I nemici dei diritti popolari e fautori della svendita della Svizzera all’UE non ce la fanno proprio a digerire il “maledetto voto” sull’iniziativa “Contro l’immigrazione di massa”

C’è chi il voto popolare non riesce proprio a digerirlo. E quindi tenta di cancellarlo in ogni modo. Non bastavano i kompagni del “bisogna rifare la votazione contro l’immigrazione di massa”. Non bastava nemmeno l’iniziativa anti-9 febbraio finanziata dal miliardario residente negli USA –  cui naturalmente aderiscono vari personaggi strasussidiati con soldi pubblici, come il pagliaccio Dimitri, oltre va da sé, ai soliti kompagni. L’iniziativa contro il 9 febbraio è stata denominata, in un’impennata di creatività, “fuori dal vicolo cieco”. Fuori dal presunto vicolo cieco (del 9 febbraio), per fiondarsi direttamente nel baratro: mica male come alternativa…

La solita morale elastica

Interessante notare che i $ocialisti che sostengono l’iniziativa del vicolo cieco sono poi quelli che starnazzano contro i “finanziamenti delle campagne politiche”. Solo quando si tratta delle campagne altrui, naturalmente. Perché, quando sono in ballo le loro, ecco che all’improvviso la morale dei kompagni si fa molto più elastica (che strano, eh?). Sicché, pur di sabotare il maledetto voto del 9 febbraio, vanno bene anche i soldi del miliardario residente negli USA con pendenze aperte col fisco.

Ma come kompagni,  chi ottimizza fiscalmente non è da voi stato definito “un ladro”? Però quando si tratta di svendere la Svizzera all’UE contro la volontà popolare, allora benvengano anche i soldi dei “ladri”?

Comitato pro invasione

Per contrastare la sovranità popolare ed il diritto dei cittadini elvetici di limitare l’immigrazione di massa dalla fallita UE è dunque nato   un nuovo comitato, autodefinitosi  “a favore degli accordi bilaterali”. Naturalmente il nome è ingannevole. Il comitato non è “a favore degli accordi bilaterali” dal momento che, per ora, nessuno ha votato “contro” questi accordi. Il comitato è a favore della devastante libera circolazione delle persone senza limiti. Quindi il comitato è a favore del soppiantamento dei ticinesi da parte di frontalieri, a favore del dumping salariale, a favore dell’invasione di padroncini.

Disdetta?

Ben lo dimostra la presenza, all’interno del nuovo club antisvizzero, di kompagni spalancatori di frontiere, di reggicoda della ministra del 5% Widmer  Schlumpf e soprattutto dello stesso miliardario accasato Oltreatlantico che finanzia anche l’iniziativa anti-9 febbraio.

Perché, sia chiaro una volta per tutte. Che il voto del 9 febbraio 2014 comporti – come tentano di far credere gli spalancatori di frontiere foraggiati con i soldi del miliardario residente negli USA – la disdetta degli accordi bilaterali, è una balla solenne. L’UE non ha alcun interesse a far saltare tutti i bilaterali, da cui trae innegabili vantaggi, per rifiutare una ragionevole limitazione della libera circolazione delle persone. Anche per Bruxelles  è decisamente più vantaggioso  convivere col voto svizzero.

Chi non votare

Sappiamo che del nuovo comitato contro il 9 febbraio – e quindi contro la volontà del 70% dei ticinesi – fa parte anche  il senatore Pippo Lombardi. Aspettiamo di conoscere la lista completa dei ticinesi che vi entreranno (le iscrizioni sono aperte) per sapere quali persone e partiti non votare alle prossime scadenze elettorali. Chi a suon di milionate in arrivo dagli USA vuole fare il lavaggio del cervello ai cittadini diffondendo apocalittiche fregnacce per convincerli che bisogna confermare prima i bilaterali senza alcuna limitazione, poi la ripresa automatica del diritto UE, poi l’adesione alla medesima, formalmente o di fatto (perché è lì che si vuole andare a parare) non merita nemmeno un voto.

O di qua, o di là

Per il Ticino (e la Svizzera) quella sui rapporti con la Disunione europea è la madre di tutte le battaglie. O si è dalla parte della sovranità popolare (quindi del voto del 9 febbraio) o si è da quella dell’ “adesione strisciante” al club eurofallito di Bruxelles. Non ci sono compromessi. Nemmeno vie di mezzo. O di qua o di là.

Lorenzo Quadri