I “fatti alternativi” e la malafede contro la riformetta fiscale non conoscono più freni

Il fronte ro$$overde contrario alla riformetta fiscale in votazione il 9 giugno si agita sempre più, e gioca sempre più sporco: terrorismo mediatico, fake news, scorrettezze palesi sono da tempo moneta corrente.

Tanto per dirne una: ad inizio settimana i tassaioli hanno inviato un volantino a tutti i fuochi (sul quale, ma guarda un po’, campeggia la testata del giornale di servizio del partito delle tasse, LaRegione, che da mesi fa ai lettori il lavaggio del cervello contro la riformetta) in cui, estrapolando dal contesto una dichiarazione del sindaco di Lugano Michele Foletti di 7 mesi fa, tentano di spacciarlo per contrario alla riformetta. Quando invece è copresidente del comitato favorevole. Eccolo qua, il livello dei kompagnuzzi. Eccola qua, la loro “onestà intellettuale” (ah ah ah). E costoro si aspettano che i cittadini abbocchino alle loro fanfaluche?

Piagnistei farlocchi

Mercoledì sul giornale di servizio del partito delle tasse è stata pubblicata una paginata di intervista in ginocchio al sindaco P$ di Bellinzona kompagno Mario Branda. “Naturalmente” vi si paventano scenari apocalittici in caso di approvazione della riformetta: Comuni costretti a tagliare sui servizi ai cittadini! Investimenti ritardati! Aumento dei moltiplicatori comunali! Ö la Peppa! Mancano solo il ritorno della peste bubbonica e la guerra termonucleare globale, poi c’è tutto.

Vediamo di tirarci assieme!

Punto primo: gli aggravi fiscali per tutti ci saranno se NON passa la riformetta. Non certo in caso di sua approvazione.

Punto secondo: il peso della riformetta sulle finanze comunali è assai modesto, circa 35 milioni di franchi all’anno per la totalità dei Comuni ticinesi. I cosiddetti “sgravi ai ricchi”, che causano preoccupanti crisi di nervi al fronte tassaiolo, rappresentano solo una piccola parte di questo già ridotto importo. Ed in più procrastinata al 2030. Quindi, di cosa stiamo parlando?

Passata la festa…

Pensando di infinocchiare i cittadini, i sabotatori della riformetta raccontano di appoggiarne comunque una parte. Di cui, promettono, chiederebbero la messa in vigore anche in caso di No alle urne. Ma chi credono di prendere per il lato B? E’ chiaro che, in caso di bocciatura popolare, della riformetta non verrebbe attuato proprio un bel niente. Passata la festa, gabbato lo santo! Inoltre, buona parte del costo della riformetta è proprio costituto da queste misure che i contrari non contestano. Come la mettiamo allora con le paventate conseguenze finanziarie? Spariscono per magia?

Effetti benefici

Chi utilizza lo spauracchio farlocco dell’aumento del moltiplicatore comunale o dei tagli ai servizi (?) dei Comuni come conseguenza degli (irrisori) sgravi ai redditi alti è in malafede e racconta panzane. Tali sgravi servono a ridare un minimo di competitività fiscale a questo sfigatissimo Cantone, devastato dall’ideologia $inistrata del “tassa e spendi” (quella propagandata da LaRegione, dalla Pravda di Comano, eccetera) riportandolo nella media nazionale dell’imposizione dei redditi alti.

L’effetto benefico degli sgravi, e non serve un Nobel per l’economia per arrivarci, sarebbe duplice:

1) evitare la fuga di buoni contribuenti verso altri lidi ed attrarne di nuovi;

2) creare nuovi posti di lavoro (e quindi nuovo gettito).

Comuni: i primi beneficiari

I primi a trarne giovamento sarebbero proprio i Comuni, come scriveva il sindaco di Lugano Michele Foletti sul Mattinodella scorsa domenica.  L’attuale tassazione da incubo costituisce infatti un deterrente micidiale per l’arrivo in Ticino di nuove aziende tecnologiche in grado di creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto sul nostro territorio: proprio quegli impieghi che eviterebbero ai giovani ticinesi di emigrare oltralpe, rispettivamente che ne stimolerebbero il rientro.

I vertici di queste aziende sono molto interessati al nostro Cantone ma, non appena scoprono quante imposte vi pagano i manager, rimangono nella Svizzera centrale. Di conseguenza, i Comuni perdono sia nuovo gettito fiscale che posti di lavoro (i quali genererebbero a loro volta gettito). Ma evidentemente ci sono amministratori comunali di $inistra che non se ne preoccupano, credendo di poter rimanere abbarbicati all’infinito alla mammella degli esagerati contributi di perequazione versati da Lugano, ossia dai contribuenti luganesi. Ma questa manna non potrà durare ancora a lungo!

Senza i buoni contribuenti…

E dovrebbero anche ricordare, gli amministratori testé citati, che, per finanziare la socialità a sostegno dei ticinesi in difficoltà, servono i “buoni contribuenti”: quelli che, pur essendo in pochi, versano una fetta importante del gettito fiscale. Senza di loro, lo Stato non avrebbe i soldi né per la socialità, né per i servizi, e nemmeno per gli investimenti a favore dei cittadini. Per questo motivo la Lega, fin dai suoi albori, ha sempre sostenuto gli sgravi fiscali per tutti, lanciano anche varie iniziative popolari.

Le prime vittime della “guerra ai ricchi” condotta dai $inistrati (che spesso e volentieri hanno i piedi al caldo grazie al pubblico impiego) sono dunque  i ticinesi che tirano la cinghia. Oltre, ovviamente, al ceto medio: sarà quest’ultimo, infatti, a venire spremuto ad oltranza per colmare i buchi fiscali lasciati dalla partenza dei più danarosi. E poi i kompagni hanno ancora il coraggio di sciacquarsi la bocca con la “difesa del reddito”?

Tutti a votare Sì

La realtà è che la sinistra vuole AUMENTARE LE TASSE A TUTTI e si oppone istericamente ad ogni sgravio, anche minimo, per pura ideologia tassaiola. I suoi politicanti se ne impipano delle tasche del contribuente. Addirittura, pretendono di usare lo spauracchio farlocco degli aumenti di moltiplicatore comunale per spingere i cittadini a decidere di pagare il 3% in più (!) di imposte al Cantone! Se questo non è surrealismo…

Il 9 giugno, tutti a votare Sì alla riformetta fiscale! Stop all’ideologia tassaiola!

Lorenzo Quadri