Pur di non fare il proprio lavoro, il governicchio federale si inventa ogni scusa

Il governicchio federale, come c’era da attendersi, non ne vuole sapere né dell’iniziativa per la neutralità, né di quella che dice No ad una Svizzera di 10 milioni di abitanti.

Ricordiamo che l’iniziativa per la neutralità ha raccolto in Ticino, in particolare grazie al Mattino, oltre 15’500 sottoscrizioni. In nessun altro Cantone sono state raccolte così tante firme in proporzione al numero di abitanti.

Il governicchio federale lamenta che l’iniziativa sarebbe troppo rigida e non permetterebbe, ad esempio, di aderire alle sanzioni decretate dalla fallita UE contro la Russia. Il CF insiste nel sostenere che la neutralità può essere stiracchiata ad oltranza. Ma non è affatto così. Perché, ad un certo punto, gli altri Paesi smettono di considerare la Svizzera come neutrale; e allora la neutralità è persa. 

Così sono capaci tutti

La presa di posizione dei camerieri bernesi di Bruxelles è francamente assurda. In sostanza, costoro ammettono di voler essere neutrali sono in tempo di pace, quando non subiscono alcuna pressione dall’esterno. Un po’ troppo facile. Ad essere neutrali in simili circostanze, sono buoni tutti. La neutralità implica la capacità di resistere alle pressioni, ed è così che ci si conquista il rispetto internazionale. Non certo chinandosi a 90 gradi ad ogni cip in arrivo da Bruxelles o da Washington.

Fa poi ridere i polli che il governicchio ancora difenda le sanzioni dell’UE alla Russia, da esso riprese con il copia-incolla, in modo del tutto acritico. Queste sanzioni, che avrebbero dovuto mettere in ginocchio Mosca nel giro di poche settimane o mesi, facendo così cessare la guerra in Ucraina, non hanno minimamente raggiunto l’obiettivo. Hanno per contro avuto un effetto boomerang sui paesi che le hanno decretate. Però il governicchio federale, “medico italiano” del PLR in primis, rifiuta di ammetterlo. Anzi, si prepara a riprendere anche il 14° pacchetto di misure decretato da Bruxelles. Mentre la presidenta di turno della Confederella, l’uregiatta Viola Amherd – detta “Re Mida al contrario” perché tutto quello che tocca si trasforma in palta – vuole rendere la Svizzera sempre più succube della NATO.

Il CF, nel vano tentativo di convincere il popolazzo della bontà della propria linea calabraghista, lo imbesuisce con la propaganda pro-Ucraina, grazie alla collaborazione della stampa di regime.

Rifiutano la neutralità

Il governicchio federale abbia almeno la decenza di dire le cose come stanno: non esistono neutralità elastiche, a geometria variabile, o di convenienza. Il medico italiano e compagnia  cantante, rifiutando l’iniziativa per la neutralità, semplicemente rifiutano la neutralità. La quale è legata a filo doppio con la sovranità: ne è conseguenza e manifestazione. Ma i camerieri bernesi di Bruxelles vogliono sbarazzarsi della sovranità. Lo dimostra la volontà di sottoscrivere lo sconcio accordo quadro istituzionale “2.0” con l’UE. E lo dimostra anche la posizione assunta dall’esecutivo su un’altra iniziativa popolare, quella che dice No ad una Svizzera con 10 milioni di abitanti

Vette di ridicolo

Le fregnacce raccontate dal governicchio contro l’iniziativa “NO ad una Svizzera di 10 milioni di abitanti” raggiungono nuove vette di ridicolo. L’immigrazione scriteriata ha effetti deleteri praticamente in ogni ambito: dall’esplosione della spesa sociale (premi di cassa malati inclusi) a quella della criminalità, dalla carenza di alloggi alla penuria di manodopera, dall’intasamento viario all’inquinamento, passando per il consumo energetico e per il calo della qualità dell’istruzione scolastica. Però il CF ha il coraggio di venire a raccontare che frenare l’immigrazione scriteriata “metterebbe a rischio il benessere e la sicurezza del paese”. Ma stiamo busciando? Controllare l’immigrazione è uno dei compiti fondamentali di ogni governo. Rifiutando di farlo, il governicchio federale sta di fatto rifiutando di svolgere il proprio lavoro. E intanto la partitocrazia immigrazionista chiede addirittura, con un postulato, di “sviluppare una visione positiva di una Svizzera con 10 milioni di abitanti”. Ovvero: si lascia, di proposito, che il disastro accada e poi si inventa una marea di fanfaluche per far credere ai cittadini che lo scempio sarebbe, in realtà, una figata pazzesca. 

Il fatto è che per controllare l’immigrazione, come pure per rimanere neutrali, bisogna essere padroni in casa propria. Ma questa è l’ultima cosa che vuole il governicchio federale, avendo esso scelto di ubbidire agli ordini. Ovvero la via più comoda, e rinunciataria.

Lorenzo Quadri