Il governicchio federale finalmente scarta l’assurdo balzello chiesto dal Centro$inistra

l governicchio federale, in un documento pubblicato nei giorni scorsi, prende posizione sul pedaggio al tunnel autostradale del Gottardo asserendo in sostanza che si tratta di una “cagata pazzesca” (cit. Fantozzi). Alla buon’ora! Infatti, le mozioni a Berna che ne chiedevano l’introduzione datano del giugno 2023. Si tratta di mozioni provenienti sostanzialmente dal cosiddetto “centro” PLR-PPD, sempre più franato a $inistra. I primi firmatari dei due atti parlamentari sono infatti uno sconsigliere nazionale uregiatto rispettivamente un liblab, con l’appoggio dei soliti ro$$overdi i quali, pur di fare la guerra agli automobilisti, sottoscriverebbero qualsiasi cosa.

Quindi i politicanti ticinesi del sedicente “centro” – che naturalmente per metter fuori la faccia sui media si sono affrettati a dichiarare la propria contrarietà al pedaggio al Gottardo – avrebbero fatto meglio a parlarne con i loro colleghi di gruppo parlamentare.

La Lega, per il tramite di chi scrive, è stata la prima a prendere posizione contro il balzello anti-Ticino e anti-automobilisti.

Oltretutto,  è chiaro che un eventuale pedaggio al Gottardo farebbe da apripista all’introduzione generalizzata, magari in nome della “parità di trattamento”, del road pricing bramato dai $inistrati per mungere e mazzuolare i conducenti.

Ci voleva un anno?

Nell’agosto 2023 il governicchio federale aveva preso posizione sulle mozioni, producendosi però in un’uregiatada: scrisse infatti che avrebbe valutato “i diversi approcci”, compreso il pedaggio. Quando però avrebbe dovuto escluderlo in partenza. Lo fa ora, dichiarando che il pedaggio è contrario alla coesione nazionale (il Ticino sarebbe l’unico Cantone il cui solo collegamento stradale aperto tutto l’anno con il resto della Svizzera necessiterebbe di un pagamento) e al principio costituzionale delle strade gratuite. Inoltre l’obbligo, pure richiesto dalle mozioni, di prenotare una fascia oraria per attraversare il tunnel del Gottardo, renderebbe necessaria la creazione di ampie aree di sosta, per le quali manca lo spazio fisico.

Tutto vero. Ma queste considerazioni il governicchio le avrebbe potute – e dovute, per rispetto del Ticino – formulare il giorno dopo la presentazione degli atti parlamentari, invece di blaterare di “approfondimenti” e perdere quasi un anno. Se invece del Ticino ci fosse stato di mezzo il Canton Zurigo, poco ma sicuro che l’approccio sarebbe stato diverso.

Tra parentesi, le due mozioni pro-pedaggio non sono ancora state votate dal parlatoio federale.

Attendiamo di conoscere l’esito.

Pedaggi? Sì, ma sul confine

E’ il colmo: in Ticino si sta in coda tutti i santi giorni, non solo occasionalmente per gli esodi vacanzieri. E questo a causa dell’invasione di frontalieri voluta dalla partitocrazia.

Però la partitocrazia, uregiatti in primis, i pedaggi li vorrebbe mettere al Gottardo. Quando invece andrebbero introdotti ai confini con il Belpaese. E sul collasso stradale generato dalla libera circolazione, il Triciclo non fa mai un cip!

E’ quindi evidente che la Lega tornerà alla carica a Berna con il tema delle limitazioni del traffico generato dai permessi G.

Per impedire che, a causa delle code al Gottardo, le auto si riversino negli abitati, occorre inoltre tenere sempre aperta, in caso di necessità, la corsia CUPRA, che permette di deviare i veicoli sulla strada del passo, evitando che vadano ad infesciare i nuclei abitati. Anche questo è un tema che la Lega ha portato più volte a Berna.

Semafori da spegnere

Il problema delle autostrade intasate e delle auto che, in conseguenza di ciò, si riversano sulla rete viaria cantonale e comunale, non bisogna andarlo a cercare fino al Gottardo: lo si trova quotidianamente nel Luganese. E questo a causa (anche) dei semafori alle gallerie della Collina d’oro e del San Salvatore, che ostacolano il traffico in direzione sud, rendendolo uno strazio già a partire da Lugano Nord, e non solo nelle ore di punta. Per schivare i codazzi provocati ad arte dai semafori, tanti automobilisti lasciano l’autostrada.

Gli impianti semaforici sono stati voluti dai balivi dell’USTRA (Ufficio federale delle strade nazionali) per presunti “motivi di sicurezza”. Ma sono anni che causano difficoltà e lamentele. Lo scotto lo pagano gli abitanti del Luganese. In primis quelli della città di Lugano.

Altro che “valutare” i pedaggi al Gottardo; il governicchio federale (Dipartimento Rösti) dovrebbe invece cominciare col procedere allo spegnimento di questi semafori, che fanno più danni che benefici! Atto parlamentare leghista in arrivo!

Intervenire alla radice

A Lugano la viabilità è già compromessa dal fallimentare piano viario PVP (Pirla Vai Piano), concepito ideologicamente contro le automobili. A ciò si aggiungono gli innumerevoli cantieri stradali (comunali, cantonali, delle FFS,…), talvolta piazzati in modo “poco accorto” (eufemismo). In più ci sono i semafori USTRA di cui sopra. Di conseguenza, i pedaggi per entrare nell’agglomerato che tanto piacciono al centro-$inistra li possiamo sì introdurre, ma per ridimensionare il numero delle targhe azzurre! Perché non sta né in cielo né in terra che prima il Triciclo intasi la nostra rete viaria con vetture italiche, e poi penalizzi indiscriminatamente anche i residenti con la scusa della situazione diventata insostenibile. Eh no! Si interviene là dove sta la causa del problema!

Se Venezia può istituire un ticket per i turisti di giornata, noi possiamo fare lo stesso per i veicoli dei permessi G.

Sanzioni esemplari

Da notare infine, tornando al Gottardo, che all’Ascensione un manipolo di climatisti di “Renovate Switzerland” ha bloccato l’autostrada nei pressi di Wassen. Nei confronti di questi esagitati tamberla – che fanno perdere tempo alla gente e provocano costi e situazioni di pericolo per starnazzare i loro triti slogan – le sanzioni penali devono essere esemplari. Perché ne abbiamo piene le scuffie di una giustizia inflessibile solo con gli sfigati automobilisti incappati nel bidone Via Sicura!

Lorenzo Quadri