Alloggiare in Africa gli asilanti: ci prova anche la Gran Bretagna

Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato un drastico girodi vite in materia di immigrazione clandestina. Il numero degli sbarchi sulle coste inglesi è tornato ad impennarsi, e Londra intende reagire. Il piano è questo: i migranti economici verranno mandati in appositi campi profughi che verranno creati in Ruanda. Durante la procedura della domanda d’asilo, dunque, i richiedenti non saranno alloggiati in Gran Bretagna, bensì in Africa. E sempre in Africa riceveranno vitto, alloggio e sostegno nel caso in cui lo statuto di profughi dovesse venir loro riconosciuto.

Il disegno, come era ovvio, ha fatto starnazzare la casta immigrazionista e buonista-coglionista: a partire dagli eurobalivi. Non si tratta però di una prima. Già la Danimarca (Stato membro UE), lo scorso anno, aveva deciso di percorrere questa via. Essa comporta vari vantaggi. Sia dal profilo dei costi (evidentemente alloggiare i migranti in Africa costa meno che farlo in Europa; spendendo meno si possono offrire condizioni migliori), sia da quello dell’attrattività del Vecchio continente quale meta d’asilo. Attrattività che va urgentemente ridotta. Visto che l’Europa dovrà far fronte ad un flusso epocale di profughi ucraini – e loro i bombardamenti in casa li hanno davvero – è evidente che, per alloggiare finti rifugiati con lo smarphone che non scappano da nessuna guerra (tutti giovani uomini soli), non ci sono né spazio, né soldi. Questo vale anche e soprattutto per la Svizzera.

La delocalizzazione (fuori dall’UE) degli asilanti è stata chiesta a Berna dalla Lega tramite mozione di chi scrive, presentata nel giugno dello scorso anno. Naturalmente il governicchio federale ha dichiarato che “sa po’ mia”. Ma intanto, come dimostra l’iniziativa Johnson, il modello danese prende piede.

Il Consiglio nazionale, da parte sua, non si è ancora espresso sulla proposta leghista. Poco ma sicuro che se ne sentiranno delle belle (travasi di bile dei soldatini della partitocrazia). Uhhh, che pagüüüraaa! Piaccia o non piaccia al triciclo, la via da adottare è però questa.

Lorenzo Quadri