Lo scopo dell’asilo è la protezione, non la migrazione

In Italia sbarcano quotidianamente migliaia di sedicenti rifugiati. Sedicenti, appunto. La stragrande maggioranza delle persone che si vedono sui barconi non sono affatto perseguitati che scappano da territori in guerra. Sono giovani uomini di colore: migranti economici.

L’Italia, con le sue fallimentari operazioni militari-umanitarie, è diventata il “ventre molle dell’immigrazione in Europa” (lo ha scritto il Washington Post). La quale Europa se ne impipa ampiamente della tutela delle frontiere esterne. La Svizzera, con il Consiglio federale a maggioranza di centro $inistra e la ministra di giustizia targata P$, non fa certo eccezione. Qual è infatti la ricetta della Simonetta Sommaruga? “Dobbiamo aiutare l’Italia”. Ovvero, accogliere rifugiati economici che non siamo affatto tenuti ad accogliere. E, va da sé, mantenerli.

Domanda e offerta

I fenomeni di “immigrazione di massa” verso l’Europa in corso da tempo hanno assai poco a che vedere con l’asilo. Ne sono anzi, come figura in un recente, magistrale articolo pubblicato sulla Weltwoche, la negazione. Lo scopo del diritto d’asilo è protezione, non migrazione. Men che meno migrazione economica.

Di conseguenza la kompagna Simonetta e soci, con il ritornello buonista-coglionista del “dobbiamo aiutare l’Italia” fomentano l’immigrazione illegale. O Simonetta, mai sentito parlare della legge della domanda e dell’offerta? Con le tue sparate $inistrorse aumenti l’offerta. Scontata conseguenza: aumenta anche la domanda.

Due pesi e due misure

Da sottolineare che non stiamo parlando di perseguitati ma di immigrazione economica illegale. Vedi le frotte di eritrei, vedi quelle di kosovari che arrivano in Svizzera spacciandosi per rifugiati. Ma i loro paesi non sono affatto in guerra. Sicché, invece di far rispettare la legge, la ministra di Giustizia incoraggia l’illegalità. Ohibò: gli automobilisti vengono criminalizzati per ogni piccola mancanza. Chi ha soldi non dichiarati è un ladro (P$ dixit in materia di amnistia fiscale). Però in campo d’immigrazione violare la legge è una virtù che viene premiata. Ennesimo esempio della deleteria morale a senso unico con cui si sta (s)governando questo – e non solo questo – paese. Col risultato di farlo colare a picco.

Migranti economici

La Svizzera spende miliardi all’anno per l’asilo. La situazione, invece di migliorare, peggiora. Più si spende, più peggiore. La soluzione è una sola. Far sì che l’asilo torni ad essere quello che è. Quello che è secondo la legge. Mica la Lega populista e razzista. Quindi far rispettare la legge. Il che significa chiudere (metaforicamente) il braccio di mare che separa l’Italia dall’Africa. Il messaggio da far passare non è certo quello che si invia tramite la creazione di nuovi centri asilanti – magari acquistando a questo scopo ville con piscina,  come accaduto nel Canton Soletta. Il messaggio da far passare è: non venite qui. Rischiate la vita per niente. L’Eldorado che vi descrivono i traghettatori non esiste. Non c’è lavoro, non c’è posto, non c’è futuro. E soprattutto: vi rimandiamo indietro. Il piccolo spot appena pubblicato sarà un passetto nella direzione giusta, ma non basta. Le autorità australiane, ad esempio, hanno prodotto anche loro un video per scoraggiare l’immigrazione clandestina. Ma di ben altro “polso” e consistenza.

E perché, poi, l’Europa allo stremo dovrebbe risolvere tutti i problemi di povertà del mondo quando i ricchissimi paesi arabi islamici non fanno assolutamente nulla per aiutare i loro correligionari africani?

I morti sulla coscienza

Chi incoraggia l’immigrazione economica illegale verso l’Europa non solo impoverisce l’Africa ma è direttamente responsabile delle tragedie in mare. Non serve lanciare le solite, trite e scontate, accuse di populismo e razzismo all’indirizzo di chi è stufo di subire in nome dell’imbecille proclama del “dobbiamo aprirci”.

Sono proprio loro, i signori e signore del “venite in Svizzera che tanto c’è posto e vi manteniamo” ad avere sulla coscienza le morti in mare.

Lorenzo Quadri