Grazie all’ex partitone che “cambia idea”

A Lugano nella Commissione delle petizioni del consiglio comunale sembrava che cominciasse a tirare un po’ di aria nuova. Per carità, non certo un tornado: a malapena un venticello. Ma sempre meglio dell’afa stagnante (anche se non siamo in stagione).

La Commissione delle petizioni, si ricorderà, è quella Commissione che si occupa, tra l’altro, di esaminare le domande di naturalizzazione. Attualmente presieduta dal presidente (per fortuna ancora per poco) non super partes del Consiglio comunale Raoul Ghisletta (quello delle manifestazioni flop contro il Mattino e degli “schifosi giornalisti fascisteggianti”, tanto per intenderci) viene riunita con frequenza sospetta: qualcuno ha forse fretta di naturalizzare? Concedere passaporti è forse di una priorità della città? Ma quando mai…

 

Non è un diritto acquisito

Per la seduta di lunedì del Consiglio comunale, erano agendate 41 naturalizzazioni. Troppe, senza dubbio. E tuttavia per la prima volta qualcosa di nuovo c’era. Ossia che in 5 casi i rapporti di maggioranza commissionali proponevano al plenum di respingere la richiesta di attinenza comunale (in un caso c’è stato addirittura un rapporto solo e negativo).

Quindi, vuoi vedere che finalmente si comincia (piano piano, per carità) a rendersi conto che il passaporto rosso, contrariamente a quanto si blatera a $inistra, non è un diritto acquisito bensì un riconoscimento a chi se l’è meritato, giungendo al termine del percorso di integrazione? E che, di sicuro, non è una specie di incentivo a chi tale percorso lo ha appena cominciato,  magari pure con esiti incerti?

 

Giusto rigore

Ma a cosa si deve l’improvvisa comparsa dei rapporti di maggioranza negativi? La posizione dei commissari leghisti all’interno delle Petizioni è nota, ed incentrata al giusto rigore. Il che non significa affatto, come vorrebbero far credere gli svenditori di passaporti, che la Lega respinga tutte le richieste di naturalizzazione per partito preso. La Lega respinge le richieste di persone la cui integrazione può legittimamente venire messa in dubbio. Perché la nazionalità elvetica non è un diritto acquisito del richiedente. Un concetto che non ci stancheremo mai di ripetere. Inoltre, ma questo è un altro discorso, non dovrebbe essere permesso il doppio passaporto.

La posizione della Lega, dunque, è nota; evidentemente qualcun altro, per la prima volta, ha seguito. Si tratta nel concreto di alcuni commissari dell’ex partitone.

 

Folklore politikamente korretto

Se le premesse erano buone, l’esito in Consiglio comunale non lo è stato affatto.

La discussione nel plenum del legislativo comunale è stata a tratti  grottesca. Ad esempio la posizione dell’esponente del PPD. La quale, dopo la consueta stucchevole infilata di triti luoghi comuni (populismo, razzismo, eccetera) ha dichiarato che i membri della commissione non dovrebbero venire a conoscenza di informazioni sul reddito dei naturalizzandi. Quindi, secondo l’illuminata signora, bisognerebbe decidere a scatola chiusa, in mancanza di informazioni indispensabili! E questo sono gli stessi che poi invocano la trasparenza.

Altrettano folkloristica la posizione del consigliere rossoverde che, per difendere la naturalizzazione di un giovane pescato più volte in possesso di stupefacenti, ha lanciato quella che lui riteneva probabilmente essere una boutade ad effetto, ossia la domanda retorica: “Quanti di voi non hanno mai fumato uno spinello?”. Risposta: tanti. Nel caso qualcuno non se ne fosse accorto, la percentuale di ex sessantottini incartapecoriti cala sempre più, non fosse che per motivi anagrafici.

 

Il retrofront PLR

Quanto all’ex partitone del sedicente buongoverno, come da suo costume, al momento di venire al dunque ha voltato bandiera, presentandosi spaccato (ma che strano…).

I commissari Plr che hanno osato sostenere che a candidati di dubbia integrazione non si regala il passaporto svizzero, sono stati sconfessati ed esposti al pubblico ludibrio dal loro partito. Morale, i rapporti di maggioranza contrari alle naturalizzazioni contestate sono rimasti in minoranza al momento delle votazioni in CC.

Se poi grazie  a queste votazioni un domani si saranno creati dei nuovi casi sociali con passaporto rosso, si saprà chi ringraziare.

Non c’è alcun dubbio, però, sul fatto che i commissari della Lega continueranno a svolgere con scrupolo e coscienza il proprio lavoro all’interno della Commissione delle petizioni, approvando solo quelle domande che sono effettivamente meritevoli. Il passaporto svizzero non è carta straccia e non lo si dà via come il verderame.

Lorenzo Quadri