Il Ticino deve attivarsi subito per chiedere le necessarie autorizzazioni a Berna

Dopo varie cappellate (sostegno alla LOCli, contorsionismi sul canone Serafe) almeno una buona notizia dal DATEC di Rösti è arrivata: impallinare il lupastro a scopo preventivo è diventato possibile, grazie ad una modifica dell’ordinanza sulla caccia. Seppur a determinate condizioni e durante una finestra temporale ristretta ad appena due mesi (dal prossimo 1° dicembre al 31 gennaio 2024).

Finalmente!

Ma allora la precedente direttora del DATEC kompagna Simonetta “Penuria” Sommaruga (P$), quando faceva rispondere agli atti parlamentari che abbattere il lupo “sa po’ mia” perché c’è la Convenzione di Berna del 1979 e blablabla, raccontava panzane?

Tanto più che altri paesi firmatari della citata Convenzione, il fucile l’hanno imbracciato eccome: vedi la Svezia, che ha una popolazione analoga a quella elvetica ma un territorio dieci volte più grande, quindi la convivenza con la belva dovrebbe essere meno problematica che da noi. Eppure il parlatoio svedese ha stabilito che sul territorio nazionale non ci possono essere più di 170 lupi. Da noi ce ne sono come minimo 300, secondo le cifre ufficiali taroccate al ribasso!

Siamo già in ritardo

Fatto sta che il numero di lupi presenti in Svizzera, ed in particolare in Ticino, è esploso nel giro di pochi anni. Il rischio di estinzione, che poteva forse essere reale nel 1979, è diventato una barzelletta. E dunque la protezione pressoché assoluta del predatore e delle sue nefandezze non può continuare. Anzi, siamo già in clamoroso ritardo! Il cambio di passo sarebbe dovuto avvenire prima che cominciassero a chiudere gli alpeggi a causa delle continue stragi di ovini e pure di bovini! Ed è legittimo parlare di nefandezze del lupastro: la sua cattiva fama nella nostra tradizione è giustificata, malgrado le successive operazioni di “cancel culture”. Il lupo non mangia una pecora ogni tanto per sfamarsi; le sbrana in massa “seguendo l’istinto” (quindi in sostanza per divertimento) e poi le lascia lì, magari agonizzanti.

Economia alpestre minacciata

Oggi il lupo è una minaccia per l’esistenza della nostra economia alpestre. E’ appurato che gran parte degli alpeggi ticinesi non sono proteggibili, e comunque le misure di protezione non servono ad una fava: il predatore impara ad eluderle.

Per non parlare poi dei milioni di franchetti del contribuente che ogni anno bisogna versare in indennizzi agli allevatori vittime delle predazioni. E’ il colmo: per i bisogni dei cittadini “gh’è mia da danée”, però i soldi da gettare nel water causa lupastro ci sono?

Più nessuno nega

Contrariamente al passato (anche recente), ormai più nessuno osa negare che il lupo rappresenti un pericolo anche per l’uomo. Del resto nei mesi scorsi il governicchio cantonale ha addirittura avuto la brillante pensata di pubblicare un vademecum sulle “regole di buona condotta” (sic!) da tenere in caso di incontro con il predatore: come se il lupo fosse il padrone e gli umani dovessero adeguarsi ai suoi comodi!

Per non parlare poi della favoletta dello spray ai feromoni da spruzzare sulle pecore, che farebbe credere al lupo di avere davanti un proprio simile! Come se il predatore fosse così rintronato da cascarci!

Governicchio sollecitato

Adesso che Berna ha finalmente deciso che impallinare il lupastroa scopo preventivo “sa po’”, il nostro Cantone deve farsi avanti. Ma in fretta, visto che il tempo a disposizione è poco!

Ed infatti a chiederlo con un’interpellanza sono i deputati in Gran Consiglio Sem Genini (Lega) e Roberta Soldati (Udc) i quali rilevano che “il Ticino fa parte, con i Grigioni e San Gallo, del compartimento della Svizzera sudorientale, nel quale è stata stabilita una presenza minima di 3 branchi. Attualmente ce ne sono almeno 16”. Ed inoltre ne vengono segnalati sempre di nuovi. Mica solo nell’alto Ticino, ma anche nel Luganese!

Il Canton Grigioni si è mosso rapidamente: nei giorni scorsi ha chiesto a Berna l’autorizzazione all’abbattimento di 4 branchi per un totale di 27 lupi. Anche il Ticino deve darsi una mossa per sfruttare questa opportunità, e nel modo più ampio possibile! Perché – questa è la nostra posizione – di lupi sul nostro territorio ce ne dovrebbero essere zero!

O vuoi vedere che a Bellinzona qualcuno dei troppi burocratiro$$overdi fa resistenza per motivi ideologici?

E che nessuno venga a blaterare di apporti del lupastro alla “biodiversità”, perché gli ridiamo in faccia. In Ticino di lupi non ne abbiamo avuti per un secolo, mai se ne è sentita la mancanza e mai ci sono stati problemi di “biodiversità”!

Lorenzo Quadri