In Svizzera il 75% dei detenuti è straniero. Impennata dei reati commessi da asilanti

Anche Oltregottardo si sono “improvvisamente” accorti che tre quarti dei detenuti nelle prigioni elvetiche sono stranieri. La (non) notizia, pubblicata dal portale Nau.ch, ha suscitato stupore. E dire che in Ticino siamo messi anche peggio. All’Hotel Stampa, la percentuale di ospiti non svizzeri è arrivata anche all’82%. 

Poiché gli stranieri in Svizzera sono il 25% della popolazione, la loro sovrarappresentazione tra i galeotti è evidente. Oltretutto, il dato risulta ulteriormente falsato dalle naturalizzazioni facili: di quel 25% di detenuti definiti come cittadini elvetici, quanti hanno il passaporto rosso ancora fresco di stampa?

Sta di fatto che la Confederella è di gran lunga in cima alla classifica dei paesi europei di oltre un milione di abitanti con più detenuti stranieri. Colpa dell’immigrazione incontrollata voluta dalla partitocrazia? Ma nooo, ma quando mai…

Il 10% dei detenuti

Altro dato interessante riguarda i finti rifugiati: essi costituiscono il 10% dei carcerati. Ma, evidentemente, sono ben lungi dall’essere il 10% della popolazione. E ci mancherebbe anche: vorrebbe dire avere qui 900mila asilanti!

In generale, sempre sul totale della popolazione carceraria svizzera, il 50% è composto da persone domiciliate in Svizzera, il 10% da asilanti ed il restante 40% da sans papier, persone senza residenza legale in Svizzera, frontalieri e turisti.

Fatti due conti della serva, si può stimare che i detenuti stranieri ci costano ogni anno qualcosa come 800 milioni di franchi! Questa è la somma, enorme, che il contribuente rossocrociato risparmierebbe se i criminali stranieri venissero spediti a scontare le condanne nelle patrie galere. 

Negare la reatà

Davanti all’evidenza dei numeri, è scandaloso che ci sia ancora il tamberla di turno che si permette di negare la correlazione tra colore del passaporto e delinquenza. Eppure tale Marcelo Aebi (Marcelo chi?), responsabile della statistica annuale sulla criminalità del Consiglio d’Europa, al portale Swissinfo ha avuto la tolla di dichiarare che non sono gli stranieri ad essere delinquenti, figuriamoci: la colpa è del benessere della Svizzera che attira  i malintenzionati. Come dire che se una donna viene stuprata è colpa sua, perché la gonna era troppo corta. 

A maggior ragione bisogna allora blindare le frontiere e buttar fuori i delinquenti stranieri, senza se né ma! 

Dati imboscati

Naturalmente, come accade con i costi dell’asilo, anche in campo di delinquenti stranieri le informazioni ufficiali sono lacunose. E lo sono volutamente: il popolazzo deve rimanere il più possibile all’oscuro delle conseguenze dell’immigrazione scriteriata voluta dalla partitocrazia. Così nel 2021 il governicchio federale ha rifiutato di rispondere ad un’interpellanza che chiedeva di indicare la nazionalità degli stupratori. A tal proposito si sa tuttavia che su 734 stupri commessi in Svizzera nel 2022, 406 sono stati compiuti da stranieri: ovvero il 55%. Ennesima dimostrazione che la violenza sulle donne non è un problema di uomini in generale, bensì un problema di uomini stranieri. Quelli “in arrivo da altre culture”, che le femministe ro$$overdi vogliono fare entrare tutti!

Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, lo scorso anno nel nostro Paese sono stati commessi 1942 reati di violenza grave, ovvero il 16.6% in più rispetto al 2021. Gli svizzeri sono diventati più violenti? No, ovviamente. Come spiegare allora l’aumento? C’entra forse qualcosa il fatto che nel 2022 in Svizzera sono immigrate 200mila persone, e che sono arrivati il 64.2% in più di asilanti rispetto all’anno precedente? Bingo!

Asilanti e sans papier

Se si considerano i reati commessi da persone stabilmente residenti in Svizzera, si osserva quanto segue: il 59% degli autori è svizzero, il 41% straniero. Anche in questo caso, gli stranieri (ricordiamo: il 25% della popolazione) sono vistosamente sovrarappresentati. La proporzione indicata rimane tuttavia più o meno stabile nel tempo. Il che significa – come scriveva di recente il settimanale Weltwoche – che gli aumenti di criminalità sono imputabili in buona parte agli stranieri senza domicilio regolare. Ovvero ad asilanti, sans papier ed affini. 

Alcune nazionalità presentano dati inquietanti. Ad esempio, l’anno scorso gli algerini imputati per reati penali commessi in Svizzera sono stati 2536, di cui solo 156 con domicilio stabile nel Paese. 703 erano asilanti e 1678 “altri stranieri”. 

Espulsioni mancate

E’ quindi evidente che l’immigrazione incontrollata e la politica delle frontiere spalancate e del “devono entrare tutti” rendono la Svizzera sempre meno sicura. In questa politica si iscrive anche la mancata espulsione dei delinquenti stranieri, in spregio della volontà popolare.

A tal proposito un esempio concreto recentissimo. A Lucerna un 34enne somalo, condannato per grave violenza domestica nei confronti dell’ex moglie (al punto da metterne in pericolo la vita) è stato condannato a due anni e mezzo di carcere e a 7 anni di espulsione. Tuttavia l’ordine di espulsione, udite udite, non può essere eseguito “a causa della difficile situazione nel suo paese d’origine”. Ma stiamo scherzando? E noi dobbiamo tenerci in casa criminali stranieri perché nel loro paese d’origine la situazione sarebbe “difficile”? Qui qualcuno non ha capito da che parte sorge il sole. E naturalmente le femministe immigrazioniste ro$$overdi al proposito non hanno nulla da dire… citus mutus!

Prese in giro

Non solo le espulsioni non vengono pronunciate per motivi futili. Troppe di quelle effettivamente decretate – già poche –  risultano farlocche. Perché le persone allontanate rimangono qui! O, nella migliore delle ipotesi, si trasferiscono appena al di là della ramina e poi fanno dentro e fuori. Oppure vanno a Campione d’Italia.

Di recente è infatti stato rinviato a giudizio, con l’accusa di duplice tentato omicidio intenzionale, il 19enne algerino (per il tasso di criminalità degli algerini: vedi sopra) che la scorsa estate a Lugano si è scagliato, armato di un coltellino, contro due persone all’esterno del locale Blu Martini, ferendo una ragazza.

Ebbene, il “bravo giovane” non patrizio dovrà rispondere anche del reato di soggiorno illegale: pur avendo ricevuto l’ordine di lasciare la Svizzera, ha continuato a risiedere a Bellinzona. Ah, ecco! 

Lorenzo Quadri