Moratoria su spitex ed infermieri privati: persi tanti mesi. E nel frattempo…

Il governicchio cantonale ha di recente mandato in consultazione l’adozione di una moratoria sul rilascio di nuove autorizzazioni adinfermieri indipendenti e spitex (organizzazioni di cure a domicilio) privati ad esercitare a carico dell’assicurazione malattia.

La moratoria è prevista dal nuovo articolo 55b LAMal, che entrerà in vigore il prossimo primo luglio. I Cantoni possono decretarla nel caso in cui i costi delle cure per assicurato aumentino in misura maggiore rispetto alla media nazionale. Questo è sicuramente il caso del Ticino. Un punto su cui il Mattino insisteda mesi. Le cure prestate a domicilio da operatori privati (infermieri e spitex) sono esplose, e di conseguenza i costi. Ad impennarsi è sia il numero di operatori che le ore erogate per ogni caso. A pagare è l’ente pubblico, quindi il contribuente, e le casse malati, quindi ancora il contribuente (tramite aumenti di premio).

Un paio di cifre significative

Nel 2018, per le prestazioni erogate dagli spitex privati, in Ticino l’ente pubblico spendeva 3.6 milioni. Nel 2023 la cifra era salita a circa 12 milioni: in 5 anni l’aumento è stato di quasi il 230%.

Per gli infermieri indipendenti, siamo passati dagli 1,8 milioni del 2018 agli oltre 6.8 nel 2023, con una crescita del 266%.

Dal 2011 ad oggi il numero degli spitex privati è triplicato, passando da 21 a 64, idem gli infermieri privati, che sono passati da 200 a circa 600 in continuo aumento. Da notare che questa evoluzione fa poi mancare il personale infermieristico alle case per anziani e agli ospedali.

Il terzo attore nelle cure a domicilio sono i 6 servizi d’interesse pubblico (SACD). Per loro, nel 2018 in Ticino lo Stato spendeva30.6 milioni, contro i 35.2 del 2023: quindi un aumento del 15.1%. Una simile crescita percentuale può essere considerata ragionevole; le due indicate in precedenza, no.

Problema ticinese

L’esplosione dei costi delle cure a domicilio, che poi grava sul contribuente, è una caratteristica ticinese. E non ha alcuna spiegazione plausibile. Non l’invecchiamento della popolazione, che non giustifica simili tassi di crescita e comunque non è un fenomeno solo ticinese. E neppure la “strategia volta a mantenere il più possibile gli anziani al proprio domicilio”: nemmeno questa è un’esclusiva ticinese, bensì una realtà di tutta la Svizzera.

Va detto che i responsabili dell’andazzo non sono i grossi spitex privati, che sottostanno ad una sorveglianza paragonabile a quella esercitata sui SACD d’interesse pubblico, bensì le strutture più piccole, oltre che gli infermieri indipendenti. Operatori, questi, sui cui vengono svolti ben pochi controlli e che sempre più spesso hanno targhe azzurre. Piatto ricco, mi ci ficco: oltreramina hanno fiutato l’affare sicché… avanti con l’assalto alla diligenza!

Prestazioni non necessarie

Se il numero di infermieri indipendenti e di piccoli spitex esplode, così come pure le ore di servizio che questi operatori erogano, il motivo può essere uno solo: viene fornita una paccata di prestazioni non indispensabili, e il conto – come detto – lo paganol’ente pubblico (il contribuente) e le casse malati (che poi aumentano i premi).

Se l’infermiere indipendente o il collaboratore spitex rimane dall’utente il doppio del tempo che sarebbe necessario; se sta lì a “contarla su” e magari accompagna pure l’anziano a fare la spesa in Italia (non è uno scherzo), è chiaro che quest’ultimo è soddisfatto; tanto più che il conto lo paga qualcun altro. E quindi la clientela dei privati cresce.

Visto che però di gratuito non esiste nulla – come giustamente stabilito dal parlatoio del Canton Vaud, che ha deciso di vietare l’utilizzo di questo termine nelle comunicazioni ufficiali, dove si dovrà scrivere: “finanziato dal contribuente” – un simile andazzo non può continuare.

Tre responsabili

Gli attori chiamati in causa sono tre (non necessariamente in quest’ordine).

Primo: i medici che ormai prescrivono qualsiasi cosa, un po’ per compiacere il paziente (che di fronte ad un rifiuto semplicemente cambia dottore), un po’ per pararsi il lato B nel caso succedesse qualcosa. Più dottori uguale più prescrizioni, quindi più trattamenti, più farmaci, più analisi di laboratorio, più ricoveri, più fisioterapie, … ed anche più cure a domicilio. Poi ci chiediamo come mai i premi di cassa malati esplodono. In Ticino negli ultimi 10 anni il numero dei medici è aumentato di oltre 1000 unità (da 1400 a 2500), e i nuovi arrivi sono tutti italiani.

Secondo: gli assicuratori malattia, che sono per legge chiamati ad intervenire davanti a prestazioni sanitarie “ineconomiche”. Però, almeno nel settore delle cure a domicilio, nicchiano. Molto più comodo pagare le fatture senza un cip e poi aumentare i premi di cassa malati.

Terzo: il Cantone, che nel sistema inietta annualmente una catervadi milioni, di cui peraltro l’80% è dei Comuni, mentre solo il 20% è del Cantone: perché questa è, in Ticino, la chiave di riparto dei finanziamenti pubblici al settore “anziani e cure a domicilio”. Un settore che, nel suo complesso  – quindi includendo anche le case per anziani ed i SACD pubblici – a livello cantonale nel 2018 costava 200 milioni di franchi, che nel 2023 erano saliti a 300. 100 milioni in più in 5 anni!

Con calma, neh…

Confrontato con l’impennata degli spitex privati e degli infermieri indipendenti, e della conseguente spesa, il Cantone (DSS) avrebbe dovuto attivarsi ben prima. Ma per anni è stato alla finestra. Adesso l’articolo 55b LAMal citato sopra permette di decretare una moratoria sulle nuove autorizzazioni. Intanto però la maggioranza dei buoi è già fuori dalla stalla. E, tanto per far uscire anche gli ultimi bovini, il governicchio se la prende comoda. La moratoria può entrare in vigore il prossimo 1° luglio. Ma il CdS ha avviato la consultazione solo a fine maggio. In seguito dovrà ancora licenziare il Messaggio al parlatoio cantonale, il qualedovrà approvarlo. Se va bene, dunque, lo stop alle nuove autorizzazioni diventerà effettivo nel 2025. Traduzione: ulteriori mesi persi! Quanto scommettiamo che, in questo lasso di tempo, si assisterà ad un’esplosione delle richieste di autorizzazione, che “dovranno” essere accordate, di modo che, quando la moratoria finalmente arriverà (?), il mercato sarà ormai già saturato?

Lorenzo Quadri