Disoccupazione, la SECO se ne esce di nuovo con una delle sue statistiche farlocche

Ma tu guarda che strana coincidenza! Nei giorni scorsi i burocrati federali della SECO, Segreteria di Stato per l’economia, quelli delle statistiche taroccate pro-saccoccia libera circolazione delle persone, se ne sono usciti con una delle loro pensate: correzione al ribasso della previsione della disoccupazione per l’insieme dell’anno di disgrazia 2019. Disoccupazione che viene fatta passare dal 2,4 al 2.3%. Il  tasso più basso dal 2001, sbrodolano i burocrati federali.

Strane coincidenze

E’ naturalmente una pura coincidenza che queste correzioni siano arrivate “ad urne aperte”, ad una decina di giorni dalle elezioni federali! E ricordiamo che “il” tema di queste elezioni sono i rapporti con la fallita UE. E’ infatti in ballo lo sconcio accordo quadro istituzionale (ripresa dinamica, cioè automatica, del diritto UE, giudici stranieri, direttiva europea sulla cittadinanza, fine delle misure accompagnatorie…): un trattato capestro che la partitocrazia smania per sottoscrivere. Ma è in ballo pure l’iniziativa “per la limitazione” (sottinteso: dell’immigrazione), vale a dire per la disdetta della libera circolazione delle persone, sulla quale il popolo dovrà votare.

Al proposito è bene ricordare che nell’ultima sessione del consiglio nazionale il triciclo PLR-PPD-P$$ ha asfaltato l’iniziativa in questione, votando compatto contro e raccontando una marea di inascoltabili fregnacce su come in Ticino tutto funzioni a meraviglia malgrado l’invasione da sud: si vede che questi politicanti il nostro Cantone non l’hanno mai visto nemmeno in fotografia. Fatto particolarmente grave: anche gli esponenti ticinesi del triciclo hanno votato contro.

La lamiera

Ci vuole già una bella faccia di lamiera a venire a cianciare di tasso di disoccupazione ai minimi storici – seppur a livello nazionale – quando invece le cifre dell’assistenza sono ai massimi storici, e quelle del frontalierato pure!

Intanto ricordiamo ai burocrati della SECO che il tasso di disoccupazione ILO, quello utilizzato internazionalmente e non quello taroccato a fini politici, dice che:

  • Nel primo trimestre 2019 in questo sfigatissimo Cantone i disoccupati erano il 7.7%;
  • Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione della Lombardia era del 6.3%.

Altro che minimi storici!

Ai balivi della SECO, che allestiscono le statistiche farlocche per reggere la coda alla devastante libera circolazione delle persone, va anche ricordato che il Ticino ha il 30% di lavoratori frontalieri, quando a livello nazionale i frontalieri sono il 6%. Mentre in Romandia, la cui situazione viene spesso assimilata alla nostra, la percentuale di frontalieri è di poco più del 12%: quindi meno della metà che in Ticino! Come se non bastasse, nel nostro Cantone i lavoratori stranieri sono ormai in maggioranza. Infatti hanno superato, seppur di qualche decimale, il 50%. Nel resto della Svizzera, per contro, i lavoratori con passaporto rosso sono il 70% del totale.

Chi se le beve

Va pure rilevato che in Ticino dei 66’500 frontalieri presenti, quasi due terzi (42mila) lavorano nel terziario; nel 2000 la quota era poco più di un terzo. E quasi i due terzi dei disoccupati ticinesi provengono dal settore terziario! Che strana coincidenza, eh?

E’ quindi evidente che venirci a raccontare storielle su tassi di disoccupazione ai minimi storici è una clamorosa presa per il lato B. Chiaro l’obiettivo: far credere che il mercato del lavoro ticinese vada a gonfie vele; e quindi la devastante libera circolazione delle persone va mantenuta. Il dramma è che a Berna c’è chi queste fanfaluche se le beve.

Lorenzo Quadri