Le manifestazioni proPal lanciano un’ombra sinistra – la politichetta tace omertosa

Il delirio islamo-gauchista prende sempre più piede. In una scuola media di Treviso un insegnante ha esentato due alunni musulmani dalle lezioni su Dante, per motivi religiosi. Come se la Divina Commedia fosse una sorta di catechismo, quando invece si tratta di un’opera fondamentale non solo per la lingua italiana, ma per la cultura occidentale. Chi rifiuta di studiare Dante – rispettivamente, chi rifiuta che i suoi figli lo studino – non è al suo posto in Europa e fa il piacere di trasferirsi in una teocrazia islamista. E’ poi ovvio che un docente che si permette di prendere iniziative simili va rimosso dall’insegnamento. Aspettiamo che a un qualche svelton* della solita parte politica ro$$overde venga in mente di fare la stessa cosa da noi, poi ci divertiamo!

Da notare che Treviso, situato nel Nordest italiano, non è propriamente un feudo $inistrato e woke. E se certe cose succedono lì…

Senza allontanarsi troppo: nelle scorse settimane, nell’Università di Torino okkupata dagli studenti pro-Palestina (pro-Pal) si è tenuta una lezione di jihadismo con un imam. Gli okkupanti ascoltavano estasiati. Avanti di questo passo, e tra un po’ si istituirà anche una facoltà universitaria di jiahdismo.

Ci siamo dentro in pieno

Non illudiamoci che questa deriva universitaria non tocchi la Svizzera. Ricordiamo che, all’indomani dell’assalto di Hamas ad Israele lo scorso 7 ottobre, un docente dell’istituto per gli studi sul Medio Oriente dell’Università di Berna ha esultato su twitter. Il tamberla è poi stato allontanato e l’Istituto chiuso. La chiusura è stata senz’altro un’ottima iniziativa: ha permesso di risparmiare soldi, e di certo il livello dell’ateneo non ne ha sofferto (anzi). Ma l’accaduto deve far suonare il campanello d’allarme. Le infiltrazioni islamo-gauchiste, woke ed antisemite nelle “Uni” svizzere sono un caso isolato, o una realtà diffusa? Le reiterate okkupazioni pro-Pal ad opera di studenti che pretendono il taglio delle collaborazioni con gli atenei israeliani lasciano presagire che l’ipotesi corretta sia la seconda. Specialmente se si pensa che parte (maggioritaria?) del corpo docente appoggia simili iniziative.

Fascismo ro$$o

Le okkupazioni in questione, spesso tutt’altro che pacifiche, mirano a censurare ed a zittire. All’Università di Losanna, i manifestanti hanno perfino stilato una lista di proscrizione di docenti e dottorandi che hanno collaborato con atenei israeliani. Siamo già al fascismo ro$$o, ma naturalmente la casta… citus mutus! Si pretende che le Università, invece di collaborare senza pregiudizi con le eccellenze scientifiche di tutto il mondo (come è loro missione), diventino centri di politichetta $inistrata, islamofila ed antisemita. Lo slogan “dal fiume al mare” è infatti antisemita, poiché inneggia alla distruzione di Israele. In Germania, negli anni Trenta del secolo scorso, si diceva: “non comprate dagli ebrei”. Adesso lo slogan è “non fate ricerca con gli ebrei”. In Italia le leggi razziali del 1938 portarono all’espulsione dei professori ebrei dalle Università. Nella Svizzera del 2024, grazie ai $inistrati pro-Pal, si va nella medesima direzione. E il governicchio federale non ha niente da dire?

Incoerenti

Oltretutto, ma non sorprende, gli okkupanti pro-Pal non sono nemmeno coerenti: infatti non si sognano, tanto per dirne una, di rinunciare ai loro telefonini, pieni di tecnologia israeliana.

Quanto accaduto all’Università di Torino dimostra che il passo tra l’islamo-gauchismo ed il sostegno ad Hamas e alla Jihad è breve.

Il colmo è che gli okkupanti che starnazzano gli slogan di Hamas sono poi quelli affermano di difendere i diritti delle donne e delle minoranze LGBTQVattelapesca (Papa Francesco userebbe un’altra definizione). Lo sanno, questi studenti che non studiano, cosa succede nei regimi teocratici islamisti alle donne e agli omosessuali?

Urge un repulisti

Per il sistema universitario, il contribuente svizzerotto spende un fottìo di miliardi. Nella sessione estiva, il parlatoio federale ha iniziato ad occuparsi del credito quadriennale per la promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI). Per il periodo 2025-2028, il governicchio chiede di stanziare 29,2 miliardi di franchi, circa 1,3 miliardi in più rispetto al periodo 2021–2024. Non sono noccioline!

E’ evidente che, se le Università – o meglio: troppe facoltà umanistiche all’interno delle medesime – sono diventate dei centri di propaganda woke ed islamo-gauchista, con tinte antisemite, non si può andare avanti a finanziarle con paccate di miliardi pubblici. Per questo motivo la Lega, tramite atto parlamentare (“naturalmente” censurato dalla stampa di regime), ha chiesto lumi al Consiglio federale sulle infiltrazioni woke, islamo-gauchiste ed anti-occidentali negli atenei elvetici.

Qui urge un repulisti, ed il modo più facile di pulire è quello di tagliare i fondi a certi “istituti”. Come quello per gli studi mediorientali dell’Università di Berna citato sopra: ma prima che venisse chiuso, quanto ci è costato?

Fossero di “destra”…

Del resto, se ci fosse anche solo il vago sospetto che gli atenei svizzeri diffondono messaggi di “destra”, poco ma sicuro che i $inistrati e la stampa di regime da essi colonizzata starebbero già strillando a pieni polmoni. Partitocrazia e governicchio federale sarebbero già intervenuti con misure draconiane berciando all’ “allarme fascismo”. Due pesi e due misure!

Lorenzo Quadri