Il prossimo 14 giugno i cittadini svizzeri decideranno se spianare ulteriormente la strada al partito delle tasse. Infatti all’ordine del giorno della votazione federale ci saranno due trappole fiscali, seppur di diversa portata. Ed entrambe sono illegali.

Imposta per la SSR

La trappola fiscale da spazzar via con un colpo di spugna è la modifica alla legge sulla radiotelevisione (LRTV) che prevede l’introduzione del canone obbligatorio per tutti: quindi un’imposta per foraggiare la SSR. La quale si lecca i baffi e si prepara, con la complicità del Consiglio federale, ad aumentarla. Altro che  “si pagherà meno” come raccontano i fautori della balorda proposta.

Aumenti senza controllo

Il “si pagherà meno” è uno specchietto per le allodole. L’ammontare della nuova imposta per foraggiare la radiotelevisione del P$ – che tutti saranno costretti a pagare, cittadini ed imprese, anche chi non ha un apparecchio di ricezione né lo vuole avere – la deciderà il Consiglio federale. Per creare una nuova imposta occorre una modifica costituzionale (votano i cittadini). L’ammontare dell’imposta va stabilita in una legge (vota il parlamento ed i cittadini in caso di referendum). Qui invece ci si inventa una nuova imposta tramite legge mentre l’ammontare sarebbe a discrezione del Consiglio federale. Il quale, a manina con la rossa SSR, sarebbe liberissimo di fissarlo come più gli aggrada, mettendo senza remore le mani in tasca alla gente. In pochi anni, se la modifica alla LRTV dovesse venire approvata dal popolo, il canone, con una scusa o con l’altra, verrà fatto schizzare a 1000 Fr. E nessuno potrà fare cip!

 

Tassa e tartassa

La seconda aberrazione fiscale, questa è un’iniziativa P$, è la tassa di successione federale con cui si vorrebbe tassare, con un’aliquota del 20% (quindi un’aliquota confiscatoria) le eredità. Tutte le eredità. Comprese quelle tra genitori e figli. In Ticino, grazie alla Lega, le imposte di successione tra genitori e figli non si pagano più da parecchi anni. Adesso i kompagni vorrebbero introdurle a livello federale.

Questa nuova imposta di successione federale sarebbe l’ennesima violazione dell’autonomia cantonale. Oggi infatti i Cantoni sono liberi di decidere se applicare imposte  di successione e se sì, con quali aliquote. Ma per i kompagni giacobini l’autonomia cantonale non dovrebbe nemmeno esistere: è uno degli ostacoli all’ambita eurocompatibilità; ambita da loro, ovviamente, che vogliono portarci in Europa. L’hanno inserito nel programma. Anche se i $ocialisti nostrani, dopo la trombatura rimediata il 19 aprile, vorrebbero farci credere di essere diventati euroscettici “dans l’espace d’un matin”.

 

Retroattività illegale

Inoltre l’imposta sarebbe anche retroattiva al 2017 e questo – lo dicono i massimi esperti di diritto – è illegale. Ma guarda un po’: i compagni che accusano gli odiati “populisti e razzisti” di presentare iniziative che violano il diritto superiore (che pagüüüüüraaaa) sono poi i primi a presentarne di illegali. Tutto, pur di mettere le mani nelle tasche della gente. Ed in particolare nelle tasche del ceto medio.

Chi compensa?

E’ poi evidente che un’imposta di successione di questo tipo metterebbe i ricchi – quelli che pagano tante tasse – in fuga dalla Svizzera. I grossi contribuenti stranieri scapperanno a gambe levate. E naturalmente non ne arriveranno di nuovi.  L’attrattività della piazza economica elvetica ne uscirebbe a pezzi. Ma si sa: la $inistra gli stranieri ricchi non li vuole; vuole solo quelli che delinquono o che si mettono a carico dello Stato sociale (e creano lavoro per il business dell’assistenzialismo ro$$o).

Chi compenserà l’ammanco fiscale provocato scacciando questi ricchi contribuenti? Forse i plurimilionari della gauche caviar? No, loro le tasse mica le pagano: vedi la consigliera nazionale P$ Kiener Nellen che ha un patrimonio di 12 milioni ma non paga un tubo perché “ottimizza”. Alla cassa verrà chiamato, come sempre, il ceto medio svizzero.

E come giustificano i kompagni l’ennesimo atto di guerra nei confronti di ha qualcosa? Naturalmente con l’argomento più populista che sono riusciti a trovare: il finanziamento dell’AVS. Peccato che la stessa ministra del 5% ha dichiarato che tassare le eredità non risolve i problemi dell’AVS. Visto che i socialisti sono giustamente preoccupati per il futuro dell’AVS – preoccupazione che condividiamo essendo il primo pilastro un’istituzione fondamentale – ecco la soluzione servita su un piatto d’argento: l’AVS la finanziamo tagliando sulla politica d’asilo.  Va bene così, kompagni?

Lorenzo Quadri