All’emittente di regime ormai se le cantano e se le suonano da soli

Si è tenuta ieri l’assemblea dell’inutilissima CORSI, i cui organi sono da tempo ridotti a riserva di strapuntini per ex politicanti e/o trombati della partitocrazia.

E, a quanto si è potuto leggere sui portali online, incluso quella della R$I, l’assemblea si è trasformata nell’ennesimo, stucchevole spot di autopromozione e contro l’iniziativa per la riduzione del canone a 200 franchi, con i vari oratori (corbezzoli!) che se le cantavano e se le suonavano da soli.

Uno spettacolino patetico, con il mantra del servizio pubblico ripetuto ad oltranza. Peccato che la RSI non faccia servizio pubblico, bensì propaganda di $inistra finanziata con il canone più caro del mondo. Lo dimostra già il modo con cui viene trattata(anche ieri) l’iniziativa “200 franchi bastano”, che la SSR definisce alternativamente “No Billag 2” o “iniziativa per il dimezzamento”. L’iniziativa No Billag chiedeva zero canone, che è una cosa ben diversa. E 200 franchi non sono certo la metà di 335. Non sorprende tuttavia che i vertici dell’emittente di regime abbiano scarsa familiarità con le cifre. Quando ti entrano in automatico ogni anno 1.2 miliardi di franchetti del contribuente, senza che tu debba fare assolutamente un tubo per meritarteli, è chiaro che i problemi contabili, e quindi le competenze matematiche, svaniscono.

Pensando che il pubblico sia fesso, la SSR si presenta come “baluardo contro le fake news” quando invece è la prima a diffonderne, per il proprio tornaconto. Che livello!

Del tutto ridicolo, poi, il ritornello lungamente risuonato ieri sulla SSR “indispensabile per la coesione nazionale e per la democrazia”, che naturalmente (?) verrebbero messe in pericolo (ö la Peppa!) da una ragionevole diminuzione del canone. Come diceva Totò: ma ci faccia il piacere! La democrazia e la coesione nazionale non sono certo un parto della SSR, e non necessitano dell’emittente di regime, che tra l’altro le giovani generazioni hanno smesso da un pezzo di guardare e di ascoltare.

Qui c’è gente che si sovrastima alla grande, attribuendosi un ruolo ed un’importanza che è ben lungi dall’avere. L’assemblea autocelebrativa della CORSI ne è stata l’ennesima dimostrazione. Altro che servizio pubblico, l’emittente di Stato è sempre più al servizio solo di sé stessa e della cerchia dei suoi amichetti. Oltre che totalmente refrattaria all’autocritica. Avanti con il canone a 200 franchi, che sono ancora troppi!

Lorenzo Quadri