Che nessuno si sogni di alzare la pillola alle economie domestiche per compensare!

Ma guarda un po’, a maggioranza il Consiglio nazionale ha deciso, la scorsa settimana, che le aziende non dovrebbero più pagare il canone radioTV più caro d’Europa. Lo ha fatto approvando una iniziativa parlamentare in questo senso del deputato Udc Gregor Rutz.

Il canone delle aziende, calcolato oltretutto in base alla cifra d’affari, è piombato addosso ad inizio anno a tanti artigiani e piccole e medie imprese elvetiche – e dunque anche ticinesi -, sottoforma di ulteriore pillola da pagare. Regali della “nuova” legge sulla Radiotelevisione, quella approvata per una manciata di voti nel giugno 2015.

Dopo 50 fette…

La maggioranza del Consiglio nazionale, dopo averne mangiate 50 fette, si è adesso accorta che era polenta: ovvero (nel concreto) che era doppia imposizione. Infatti i titolari delle aziende – così come i dipendenti (a meno che siano frontalieri) –  già pagano privatamente il canone. Ed inoltre, come dice il nome, sul posto di lavoro di solito si lavora; non si guarda la TV.

Inutile dire che la gauche-caviar era contraria all’esenzione delle imprese. Non solo perché per i $inistrati qualsiasi nuova tassa è fonte di impareggiabile goduria, ma perché, avendo costoro colonizzato la SSR, mai e poi mai sarebbero disposti ad accettare che il loroorgano di propaganda elettorale (pro-UE, pro-libera circolazione, pro-finti rifugiati, pro-multikulti, pro-islam, pro-frontiere spalancate, il tutto condito da isterismo climatico come se non ci fosse un domani) si veda decurtare i fondi.

E’ però esattamente questo che deve succedere. Le entrate della SSR vanno ridotte. Di conseguenza, se la proposta di abolire il canone per artigiani ed aziende venisse approvata anche dagli Stati, è evidente che i franchetti che mancheranno all’emittente di regime non verranno compensati in alcun modo. Tanto per chiarire: che nessuno si sogni di aumentare il canone delle persone fisiche per recuperare i soldi di quello delle imprese! Politicanti del triciclo avvisati…

Semplicemente, la SSR (gonfiata come una rana) comincerà a risparmiare: e sarebbe anche ora. Del resto, prima della votazione no Billag, aveva promesso che l’avrebbe fatto. Ma va da sé che non lo sta facendo, se non tramite misuricchie farlocche.

Cittadini turlupinati

In effetti, tutte le promesse in cui l’emittente statale si è profusa prima della votazione sulla “criminale” iniziativa contro il canone radioTV sono state disattese. Non solo quelle sui costi, ma anche e soprattutto quelle sui contenuti. La propaganda di regime continua a prendere il posto del servizio pubblico. Per tirare la volata all’ammucchiata ro$$overde in vista delle elezioni federali, la R$I monta senza remore la panna sull’isterismo climatico (naturalmente a senso unico), mentre censura di proposito il vero tema della prossima legislatura: i rapporti Svizzera-UE, dato che il triciclo euroturbo PLR-PPD-P$$ vuole ridurci a colonia di Bruxelles tramite lo sconcio accordo quadro istituzionale. Ben lo dimostra il programma dei cosiddetti dibattiti elettorali (più partecipanti che spettatori).

Del resto, la SSR farà bene a cominciare ad entrare in un’ottica risparmista, perché il canone a 200 Fr – vero e proprio spauracchio per l’emittente di regime – attende al varco. Se qualcuno pensa che l’iniziativa popolare al proposito sia stata accantonata, lo attende un brusco risveglio.

Il tesoretto

Già che siamo in tema, ricordiamo anche che è sempre pendente la questione del tesoretto da 600 milioni di Fr che la Serafe sta costituendo durante l’anno in corso tramite il sistema della fatturazione del canone a gruppi.

Si tratta di 600 milioni di Fr estratti indebitamente dalle tasche dei cittadini, e che lì devono tornare. Invece, sono destinati ad andare ad ingrassare le casse della SSR. E cos’hanno da dire al proposito le associazioni a sedicente tutela dei consumatori? Niente, ovviamente. Perché queste associazioni sono delle succursali del P$. Altro che difendere i consumatori. Ed ovviamente, non si sognano di mettersi “contro” l’emittente ro$$a per difendere le tasche dei cittadini. Ma non sia mai…

Lorenzo Quadri