La devastante libera circolazione delle persone, nonché la politica delle frontiere spalancate, non portano solo disoccupazione e dumping salariale. Come ben sappiamo, portano anche criminalità. I campi Rom nell’area di Milano, ad esempio, ne sono dei veri ricettacoli. Non solo di semplici “topi d’appartamento”, ma anche di delinquenti assai più pericolosi. Quindi non solo malviventi che attendono che le abitazioni siano vuote per svaligiarle, ma rapinatori che entrano di proposito nelle case in presenza degli abitanti, per farsi consegnare con la violenza soldi ed oggetti di valore. Una settimana fa si è verificato l’ennesimo esecrabile episodio: una donna di 91 anni rapinata in casa propria a Bellinzona, in pieno giorno.
Questi criminali hanno vita facile per almeno due motivi.
1) in Ticino vivono sempre più persone sole e/o anziane, quindi particolarmente vulnerabili alle aggressioni in casa;
2) In Ticino i sistemi di sicurezza sulle abitazioni oscillano, in genere, tra l’inadeguato e l’inesistente.

Sicurezza
Le frontiere spalancate hanno pesantemente intaccato la sicurezza dei cittadini di questo sempre meno ridente Cantone. L’arrivo di delinquenti stranieri sempre più pericolosi pone con prepotenza il tema della legittima difesa di chi viene aggredito in casa propria. Il tema è oggetto di discussione – e di riforme – in vari paesi. Non solo negli Stati Uniti ma anche ad esempio in Italia. Il punto è che il domicilio deve essere sacro. Chi entra in casa altrui per delinquere deve sapere che lo fa interamente a proprio rischio. Che la legge non lo tutela dalla reazione del proprietario. Detto diversamente: la vittima di un’aggressione al proprio domicilio, che si trova davanti un delinquente di cui non può conoscere le intenzioni e la pericolosità, non deve venire di fatto obbligato a mettere in pericolo la propria incolumità o anche la propria vita per paura di finire lui sul banco degli imputati.

La mozione
Come detto, il tema citato è di attualità in varie parti del mondo. Non da noi, dove viene snobbato dalla politica. Chi scrive già nel 2013 presentò una mozione al Consiglio federale. La richiesta: modificare il codice penale di modo che l’eccesso di legittima difesa di chi viene aggredito al proprio domicilio non sia punibile. L’oggetto non è ancora stato trattato. Ma il Consiglio federale, naturalmente, ha dato preavviso negativo. Del resto si tratta del medesimo lodevole gremio che si è espresso in modo negativo anche sulla sospensione di Schengen, per cui…

La petizione
A livello cantonale, il Guastafeste Giorgio Ghiringhelli ha consegnato lo scorso maggio una petizione corredata da un migliaio di firme, in cui si chiede che lo Stato copra le spese legali di chi è accusato di eccesso di legittima difesa a seguito di un’aggressione in casa. Si tratta, anche in questo caso, di potenziare il diritto alla legittima difesa, utilizzando gli strumenti che la legislazione cantonale mette a disposizione. La scorsa settimana il Gran Consiglio ha però deciso di archiviare la petizione senza entrare in materia. L’illuminata motivazione è la seguente: sempre il gratuito patrocinio alle vittime di aggressioni al proprio domicilio accusate di eccesso di legittima difesa costituirebbe una disparità di trattamento e addirittura farebbe esplodere i costi a carico dell’ente pubblico. Mah…

Qualcosa non quadra: infatti…
1) Pare che il Gran Consiglio non si renda conto che la posizione di chi viene aggredito nella propria abitazione non è per nulla paragonabile con quella di un delinquente comune.
2) Se vogliamo parlare di disparità di trattamento: come mai allora ai finti rifugiati con l’ennesima revisione della legge sull’asilo viene concesso il diritto di ricorrere gratuitamente su decisioni a loro sfavorevoli? Questa sì che è un’iniquità che farà esplodere i costi (e intanto però l’industria dell’asilo si gonfia, e qualcuno ci marcia).
3) Non risulta che per il momento gli eccessi di legittima difesa in situazioni di aggressione al proprio domicilio siano così numerose da costituire un problema economico per l’ente pubblico. Oppure qualcuno s’immagina che, per un qualche motivo (frontiere spalancate?) i casi siano destinati ad aumentare? E, se così fosse, si pensa di andare avanti come se “niente fudesse”?
E’ quindi evidente che la battaglia per potenziare il diritto alla legittima difesa di chi viene aggredito in casa propria deve continuare.
Lorenzo Quadri