma fatti lavorare al 100%.

Vale poi la pena ricordare che un kompagno romando ha detto che, visto che il voto ticinese è stato determinante per la riuscita dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, il Ticino non deve attendersi alcuna solidarietà dalla Romandia. Capita l’antifona dei kompagni?

A proposito, Levrat: noi non vogliamo pari opportunità d’impiego per i lavoratori svizzeri. Noi vogliamo la priorità per i lavoratori svizzeri.

Morale della favola: il presidente del P$$ dovrebbe avere vergogna di venire a pontificare in Ticino dopo le sue considerazioni sul voto del 9 febbraio, che insultano il 70% dei ticinesi. Ma il provare vergogna non è cosa da tutti.   Aiutiamo Levrat: vergogniamoci per lui, visto che evidentemente non è in grado di vergognarsi da solo.

Lorenzo Quadri