Si riempiono la bocca con la “conciliabilità famiglia-lavoro”, ma sono solo slogan

Il sedicente “centro” PLR-PPD, e anche i Verdi-anguria, si riempiono la bocca con la necessità di asili nido e con la conciliabilità famiglia-lavoro. Ebbene, sono solo vuoti slogan elettorali: quando si tratta di venire al dunque, ossia di votare in Consiglio comunale di Lugano per un progetto concreto, si oppongono per motivi inconsistenti e lontani dall’interesse pubblico.

Proprio questo è infatti accaduto lunedì sera con l’affossamento del nuovo asilo nido di Pregassona.

Pensando di far fessi gli elettori, poche ore prima della votazione in CC il Centro ha presentato una mozione in cui chiede lo stanziamento di un credito per uno studio sul fabbisogno di asili nido. Che tolla! Invece di appoggiare delle realizzazioni, gli uregiatti preferiscono sperperare i soldi del contribuente in studi inutili, nel vano tentativo di salvarsi la faccia. Una manovricchia che la Lega di Lugano ha prontamente denunciato con una nota stampa.

Gli antefatti

Gli antefatti in breve. L’ente autonomo Lugano Istituti Sociali (LIS, che gestisce le case anziani ed i 4 asili nido di proprietà della città, oltre al centro educativo minorile Casa Primavera), di propria iniziativa, consapevole della forte richiesta di posti negli asili nido pubblici (che applicano rette in base al reddito) si è proposto di realizzarne uno a proprie spese, evitando così di andare a gravare sul piano investimenti della città. Il LIS si sarebbe accollato anche il deficit di gestione annuo, stimato in circa 200mila franchi. Al comune l’operazione sarebbe costata unicamente 1) la messa a disposizione di un terreno in diritto di superficie a titolo gratuito e 2) un contributo annuo di 48mila franchi.

L’occasione era dunque più che ghiotta. Si sarebbe trattato di una di quelle collaborazioni della città con altri attori del territorio che in genere vengono elogiate dalla partitocrazia. Invece…

Praticello intoccabile?

Il municipio, interpellato dal LIS, ha individuato il terreno idoneo, dopo aver preso in considerazione un ampio ventaglio di possibilità, nel prato a fianco del capannone di Pregassona. Si tratta di un terreno recintato, che per la massima parte dell’anno rimane vuoto. Viene utilizzato solo in rare occasioni, ad esempio per eventi di partito. Durante il dibattito in CC, qualche politicante ha tentato invece di far credere che il sedime sarebbe “un importante centro di aggregazione” (?) e quindi guai ad usarlo per costruirvi un nido. E’ una bufala. Il capannone ed il suo piazzale svolgono senz’altro una funzione aggregativa. E questi infatti non sarebbero stati toccati dal progetto. Ma certamente non il prato. Inoltre, per l’aggregazione di quartiere, la città ha di recente sistemato – con un investimento importante e grazie alla collaborazione di associazioni del territorio – il “parco fluviale” che si trova a cento metri in linea d’aria dal capannone.

Ubicazioni alternative per il nido, semplicemente, non ce n’erano. Tutte le altre “location” prese in considerazione sono state scartate o perché troppo piccole, o perché avrebbero necessitato di modifiche di piano regolatore (procedure che durano anni).

79 famiglie in attesa

Al momento, in lista d’attesa per un posto in uno dei 4 asili nido di proprietà della città di Lugano ci sono 79 famiglie. Di queste, 19 vivono nei quartieri di Viganello e di Pregassona.

Il Consiglio comunale ha però affossato il progetto di Pregassona a seguito dell’opposizione compatta del PPD, della maggioranza del PLR più singoli esponenti di altri schieramenti, $inistra ro$$overde compresa.

Per essere precisi: di per sé il rapporto di minoranza, favorevole al nido – redatto dal leghista Andrea Sanvido e sostenuto da Lega e PS – in aula è diventato di maggioranza: non capita spesso. Purtroppo però è mancato, per soli tre voti, il quorum di 31 favorevoli. E quindi il nido è saltato. Ringraziamo il “partito della famiglia” PPD, il PLR ed i Verdi-anguria!

Ricordarsene il 14 aprile

Cosa accadrà ora? Il prossimo asilo nido ad arrivare sarà quello previsto nelle nuove scuole di Viganello. Che però vedrà la luce nel 2030 o giù di lì. Ritardo dovuto, ancora una volta, alla commissione della gestione del Consiglio comunale, che ha imboscato per due anni il Messaggio municipale sulle nuove scuole, provocandone così l’estromissione dal piano finanziario.

La medesima Commissione ha prodotto un rapporto di maggioranza, contrario al nido di Pregassona, a dir poco impresentabile, farcito di illazioni e di “fake news”. A esempio negando l’evidenza delle cifre. Oppure raccontando la fanfaluca secondo cui la popolazione di Pregassona sarebbe contraria al progetto (su che base viene fatta un’affermazione del genere? La Commissione della gestione ha forse svolto un sondaggio tra i 9600 abitanti del quartiere? No, ovviamente). Tristi tentativi di giustificare l’ingiustificabile.

Nel frattempo, le 79 famiglie in lista d’attesa restano senza un servizio di cui avrebbero molto bisogno. E sanno chi ringraziare.

Visto poi che chi si mette a disposizione per offrire un servizio alla popolazione, invece di venire ringraziato, è preso a pesci in faccia dal Consiglio comunale, pare evidente che la magnificata (ipocritamente) collaborazione pubblico-privato a Lugano non andrà lontano.

Intendiamoci: il parlatoio comunale è libero di respingere tutti gli asili nido che vuole. Lunedì sera ha fatto la sua scelta. Adesso i Nein-sager ed i loro partiti se ne devono assumere la piena responsabilità davanti ai cittadini. I quali se ne ricorderanno il 14 aprile!

Lorenzo Quadri