Si continuano a versare indebitamente i ristorni all’Italia e a mantenere permessi B in assistenza. Però Bertoli vorrebbe chiamare alla cassa il contribuente

 

Il losco piano è chiaro. Ci si prepara a mettere le mani nelle tasche della gente. Il presidente del Consiglio di Stato kompagno Manuele Bertoli non ha certo perso dopo. Un paio di giorni dopo la votazione favorevole al moltiplicatore cantonale d’imposta, ovvero il meccanismo per mungere il contribuente, Bertoli ha subito annunciato di volerlo anche usare per aumentare le tasse. Naturalmente dopo che durante tutta la campagna di votazione si era assicurato che un Sì al moltiplicatore cantonale  non avrebbe portato ad aggravi fiscali, ma quando mai: avrebbe invece “responsabilizzato la politica”: balle di Fra’ Luca, come emerso chiaramente.

Altrettanto note sono le manovre della quasi ex consigliera di Stato PLR Laura Sadis sulle stime immobiliari, la cui neutralità fiscale è tutt’altro che sicura; anzi, è sicuro il contrario: ossia che l’operazione si trasformerà in un aggravio. E ricordiamo per l’ennesima volta che, al proprietario di una casetta o appartamento, sono già state messe proditoriamente le mani in tasca tramite decurtazioni alle deduzioni sul valore locativo.

 

300 permessi B in assistenza

Naturalmente, mentre il contribuente viene di nuovo chiamato alla cassa perché il Cantone ha i conti in rosso (dopo aver bruciato 400 milioni di tesoretto) ci sono in Ticino almeno 300 cittadini stranieri con permesso B che beneficiano di prestazioni assistenziali. Ohibò. Eppure si tratta di persone che hanno deciso di trasferirsi in Svizzera proprio perché hanno attestato di essere lavoratori in grado di mantenersi con le proprie risorse. Lo scandalo è che perfino il Tribunale federale ha stabilito, in una recente sentenza, una cosa peraltro ovvia: ossia che chi è in assistenza non è “lavoratore” e, di conseguenza, perde il diritto ad avere il permesso B. Quindi il Ticino è più largheggiante del tribunale federale!

A ciò si aggiungono i titolari di permessi B che beneficiano del sussidio per la riduzione del premio di cassa malati, che sono circa 10mila.

Quindi invece di intervenire sull’immigrazione nello Stato sociale, come peraltro stanno facendo tutti in Europa, si vuole chiamare alla cassa il contribuente. 

Non dimentichiamoci poi che è ancora giacente nei cassetti, chissà perché, l’iniziativa della Lega che prevede l’introduzione dell’ecotassa per i frontalieri. I quali, ma tu guarda i casi della vita, sono come noto  ancora aumentati, sfondando la soglia dei 60mila. L’ultima cifra ufficiale parla di 60’305. E sono solo quelli dichiarati.

 

Ecotassa per frontalieri

Siccome i frontalieri utilizzano tutti i giorni le nostre strade, che sono finanziate dai contribuenti, e non solo le utilizzano ma le intasano e le usurano, visto che arrivano in Ticino tutti i giorni uno per macchina, è giusto che paghino un contributo. Tanto più che 1) la vignetta autostradale (acquistata anche dai frontalieri) copre solo una parte dei costi delle strade nazionali e 2) i frontalieri pagano sì l’imposta alla fonte, ma il 38.8% viene indebitamente versato all’Italia. A ciò si aggiunge il danno ambientale generato dai frontalieri ma va da sé che i $inistri internazionalisti sono capaci solo di criminalizzare gli automobilisti svizzeri con sempre nuove sanzioni. Guai, però, ad andare a chiedere qualcosa agli stranieri: non è politikamente korretto. Come farneticava a Capodanno il presidente di turno della Confederazione, il PLR Burkhalter, “bisogna aprirsi”.

Fatto sta che andare a chiedere un contributo agli oltre 60mila frontalieri non è solo legittimo. E’ doveroso. I conti sono presto fatti. Pretendendo da ogni frontaliere anche solo 500 Fr annui a testa, si arriva a 30 milioni di Fr. Considerando che vanno considerati anche i padroncini – si potrebbe inserire un forfait per ogni notifica – si fa presto a raggiungere la quarantina di milioni.

Quindi, il Consiglio di Stato è avvisato: che non si sogni di chiedere anche solo un centesimo in più al contribuente. Tra frontalieri e permessi B a carico del sociale di grasso da tagliare, rispettivamente entrate da andare a prendere, ce ne sono a iosa.

Lorenzo Quadri