Partitocrazia e stampa di regime schierate contro la sovranità. E la presidenta pro-NATO…

L’anno di disgrazia 2024, appena iniziato, potrebbe risultare fatale per la Svizzera? Sì, nella misura in cui la casta e la stampa di regime (sempre più servile) bramano di concludere “in tempi brevi” lo sconcio accordo quadro istituzionale “2.0” con la fallita UE. Che è la fotocopia del trattato rottamato nel maggio del 2021, ma più costoso.

Gli eurobalivi, oltre alla ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE ed ai giudici stranieri, sognano di imporci la direttiva UE sulla cittadinanza. Questo implica – come ha confermato anche la Segreteria di Stato della migrazione – che la cerchia dei beneficiari stranieri di aiuti sociali finanziati da noi è destinata ad allargarsi. I migranti UE potrebbero infatti rimanere più a lungo in Svizzera, oltretutto avendo diritto alle stesse prestazioni sociali dei cittadini elvetici. Traduzione: saremmo costretti ad incrementare la spesa per pubblica per mantenere stranieri. 

E’ poi lampante che il generoso (con gli ultimi arrivati) stato sociale rossocrociato attirerà frotte di migranti economici dall’UE. Malgrado l’immigrazione abbia già oggi superato ogni livello di guardia.

Non serve inoltre il Mago Otelma per prevedere le ripercussioni che avrebbe su una Svizzera ridotta a colonia di Bruxelles l’eventuale entrata nell’UE (ovviamente allo scopo di mungere sussidi) di paesi che non rispettano mezzo parametro di eurocompatibilità, come l’Ucraina o alcuni Stati balcanici.

La smentita

La storiella secondo cui i cittadini UE giungerebbero da noi “con un contratto di lavoro” è l’ennesima fregnaccia della casta spalancatrice di frontiere, subito smentita dai numeri. 

Infatti nel 2022 sono arrivate in Svizzera 43mila persone per ricongiungimento familiare, 17mila per istruzione e formazione, 5000 senza un lavoro retribuito mentre su altre 5000 non ci sono indicazioni. Siamo già a quota 70mila non-lavoratori. Senza ovviamente contare i finti rifugiati. 

Con la direttiva UE sulla cittadinanza non potremmo più espellere stranieri della Disunione Europea se questi sono a carico dello Stato sociale, e quindi ci toccherebbe mantenere tutti. Stesso discorso per i delinquenti. Alla faccia della volontà popolare sull’espulsione dei criminali stranieri.

Fretta deleteria

Tuttavia, senza vergogna, la partitocrazia e la stampa di regime fanno il lavaggio del cervello al popolazzo sulla presunta necessità di legare istituzionalmente la Svizzera alla fallita UE in fretta e furia, sottoscrivendo un accordo coloniale.  Possiamo stare certi che un accordo concluso a passo di corsa, e per di più da burocrati bernesi euroturbo, per il nostro paese sarà un disastro. Non a caso gli eurobalivi tentano in ogni modo di mettere pressione sulla tempistica.

Visto che la coperta è corta e di conseguenza bisogna risparmiare, è evidente che non ci possiamo permettere di mantenere tutti. Ed invece con la direttiva UE sulla cittadinanza accadrebbe proprio questo. 

Anno fatale?

Il 2024 potrebbe dunque risultare fatale per la sovranità della Svizzera. Tra l’altro, la presidenta di turno della Confederella è l’uregiatta Viola Amherd (Viola chi?). Questo non è certo un buon segno. La Viola è quella che (in perfetto accordo con il suo partito, del resto) vuole sottomettere la Svizzera alla NATO. A tale scopo, oltre che per gonfiarsi l’ego, si è addirittura inventata una nuova, inutilissima Segreteria di Stato (pomposamente definita “per la politica di sicurezza”): ovvero un covo di strapagati burocrati internazionalisti che, oltretutto, ci costerà una paccata di milioni ogni anno.  Soldi spesi per svendere la Svizzera e rottamare la neutralità. Ringraziamo la ministra uregiatta!

Senza contare che più ci avviciniamo ad UE, NATO e compagnia brutta, più questi organismi del piffero, privi di qualsiasi straccio di legittimazione burocratica, esigono  da noi contributi miliardari un giorno sì e l’altro pure. E naturalmente il governicchio federale… giù le braghe!

Sindrome di Tafazzi

Tramite accordi istituzionali, la DisUnione europea pretende di dettarci legge. Ma la fallita UE è la prima a NON rispettare nemmeno i propri principi fondanti: vedi parametri di Maastricht, patto di stabilità, accordi di Schengen-Dublino, eccetera. Figuriamoci le altre disposizioni.

E’ il colmo: la Confederella – i burocrati bernesi li conosciamo – si troverebbe ad osservare pedissequamente leggi UE che la stessa DisUnione non applica. Non sarebbe neppure una novità. Gli USA, per smantellare il nostro segreto bancario, nel 2014 ci hanno imposto (il governicchio federale e la partitocrazia se lo lasciarono imporre) l’accordo FATCA, che però gli States non applicano. Da inizio 2024, la Confederella – “grazie” alla ministra delle finanze PLR Karin Keller Sutter (Ka-Ka-eS) – ha masochisticamente messo in vigore la tassazione minima OCSE sulle multinazionali, pretesa sempre da Washington ma che gli States, anche in questo caso, non rispettano. 

Ma si può essere più Tafazzi di così?

Valori comuni?

In fondo, il discorso è semplice: non ci può essere alcun legame istituzionale tra Svizzera ed Unione europea poiché l’UE è incompatibile con il nostro sistema democratico e con i nostri diritti popolari. Altro che la fanfaluca dei “valori comuni”.  A maggior ragione nel caso di ulteriori allargamenti ad Est della DisUnione.  Che valori in comune avremmo con l’Ucraina, che è uno dei paesi più corrotti del globo? E con Stati balcanici ad alto tasso di popolazione islamista?  Alla larga!

#swissexit

Lorenzo Quadri