Qualcuno, o meglio i soliti noti, probabilmente in manco di visibilità, ha pensato bene di lanciare l’ennesima proposta inutile: dare la parola agli stranieri in occasione delle celebrazioni del primo d’agosto.  Trattasi di manifesto populismo di $inistra.
Tra i proponenti si contano anche i moralisti a senso unico ed in funzione partitica, e un avvocato luganese con aspirazioni eremitiche ma che viene costretto, contro la sua volontà, dalla radiotv di Stato ad esprimere illuminati (?) pareri su tutto e il contrario di tutto, tra un po’ anche sull’anticiclone delle Azzorre. I proponenti, per non farsi/farci mancare nulla, forniscono anche la lista degli stranieri da contattare. Perché non vanno bene tutti gli stranieri, ma solo quelli iscritti nell’apposita lista, a garanzia che si esprimerebbero secondo i canoni del politikamente korretto e delle “aperture”.
Il Caffè della Peppina domenicale sull’ultima edizione ha dato ampia pubblicità positiva alla proposta, ciò che non sorprende trattandosi di un giornale confezionato da frontalieri. Anche il portale Tio ha tentato di montare la panna in funzione antileghista, andando ad intervistare, con esito patetico, il citato avvocato aspirante eremita e lanciando pure un sondaggio  online con accostamenti fuori di melone (la domanda era: al primo agosto preferiresti sentir parlare Lorenzo Quadri o Jorge Lorenzo?). Ma gli è andata buca: la stragrande maggioranza dei partecipanti ha espresso la preferenza per l’odiato leghista.

Obiettivi chiari
Gli obiettivi dei promotori sono evidenti: nemmeno la festa nazionale, a cui mancano poche settimane, deve più essere svizzera, poiché tutto ciò che costituisce la nostra svizzeritudine deve venire smantellato in nome della multikulturalità completamente fallita.
Non è ancora dato di sapere se ci siano dei Comuni, e se sì quali, che hanno aderito alla proposta e magari addirittura attinto alla lista dei papabili oratori: ma chi sono i promotori per potersi permettere di andare a dire ai municipi chi deve parlare il primo d’agosto? Gli oratori della Festa Nazionale li decidono quelli che vogliono smontare la Svizzera?
Attendiamo con curiosità di sapere chi ha aderito alla proposta, così da poter rendere debitamente edotti i nostri lettori. Attendiamo pure l’elenco degli Stati dove è consuetudine invitare oratori stranieri in occasione delle feste nazionali.
Oltretutto, simili iniziative sono funzionali all’alimentazione ad arte del finto problema della “Svizzera razzista”, che per taluni è un business in cui gettarsi a capofitto.
Intanto le cifre parlano chiaro: in un decennio in Svizzera sono immigrate 700mila persone, due volte il Canton Ticino. E le percentuali di popolazione straniera si presentano come segue:
Svizzera 22%
Italia 7 %
Germania 8 %

MEDIA UE 6,5%

Senza contare che in Ticino la percentuale di popolazione straniera è ancora superiore, al 26%.
Se la Svizzera, come vuole far credere qualcuno, fosse un paese razzista, le percentuali sarebbero ben diverse.
In realtà quella della Svizzera razzista è l’ennesima panzana creata da quella parte politica che si è auto attribuita, senza averne alcun titolo, la patente di superiorità morale.
E’ quella parte che dice che della Svizzera bisogna sempre e solo parlar male, perché fa molto chic e politikamente korretto.
Lorenzo Quadri