13a AVS: la proposta della Lega era migliore. Ma l’inattività non è più un’opzione

Il prossimo 3 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sulla Tredicesima AVS. Si tratterebbe di una tredicesima mensilità AVS in senso letterale, quindi finanziata dalle  casse del primo pilastro, ed erogata a tutti i pensionati, ricchi o poveri che siano. Per molti anni, la Lega propugnò invece una “Tredicesima AVS” (tra virgolette, perché il nome era tecnicamente improprio) sottoforma di aiuto cantonale – o comunale – mirato agli anziani in difficoltà economica. La 13a AVS ticinese venne però respinta in votazione popolare nel settembre 2012 a seguito dell’opposizione compatta ed isterica della partitocrazia. I primi a mettersi a strillare contro furono proprio i $inistrati: evidentemente perché la proposta proveniva dalla parte sbagliata. 

Se il Triciclo non avesse fatto quadrato contro, con l’unico obiettivo di sabotare l’odiata Lega (squallida politichetta a spese degli anziani), in Ticino la Tredicesima AVS sarebbe realtà da oltre 11 anni. Ricordarsene alle – ormai vicine – elezioni comunali!

L’handicap

Tuttavia, noi non siamo i kompagni che bocciano le proposte in base alla paternità. Quindi la Tredicesima AVS in votazione in marzo va esaminata per ciò che chiede e non per chi l’ha lanciata (Unione $indakale Svizzera).

La Tredicesima AVS ha l’handicap di essere un aiuto ad innaffiatoio. La riceverebbero, cioè, tutti i pensionati. Anche i ricchi. E non sarebbe a buon mercato: il costo iniziale previsto è di 4.1 miliardi di franchi all’anno, destinati ad aumentare. Sull’altro piatto della bilancia occorre però mettere i punti a favore.

Cambiamenti in peggio

Fino ad un paio di anni fa, la proposta non avrebbe avuto chance di accettazione popolare. Nel frattempo però molte cose sono cambiate. I premi di cassa malati sono esplosi (ringraziamo l’ex ministro P$ Alain Berset). I prezzi idem, a seguito della svolta verde ideologica – che ci  costa miliardi – e della guerra in Ucraina. Di conseguenza, il potere d’acquisto dei cittadini si è ridotto di svariate migliaia di franchi all’anno. E gli anziani sono particolarmente penalizzati, per almeno tre motivi.

  1. Non hanno la possibilità di aumentare la percentuale lavorativa per guadagnare di più.
  2. La Confederazione (Dipartimento ex Berset, P$) ha tagliato sulle prestazioni complementari (PC) con una serie di misure vessatorie: obbligo di restituzione imposto agli eredi, criteri di accesso più restrittivi… Questo significa che tanti anziani rinunceranno a chiedere la PC, mentre numerosi altri se la vedranno decurtare o togliere. Ergo, sempre più pensionati tireranno la cinghia.
  3. Anche le rendite del secondo pilastro diminuiscono. In media, oggi sono inferiori di 300 franchi al mese rispetto a 15 anni fa. Questo principalmente a seguito dei tassi di interesse bassi degli ultimi anni. Inoltre, non vengono adeguate al rincaro.

E’ quindi indubbio che la situazione dei “noss vecc” sia oggi peggiore rispetto al passato (anche recente).

L’AVS non sta male

E’ vero che una tredicesima mensilità AVS dal profilo del finanziamento è “tanta roba”. Il costo – come indicato sopra – sarebbe di 4.1 miliardi di franchi all’anno, in crescita. Bisogna però considerare che le casse del primo pilastro non sono messe poi così male. L’AVS dispone di 50 miliardi di riserve che diventeranno 70 entro la fine del decennio. Nel 2023 il primo pilastro ha chiuso i conti con un utile di 2.9 miliardi di franchi, per l’anno corrente se ne prevedono 3.8, per il 2025 3.2, e per il 2026 3.5. Siamo ben lontani dal “fallimento” che qualcuno ha paventato. Le finanze dell’AVS sono messe meglio rispetto alle previsioni perché è aumentata l’occupazione femminile e perché i salari sono cresciuti. In Ticino, a causa dell’invasione da sud voluta dalla partitocrazia ($inistra in primis), e conseguente dumping salariale, no. Ma nel resto della Svizzera, sì.

Catastrofismo

Non si può negare che, malgrado questo, per versare la Tredicesima AVS sarebbe necessario un apporto finanziario. Naturalmente la ministra delle finanze PLR (partito che vuole alzare l’età della pensione a 66 anni: ma avanti, votate per i liblab…) Karin Keller Sutter (Ka-Ka-eS) ha subito lanciato lo spauracchio di aumenti dell’IVA e dei contributi in caso di accettazione dell’iniziativa. Frena, Ugo! Abbiamo i miliardi da regalare alla fallita UE, all’Ucraina, a mezzo mondo. Abbiamo altri miliardi da sperperare per gli asilanti e per i profughi ucraini (4 all’anno, praticamente come la Tredicesima AVS). Però, per finanziare l’aumento delle rendite ai “noss vecc”, “gh’è mia da danée” e si pretende subito di mettere le mani nelle tasche della gente? Eventuali aumenti di IVA e di contributi andranno comunque votati dal parlatoio federale e, se del caso, dal popolo. Se verranno bocciati, la partitocrazia dovrà finalmente “riorientare la spesa pubblica” a vantaggio degli svizzeri. Senza poi dimenticare le risorse della Banca nazionale, che vanno comunque impiegate nell’interesse dei cittadini. Sicché le previsioni finanziarie apocalittiche in caso di Sì alla 13a AVS hanno la stessa credibilità di quelle della SSR in caso di riduzione del canone.

Regalo ai ricchi?

E’ poi vero che anche i milionari beneficerebbero della 13a AVS. Ma i ricchi, nelle casse del primo pilastro, hanno anche versato una paccata di contributi. Molti più soldi di quelli che riceveranno tramite le rendite,  che sono plafonate per tutti ad un massimo di 2450 franchi mensili. Non è quindi poi questo grande scandalo se si vedranno assegnare una mensilità in più. Semmai, fa specie che i $inistrati da un lato starnazzino contro i presunti “sgravi fiscali ai ricchi”, mentre dall’altro ai ricchi vogliano addirittura versare soldi… Ma questo è un problema loro.

In conclusione

La Tredicesima AVS in votazione il 3 marzo non è una proposta ideale: quella leghista era migliore. Tuttavia, specie dopo quanto accaduto negli ultimi due anni, i pro prevalgono sui contro. Votare no significherebbe lasciare i nostri anziani a bocca asciutta ancora per tanti anni. E questo sì che non ce lo possiamo permettere.

Lorenzo Quadri