Cassa pensioni dello Stato: NO allo sperpero di altri 800 milioni del contribuente!

La Cassa pensione dei dipendenti cantonali (IPCT) è la più sgangherata della Svizzera. La copertura fa pietà, mentre il tasso di conversione continua ad essere esagerato (sopra il 6%). Grazie, partitocrazia!

IPCT ha vissuto per decenni, e continua a vivere, al di sopra delle proprie possibilità. Il Triciclo – ed in primis i direttori PLR del DFE – per non scattivarsi il funzionariato rischiando di perderne i voti, ha fatto melina. Ha evitato di procedere con le (impopolari) riforme necessarie: tanto il conto lo paga il solito sfigato contribuente!

Sicché il Cantone ha continuato a garantire agli statali pensioni privilegiate (la famosa “Rolls Royce”) senza che ci fossero i soldi necessari per finanziarle.

Nel frattempo, i cittadini che lavorano nel privato – ma anche negli enti pubblici non affiliati ad IPCT – hanno dovuto fare sacrifici per risanare le loro, di casse pensioni. E adesso la partitocrazia chiama nuovamente alla cassa questi cittadini, pretendendo che versino, sull’arco di due decenni, altri 800 milioni per finanziare i privilegi degli statali. Questo dopo che nel 2012 il parlatoio cantonale ha già stanziato, per IPCT, un credito di mezzo miliardo, assicurando che poi non avrebbe più chiesto nulla. Non ci stiamo!

Mezzo miliardo più 800 milioni fanno 1.3 miliardi! E c’è solo il 50% di possibilità che questo esborso spropositato sarà l’ultimo. Ergo, è praticamente certo che, se anche le “misure di compensazione” venissero approvate alle urne il 9 giugno, tempo qualche anno ed i ticinesi verranno per l’ennesima volta ricattati e munti!

Rompiamo questo circolo vizioso! Tutti a votare NO alle “misure di compensazione” IPCT! Occorre fare tabula rasa della governance dell’istituto pensionistico cantonale; altro che andare avanti con cerotti di platino. In caso contrario, la spremitura dei contribuenti non finirà mai!