Il Consiglio di Stato conferma: per colpa della devastante libera circolazione delle persone

Gli accordi con l’UE impediscono i controlli prima del rilascio di permessi di soggiorno – il ministro leghista Gobbi si sta dando da fare per metterci una pezza

Ma come, non dovevano essere tutte balle della Lega populista e razzista (da un paio di settimane anche “fascista”)?

Ed invece, ma tu guarda i casi della vita, la Lega ed il Mattino avevano ancora una volta ragione. Grazie alla devastante libera circolazione delle persone, ci riempiamo di delinquenti stranieri! A questi criminali stranieri, anche pericolosi, gli svizzerotti devono rilasciare permessi senza poter svolgere controlli.  E poi,  quando si tratta di ritirare i permessi ai loschi figuri testé citati, ecco che ben presto si affonda nel pantano del garantismo dei tribunali.

Frontaliere e latitante

Ricordiamo un caso clamoroso, denunciato in passato da queste colonne. Ad un frontaliere che risulta latitante in Italia (!), e che si ritrova sul groppone condanne a vari anni di reclusione per una lista di reati lunga come l’elenco del  telefono, non è stato possibile ritirare il permesso G: il Cantone aveva rifiutato il rinnovo, il Tram aveva confermato il rifiuto, ma il Tribunale federale ribaltò la frittata dando ragione al frontaliere delinquente. Che quindi, grazie ai legulei del TF, ancora pascola indisturbato in terra ticinese.

Frontaliere e capomafia

Adesso arriva un nuovo caso: quello del frontaliere capomafia che lavorava alle Officine FFS. L’ennesimo  “caso isolato” di cittadino straniero di specchiata onestà arrivato in questo ridente Cantone grazie alla devastante libera circolazione delle persone – imposta e difesa dai partiti storici contro la volontà popolare – aveva ottenuto un permesso G nel 2010 grazie ad un’agenzia di lavoro interinale. Ohibò! Il meglio del meglio!

Il Consiglio di Stato, nella sua recente risposta all’interrogazione che il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva presentato sul tema, non può che riconoscere come la sicurezza del Ticino sia stata ignobilmente svenduta all’UE. Quindi la Lega aveva ragione!

Accesso alle informazioni

Scrive il Consiglio di Stato: (l’accordo sulla libera circolazione) «impone alle autorità della migrazione cantonali dei limiti restrittivi per quanto comporta l’accesso alle informazioni di coloro che postulano il rilascio di un permesso di soggiorno e, in particolare, per l’ottenimento dei certificati penali esteri (…). Si ricorda inoltre che la revoca o il mancato rinnovo dei permessi di soggiorno, soprattutto inerenti a cittadini comunitari, può avvenire solo a determinate condizioni (…)».

Traduzione: bisogna rilasciare permessi alla cieca senza potersi nemmeno accertare se a chiedere è un cittadino onesto o un capomafia. E, quando si tratta di ritirare i permessi, ci si scontra con mille ostacoli e cavilli. Perché prioritario, secondo le autorità giudiziarie, è sempre l’interesse del delinquente UE a restare in Ticino. Mai quello della popolazione ticinese a non doversi tenere in casa criminali stranieri. Per  tutto questo, scusate se ci ripetiamo, bisogna ringraziare la devastante libera circolazione delle persone.

Si apprende dai media

Sicché, scrive il CdS nella risposta a Robbiani sul frontaliere capomafia alle Officine FFS di Bellinzona, «proprio a causa dei vincoli posti alla Sezione della popolazione (SP) dalla legislazione nell’ambito della libera circolazione delle persone (…) la SP è venuta a conoscenza dai media cantonali e da quelli italiani del procedimento giudiziario in Italia a carico dello straniero citato nell’interrogazione». E’ il massimo: le autorità sono costrette ad apprendere le notizie dai giornali.

Non solo: viste le premesse, il DI non può nemmeno escludere la presenza in Ticino di «ulteriori cittadini stranieri titolari di permessi di soggiorno o per frontalieri, oggetto di inchieste penali per rapporti con la criminalità organizzata».

Unica nota positiva

L’unica nota positiva in questa desolante situazione è merito del ministro leghista Norman Gobbi che, proprio per favorire lo scambio di informazioni e per intervenire con tempestività, ha creato tramite riorganizzazione interna il nuovo settore giuridico dell’Ufficio della Migrazione. La nuova unità ha il compito di approfondire e coordinare il più possibile i controlli.

 Il capo del Dipartimento delle Istituzioni si dà da fare, ma il problema è  la libera circolazione delle persone che – proprio come previsto dalla Lega – ci obbliga a rilasciare permessi senza controlli: vedi anche il “caso Sollecito”.

Ma il partito che vorrebbe tornare ad avere la maggioranza relativa in CdS, ossia il PLR del “tassa e spendi”, difende ad oltranza la libera circolazione delle persone.

Lorenzo Quadri