Amnistia fiscale: ennesima dimostrazione di come la $inistra accetta le decisioni democratiche

Grazie ai kompagni sfuma il fondo per la promozione del lavoro dei residenti, che avrebbe dovuto essere alimentato con gli introiti dell’amnistia! Ma il 19 aprile è vicino…

I kompagni tramite sentenza del Tribunale federale hanno ottenuto l’annullamento dell’amnistia fiscale cantonale approvata dal popolo lo scorso 18 maggio.

Ancora una volta, quindi, la $inistra, quella che vorrebbe cancellare il voto del 9 febbraio scorso, si dimostra la prima nemica della democrazia: le decisioni popolari le accetta solo quando sono in linea con la sua ideologia. In caso contrario, corre subito a piagnucolare dai tribunali.

Geometria variabile

Da notare che anche le sentenze dei tribunali a $inistra sono ben lungi dall’essere sempre tenute buone. Anche in questi casi, l’accettazione è a geometria variabile: i giudizi hanno valore solo se danno ragione al partito. Plateale il caso del divieto di burqa votato dal popolo ticinese. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che non è discriminatorio. Eppure, al Parlamento federale, i $inistri ancora strillavano per non concedere la garanzia costituzionale a quanto votato dai ticinesi. Alla faccia della sentenza europea.

Intanto i criminali stranieri…

I kompagni quindi si sono messi subito ad esultare scompostamente per la “vittoria” sull’amnistia ottenuta contro il popolo  ticinese che l’aveva approvata. Vedremo se, il 19 aprile, avranno ancora così voglia di ridere.

Naturalmente i rossi non potevano perdere l’occasione per calare la solita isterica morale a senso unico: sicché, secondo la sinistra, il cittadino – magari anziano – che, nel corso dei decenni, ha cumulato qualche biglietto da mille non dichiarato, è un delinquente della peggiore specie, un ladro, un verme.  Intanto però la stessa $inistra vuole farci tenere in casa tutti i criminali stranieri, compresi i terroristi. Come ha sentenziato nei giorni scorsi un’illuminata consigliera nazionale P$, tale Cesla (si chiama proprio così) Amarelle, non patrizia di Corticiasca, i terroristi non devono venire espulsi dalla Svizzera, se nel loro paese sono in pericolo di vita (?). Magari la Signora Amarelle (quanti passaporti?) potrebbe cominciare con l’ospitare qualche jihadista a casa sua….

Ci perdono tutti

L’amnistia fiscale, e la $inistra internazionalista dovrebbe ben saperlo, non è certo un’invenzione dei ticinesi. Se ne fanno ovunque. L’Italia ad esempio ne ha partorite a ripetizione (i famosi scudi Tremonti).

Lo scopo dell’amnistia è di permettere a chi ha capitali non dichiarati di mettersi in regola. Non è abusiva a patto che non sia né ricorrente (altrimenti uno ci specula…) né gratuita. Quella decisa dal parlamento e dal popolo ticinese, ed affossata dai kompagni non era certo ricorrente: in Ticino l’ultima amnistia fiscale risale al 1969. Sono passati 46 anni! Sicché si può ben dire che il contribuente ticinese ne vede una nella vita. E non era nemmeno gratuita: chi ne avesse voluto usufruire avrebbe dovuto versare una tassa d’amnistia; certo inferiore alla totalità delle imposte arretrate, ma comunque congrua. L’obiettivo dell’operazione è (era) quello di (re)immettere nel circuito economico fondi che altrimenti resterebbero nascosti. Quindi una misura di rilancio. Con ovviamente benefici anche fiscali: dall’amnistia il Cantone contava di incassare 35 milioni di franchetti di entrate straordinarie “una tantum” e 8 di nuove entrate ordinarie. L’utilizzo dei ricavi fiscali era vincolato alla creazione di un fondo a sostegno dei lavoratori residenti. Adesso niente di tutto questo avverrà, grazie ai kompagni.

I milioni della gauche caviar

Ci piacerebbe poi sapere quanti esponenti della gauche caviar hanno in nero non già i diecimila franchi, ma i milioni. Del resto una deputata $ocialista al nazionale, tale Margret Kiener Nellen, non paga le tasse su un patrimonio di 12 milioni di Fr perché ottimizza. Ma lei può: è di $inistra. Il vecchietto che ha 10mila Fr non dichiarati invece è un criminale.

Interessante anche rilevare come i kompagni, così severi nel negare la possibilità di mettersi in regola a chi ha qualche spicciolo non dichiarato, davanti agli abusi nello stato sociale diventino assai più permissivi, specie se a commetterli è qualcuno in arrivo da paesi lontani. Fatto sta che, grazie all’ideologia ro$$a, ci perdono tutti: chi voleva regolarizzarsi e non lo farà, l’erario e l’economia ticinese. Ma confidiamo che il 19 aprile ai kompagni verrà presentato anche il conto di questa vittoria di Pirro.

Lorenzo Quadri