E intanto il contingentamento, inserito nella Costituzione, non viene applicato

E adesso? Si pensa di continuare a stare a guardare la nave che affonda? Applicare subito la clausola di preferenza indigena!

Sono passati pochi giorni dalla notizia che nel primo trimestre del 2014 c’erano in Ticino 4000 occupati in più (che non vuol dire 4000 persone in più che lavorano, visto che per le statistiche federali basta aver lavorato un’ora nella settimana di riferimento per essere considerato “occupato”) ed altrettanti frontalieri in più, che subito è arrivata un’altra batosta.

Da Neuchâtel l’Ufficio federale di statistica ci comunica giulivo che il numero dei frontalieri in Ticino in soli tre mesi è aumentato di 2154 unità:  sicché attualmente ci troviamo alla devastante quota di 62’500 frontalieri. In soli tre mesi l’aumento è stato del 3.5%: un dato assolutamente allucinante, che testimonia la gravità della situazione. Avanti di questo passo e a fine anno i frontalieri saranno 70mila. Senza – e questo è gravissimo – che si sia preso alcun provvedimento per fermare questa invasione. Da notare che, anche in questo caso, le cifre non dicono tutto. Non manca chi fa il furbo: per non far vedere che assume frontalieri, crea domicili fittizi in Ticino. Così i neo assunti non figurano nelle statistiche dei permessi G, ma in quelle dei permessi B.

Naturalmente ai frontalieri vanno aggiunti i padroncini, decine di migliaia quelli notificati. In più quelli che non si notificano. Entrano in Ticino a lavorare in nero senza dire niente a nessuno – tanto “gli svizzeri sono fessi e non si accorgono di niente”.

Se questa non è un’emergenza, è difficile immaginarne un’altra. Lo hanno ormai capito anche i paracarri che la presunta crescita economica del Cantone non giustifica in alcun mondo il continuo ed illimitato aumento dei frontalieri. Quest’ultimo non dipende infatti, contrariamente dalle fregnacce diffuse dagli inquisiti della SECO, dalla crescita del Ticino, bensì dalla crisi nera dell’Italia.

Cosa si intende fare?

A questo punto una domanda emerge con prepotenza: cosa intende fare questo Cantone? Finché la direttrice PLR del DFE continuerà a nascondersi dietro la panzana del “margine di manovra nullo” sempre più ticinesi resteranno a casa in disoccupazione ed in assistenza mentre frontalieri lavorano al loro posto. Di questo passo si va dritti verso il disastro occupazionale e sociale. Un aumento dei frontalieri del 3.5% in soli tre mesi quando il mercato è già più che saturo costituisce un allarme rosso. Ignorarlo è un atto criminale. E allora? Si intende stare a guardare la nave che affonda? Si vuole emulare capitan Schettino? Si aspetta che i ticinesi finiscano, in casa loro, come gli indiani nelle riserve? Un’ immagine, questa, che la Lega anni fa usò per un manifesto. A dimostrazione, ulteriore, della lungimiranza del Nano. Un’immagine che non è mai stata più vera: ma naturalmente per i partiti storici, fautori della devastante libera circolazione delle persone senza limiti, erano tutte scandalose balle populiste e razziste.

 Ma Bertoli vuole rivotare

Da nessuna parte del mondo si tollererebbe che un governo, davanti all’esplosione del numero dei frontalieri a scapito dei residenti, continuasse la trincerarsi dietro il patetico paravento del “margine di manovra nullo”. Se la situazione è d’emergenza, e lo è, occorrono misure d’emergenza. E subito. La base legale c’è: il voto del 9 febbraio. Sì, proprio quel voto che il presidente del CdS kompagno Bertoli vorrebbe rifare perché, a suo parere (che è poi anche il parere del suo partito) i frontalieri non vanno contingentati: i $ocialisti, evidentemente, ne vogliono ancora di più. Tanto i kompagni sono tutti dipendenti dello Stato o del parastato col posto di lavoro ben pagato e garantito a vita…

Intanto le provincie di Como e Varese ringaziano i ticinesotti e si portano a casa pure i ristorni delle imposte alla fonte. Aspettiamo la prossima prima pagina del Corriere di Como con scritto “Grazie Svizzera”, che si potrebbe facilmente tradurre in: “Grazie fessi che permettete che i vostri concittadini finiscano in disoccupazione ed in assistenza per far lavorare stranieri”.

Applicare SUBITO la preferenza dei residenti

Il contingentamento dei frontalieri, e quindi la clausola di preferenza per i residenti (si autorizza ad assumere un frontaliere solo se è dimostrato che non ci sono residenti per quel posto) è già stata votata dal popolo. Da quasi 7 mesi è inserita nella Costituzione federale, che è la carta fondamentale dello Stato. Dunque basta applicarla subito. In barba ai bernesi dalla braga calante, i quali stanno facendo di tutto e di più per far credere che il voto popolare sia inapplicabile per il semplice motivo che non piace ad un manipolo di burocrati eurofalliti non eletti da nessuno.

L’articolo costituzionale per il contingentamento dei frontalieri è stato votato: lo si applichi. Invece, in questo ridente Cantone si rilasciano permessi G con la fotocopiatrice. Come se “niente fudesse”! Illegale non è limitare la libera circolazione delle persone: illegale è violare in questo modo la Costituzione (e la volontà popolare).

Intanto le provincie di Como e Varese ringaziano i ticinesotti e si portano a casa pure i ristorni delle imposte alla fonte. Aspettiamo la prossima prima pagina del Corriere di Como con scritto “Grazie Svizzera”, che si potrebbe facilmente tradurre in: “Grazie fessi che permettete che i vostri concittadini finiscano in disoccupazione ed in assistenza per far lavorare stranieri”.

Lorenzo Quadri