Ridurre il canone radioTV a 200 Fr è ragionevole: la casta strilla per i propri inciuci

Come volevasi dimostrare, gli svizzeri guardano sempre meno la TV ed ascoltano sempre meno la radio. Nel 2022 in media hanno trascorso 111 minuti al giorno davanti al televisore. Hanno invece ascoltato la radio per 80 minuti quotidiani. Nel 2009 i minuti di consumo giornaliero erano 148 per la TV e 116 per la radio. Il calo è sostanziale.

Ancora più drastico il dato relativo ai giovani: quelli tra i 15 ed i 29 anni guardano in media solo 28 minuti (!) al giorno di televisione.

Non si può far finta di niente

Queste cifre (pubblicate dall’Ufficio federale di statistica) non possono certo venire ignorate. Fanno stato del radicale cambiamento nelle abitudini della popolazione. Ed è evidente che di questo cambiamento occorre tenere conto; anche in termini di richieste finanziarie. Altrimenti detto: è impensabile trovarsi costretti a sborsare il canone più caro del mondo per 28 minuti diconsumo giornaliero. Che, tra l’altro, spesso e volentieri nemmeno vengono trascorsi davanti ad un canale della SSR.

Un adeguamento del canone verso il basso è dunque dovuto. La riduzione a 200 Fr è ragionevole e tiene conto dei mutamenti avvenuti nella società. Anche in considerazione dell’inflazione che decurta il potere d’acquisto dei cittadini: inflazione dovuta alle sanzioni-boomerang contro la Russia, promosse dall’emittente di regime, ed alla svolta “green” ideologica, anch’essa propagandata senza ritegno dall’emittente di regime.

Semplice politichetta

L’isterico njet al canone a 200 Fr, accompagnato da scenari apocalittici, è dettato da ragioni di mera politichetta. La casta vuole una SSR anacronistica e gonfiata come una rana. Non certo pensando alle necessità dei cittadini – dai quali è peraltro completamente scollegata – bensì ai propri interessi. Ci sono plateali inciuci (anche a livello di parentela) tra dirigenti della RSI, politicanti e responsabili di media cartacei: roba da Repubblica delle banane. Risultato: tutti assieme appassionatamente a fare il lavaggio del cervello ai cittadini per demonizzare l’iniziativa popolare “200 franchi bastano”!

La stampa di regime ha spinto la propria faziosità al punto di censurare la notizia che detta iniziativa, grazie al Mattino, in Ticino ha raccolto quasi 32mila firme: un vero record.

La presa per i fondelli

Perfino il presidente uscente della CORSI, l’uregiatto Gigio Pedrazzini, ha dovuto ammettere che la R$I è colonizzata dai $inistrati. Pretendere di raccontare al popolazzo che ciò non avrebbe alcun influsso su quanto viene mandato in onda, significa negare sfacciatamente la realtà oltre che prendere la gente per scema.

E che dire della nomina del vicedirettore del giornale di servizio del partito delle tasse (LaRegione) – italiano, di $inistra e avvocato d’ufficio degli “autogestiti” – a nuovo direttore del Dipartimento kultura della RSI? I vertici della Pravda di Comanocredono davvero di potersi permettere tutto, sbattendosene dell’opinione pubblica. Se non è delirio di onnipotenza, poco ci manca. Poi però lorsignori, dall’alto di stipendi di 400mila franchetti annui, hanno ancora il coraggio di parlare di vicinanza al territorio (forse a quello del Belpaese), di equidistanza, di servizio pubblico, e via sproloquiando.

Per la casta

Ciliegina sulla torta: la futura presidenta della CORSI sarà l’ex vicesindaca radikalchic di Lugano Giovanna Masoni, la quale si è sempre (giustamente) vantata di non guardare la TV. Ennesima dimostrazione che a Comano conta solo la politichetta. Quella finanziata con il canone più caro del mondo è un’emittente della casta, per la casta. La sua missione è l’indottrinamento nel segno del pensiero unico. Per le nuove generazioni, come dimostrano quegli striminziti 28 minuti al giorno trascorsi davanti allo schermo, nemmeno esiste.

Va pure ricordato che la SSR, a seguito dell’immigrazione scriteriata, si ingrassa di continuo: più economie domestiche significa infatti più canone!

Pretese assurde

Tutti devono adeguarsi ai tempi. Nel mondo reale, chi perde quote di mercato deve ridimensionarsi. La $$R no: pretende di essere intoccabile, giustificando tale pretesa con un sacco di balle.

Oltretutto, non contenta di perdere utenza, l’emittente di regime si prepara a spegnere le frequenze FM. Risultato: la radio svizzera potrà ascoltarla solo chi dispone di un apparecchio DAB. Peccato che oltre la metà delle automobili non ne sia dotata. Gli ascoltatori vengono dunque scientemente tagliati fuori. Però si pretende di continuare a mungerli!

Lorenzo Quadri