Come da copione, il Triciclo ha calato le braghe davanti all’amministrazione pubblica

Come scontato, la partitocrazia  compatta ha approvato nelparlatoio cantonale il cosiddetto “compromesso” sul risanamento della Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato. Peccato che non si tratti affatto di un compromesso, bensì di una capitolazione dei politicanti davanti all’amministrazione cantonale; e non stiamo a spiegare per l’ennesima volta il perché. Il Triciclo ha calato le braghe per puro calcolo elettoralistico (i funzionari pubblici votano); ma i soldi che pretende di buttare nel pozzo senza fondo dell’IPCT sono quelli dei contribuenti.

Il cittadino deve solo pagare

Nell’interminabile dibattito parlamentare – quattro ore di blablafinalizzate unicamente a mettersi in mostra “in favore di telecamera”, che non hanno spostato un voto – si sono sentite delle boiate di proporzioni epiche.

L’oratore dell’ex partitone, ad esempio, ha sostenuto che la proposta del governicchio, poiché frutto di un compromesso (chiamalo compromesso, ndr) tra le parti (di cui una, quella politica, ha calato le braghe ad altezza caviglia) “meriterebbe solo per questo la tutela del parlamento. Ah, ecco. Quindi, secondo il partito fu liberale, il cittadino deve pagare il conto di qualsiasi INCIUCIO deciso dalla politichetta! Senza vergogna, sempre l’esponente PLR ha dichiarato che si tratta di “difendere il potere d’acquisto del ceto medio”… mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti del ceto medio! I quali hanno già dovuto risanare la propria cassa pensioni, e adesso vengono ri-chiamati alla cassa per mantenere i privilegi degli statali!

L’ex partitone identifica dunque il ceto medio con il funzionariatopubblico. Il PLR sembra ormai la fotocopia del P$. Ed infatti anche il capogruppo $ocialista in parlatoio  ha definito la calata di braghe “un atto dovuto”. Sicché difendere i privilegi pensionistici degli statali sarebbe “un dovere”; il cittadino DEVE pagare! Qui qualcuno non è bene in chiaro.

“Perdita di attrattività”?

Assolutamente ridicola, poi, l’obiezione che il Cantone, senza la misura sulle pensioni, rischierebbe di “perdere di attrattività come datore di lavoro”. Ma quando mai! Oltretutto, visto che l’amministrazione cantonale è gonfiata come una rana, se qualcuno parte spontaneamente per andare a lavorare nel privato, non è certo una tragedia, anzi!

La scorsa settimana, perdendo l’ennesima occasione per tacere, l’ex rettore dell’USI ha avuto la lamiera di affermare, in un’opinione pubblicata sul CdT, che il contribuente dovrebbe cacciare miliardi per la Cassa pensioni degli statali. Del resto, è quello che accadrà se si segue la decisione della partitocrazia. Le misure compensatorie costeranno infatti quasi 22 milioni all’anno (altro che 14!), dureranno in eterno e, per di più, ancora non basteranno.

Nota positiva

In questo ennesimo desolante esercizio di “spendi e tassa” ad opera del Triciclo PLR-PPD-P$ più Verdi-anguria, c’è almeno una nota positiva. Per la prima volta nella storia di questo sfigatissimo Cantone, la decisione del parlatoio sarà sottoposta al referendum finanziario obbligatorio (RFO): altrimenti detto, i ticinesi potranno decidere senza bisogno che ci mettiamo noi a raccogliere le firme.Gli uccellini bellinzonesi tuttavia cinguettano che la votazione non avverrà prima delle elezioni comunali. Forse per paura che essa possa avvantaggiare l’area Lega/Udc? Avanti con gli squallidi calcolini elettorali!

Ex partitone allo sbando

L’introduzione in Ticino del RFO – che già esiste in 18 Cantoni – è stata fortemente voluta dal Mattino e dalla Lega, che hanno appoggiato con convinzione l’iniziativa popolare, primo firmatario Sergio Morisoli, che ne chiedeva l’istituzione. Nel comitato d’iniziativa figuravano esponenti leghisti; il Mattino ha contribuito  alla raccolta delle sottoscrizioni, oltre a sostenere mediaticamente la proposta.

Contrari al RFO erano i $inistrati e l’ex partitone, per i quali il popolo non deve poter decidere sulle spese allegre del Cantone: deve pagare e basta! Che questa sia la posizione dei kompagnitassaioli non sorprende. I ro$$overdi considerano le tasche dei cittadini un self service (altro che “difendere il potere d’acquisto”! Fanno proprio il contrario!). Ed in più sabotano i diritti popolari, quando il responso delle votazioni non è quello da loro auspicato. Per non farsi mancare niente, vogliono perfino portarci nell’UE, il che equivarrebbe a rottamare la nostra democrazia diretta. Il fatto che il PLR si posizioni come il P$conferma l’estinzione dei liberali. Ed infatti, nemmeno un deputato dell’ex partitone ha votato per sottoporre il risanamento della cassa pensioni al RFO e quindi al voto popolare. Il PLR NON VUOLE che i cittadini decidano su una questione di primaria importanza! I soldatini liblab marciano compatti a difesa 1) del proprio direttore del DFE e 2) della pletora di galoppini piazzati dall’ex partitonenell’amministrazione cantonale per meriti “di casacca”!

Del resto, da un partito che, in tempo di crisi nera, vuole alzare le tasse a tutti tramite aumento del moltiplicatore cantonale per poi sgravare fiscalmente solo i ricchi, cosa c’era da aspettarsi?

Però questi liblab, pensando che la gente sia scema, ancora hanno il coraggio di riempirsi la bocca con il “reddito del ceto medio”!Ma avanti, votateli…

#votalegaoiltriciclotifrega

Lorenzo Quadri