Amici basilesi “sgamati” subito: scrivono lettere fetecchia contro il traforo di risanamento del Gottardo

Eccoli qua. Si sono fatti “catar via” subito. Beccati con le mani nella marmellata. Sgamati, come dicono i giovani. Chi sono i furboni? Sono gli amici basilesi. Il tema sono i tunnel autostradali.

E qui occorre raccontare un significativo antefatto.

Il 30 giugno la commissione dei trasporti del consiglio nazionale ha dibattuto sul tunnel di risanamento del San Gottardo. L’esito è noto: secondo traforo approvato a maggioranza di 14 voti a 9. Senza aumento di capacità e senza pedaggio.

 

Volontà popolare rispettata

Il tunnel in questione, già “benedetto” dal Consiglio degli Stati, rispetta la volontà popolare (Iniziativa delle Alpi) in quanto prevede una sola corsia per senso di marcia. Questo tanto per rispondere a chi sostiene invece il contrario, ovvero la $inistra ro$$o-verde. E fa ridere i polli che sia proprio quest’area politica, che si rifiuta in modo categorico di riconoscere la volontà chiaramente espressa dal popolo in materia di libera circolazione delle persone, a ipotizzare (in malafede) che a non volerla rispettare siano invece altri.

In occasione della seduta del 30 giugno, i membri della Commissione dei trasporti del Consiglio nazionale si sono visti recapitare una presa di posizione contro il traforo di risanamento. Firmatari, consiglieri di Stato dei cantoni Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Basilea Città. Nella lettera si sproloquiava anche di presunti trattamenti di favore (?) a vantaggio del Ticino. Denigrazioni gratuite cui il CdS ha giustamente risposto per le rime nei giorni scorsi.

 

Atteggiamento vergognoso

Già di per sé è una vergogna che questi signori e signore ministri si permettano di coalizzarsi per invitare il parlamento federale a tagliar fuori un Cantone, il nostro, dal resto della Svizzera, tramite tre anni di chiusura del tunnel autostradale (anche i paracarri hanno capito che il sistema di risanamento con navette ferroviarie sarebbe un fallimento totale). Inoltre, sempre i signori e le signore consigliere di Stato argomentano la loro tesi – egoistica e antifederalista – con una panzana patetica. In sostanza e senza vergogna scrivono che, se al Gottardo si fa il traforo di risanamento, poi non si potrebbero fare (per mancanza di soldi) i progetti che interessano a loro.

Ohibò, qui ci sono dei ministri, alcuni di essi direttori di dipartimenti del territorio o equivalenti, che nemmeno sanno che il secondo tunnel del Gottardo è un risanamento e non un nuovo progetto: e quindi non verrebbe finanziato con il fondo destinato ai nuovi progetti (lapalissiano).

 

La nostra Ustra

E’ chiaro quindi che i cantoni che si permettono di scrivere lettere del genere non vogliono che la Confederazione investa fondi in Ticino. I soldi li vogliono loro. I cinkali rimangano pure nella palta.

Ed infatti ad una settimana di distanza agli amici basilesi è già caduta la maschera. Martedì l’Ustra, ufficio federale delle strade, ha diramato una nota stampa in cui comunica di aver elaborato con i Cantoni coinvolti una nuova variante per migliorare la viabilità sulla tangenziale ad est di Basilea. Si tratta nientepopodimeno che di creare un tunnel sotterraneo sotto il Reno. Con costi nettamente superiori rispetto all’opzione in superficie. Infatti il tunnel sotto il fiume costerebbe la bellezza di 1,7 miliardi, ovvero quasi il doppio del traforo di risanamento del Gottardo.

La galleria “subacquea” avrebbe in particolare il vantaggio di non richiedere interventi sulla rete esistente, evitando così disagi durante la costruzione. Nella nota della Confederazione si aggiunge pure che il Consigliere di Stato kompagno Hans-Peter Wessels, direttore del Dipartimento dei trasporti di Basilea città, ha espresso soddisfazione per la nuova proposta (per la serie: e te credo…).

 

Ma guarda un po’…

Si dà però il caso che il buon Hans-Peter Wessels, P$$, sia uno dei firmatari della lettera fetecchia ai consiglieri nazionali contro il traforo di risanamento al Gottardo. Ohibò, hai capito il “Giampiero” basilese: il Ticino può rimanere tagliato fuori per tre anni dal resto della Svizzera perché nel Gottardo non bisogna investire; però, per evitare disagi in casa sua, il Wessels vorrebbe far spendere alla Confederazione l’equivalente di due nuovi tubi al Gottardo in fantascientifiche gallerie sotto il Reno. Gallerie nuove di zecca. A questo punto ci aspettiamo la levata di scudi dei compari romandi che hanno firmato la lettera fetecchia antigottardo assieme al ro$$o “Giampiero”, visto che il tunnel basilese – contrariamente al Gottardo – sì che è un nuovo progetto, finanziariamente in concorrenza con quelli della Svizzera orientale.

 A proposito: ma i $ocialisti non erano contrari ad investire nelle strade? Oppure, quando fa comodo a loro vanno, bene anche le strade?

In ogni caso, kompagno Giampiero basilese, continua pure con il boicottaggio pretestuoso e pro-sacoccia del risanamento del Gottardo, e quindi del Ticino, che vedi dove va a finire il tuo bel tunnel sotto il Reno…

Lorenzo Quadri