Intanto, secondo i fulmini di guerra della SECO, la situazione nel nostro cantone deve venire ulteriormente “studiata”. Non bisogna intervenire, ovviamente; non sia mai: bisogna solo “studiare”

Ma come, non dovevano essere tutte balle della Lega populista e razzista? Invece ecco che arriva un altro esempio concreto di come vanno le cose in regime di devastante libera circolazione delle persone. Una ditta informatica si insedia a Chiasso e, ai candidati ticinesi per posti anche di un certo livello, risponde che costano troppo e che loro sono disposti a pagare al massimo 1500 – 2000 Fr al mese!

Il caso è stato anche mediatizzato (portale Tio e 20 Minuti) nei giorni scorsi: osiamo sperare che sia partita anche la segnalazione all’ Ufficio della sorveglianza sul mercato del lavoro perché qui si parla di cifre che non stanno né in cielo né in terra.

E la mitica SECO, nel suo ennesimo rapporto pro-sacoccia pubblicato in tempi decisamente sospetti, ancora insiste nel sostenere che la libera circolazione è un successo, per quanto in Ticino c’è un piccolo problema di frontalierato che va ulteriormente studiato (capita l’antifona? Studiato! Non risolto! Nemmeno affrontato! Solo studiato!), ma di dumping salariale neanche l’ombra!

 Avanti con gli studi autoreferenziali, che ricordano molto un versetto non propriamente raffinato ma molto esplicativo, sentito tanti anni fa nella Val Poschiavo ed intitolato “Il professore di fisica”, che recita:  “studiando e ristudiando / s’accorse che  lo str…./ precipita fumando”.

Sempre la SECO dichiara poi con bella sicurezza che non c’è un problema di dumping salariale. Infatti un salario di 1500-2000 Fr al mese, oltretutto per posti che necessitano anche di qualifiche, non è assolutamente dumping salariale, ma quando mai…

Apporto all’economia

Ecco dunque l’apporto all’economia cantonale della devastante libera circolazione delle persone: aziende che arrivano in Ticino per assumere solo frontalieri a paghe da fame, che tra l’altro generano ulteriore traffico, sfruttando però le condizioni quadro elvetiche, decisamente più favorevoli di quelle della vicina Penisola. Cosa aspetta il Cantone a decretare una moratoria dei nuovi permessi G almeno in quei settori professionali dove si sa benissimo che è in corso il soppiantamento di ticinesi con frontalieri pagati la metà?

Sono svariate le aziende come quella di cui sopra che hanno già fatto il pieno di frontalieri per occupare posti per cui i candidati ticinesi non mancano di certo: ma bisogna pagarli in modo decoroso. E i kompagni, naturalmente, continuano a rifiutare la volontà popolare espressa chiaramente lo scorso 9 febbraio e a dire peste e  corna dei contingenti, contrari da un lato alla becera ideologia internazionalista della $inistra spalancatrice di frontiere e rottamatrice della Svizzera, dall’altro agli interessi di saccoccia dei suoi sindakati che con le quote d’iscrizione dei frontalieri si fanno dei bei soldoni. Intanto i furbi, che sono numerosi, si rimpolpano il borsello e se la ridono a bocca larga dei ticinesotti fessi che, non contenti di farsi sfruttare e discriminare, si prendono pure i pesci in faccia.

Aspettiamo inoltre di conoscere la posizione del DFE, diretto dalla quasi ex ministra PLR, sul caso della citata azienda informatica e sulle numerose situazioni analoghe: o vuoi vedere che anche qui “il margine di manovra è nullo”?

Lorenzo Quadri