Nella perequazione finanziaria, il Canton Ticino risulta ancora una volta penalizzato, nel senso che rimane iscritto al club dei cantoni finanziariamente forzi. Dove per forza finanziaria non si intende i conti in atti in attivo od in passivo. Si intende il risultato, a volte bislacco, di una serie di indicatori. A seguito di questo risultato viene di anno in anno deciso, nella perequazione finanziaria tra Cantoni, chi dà e chi riceve.
Il Ticino ancora riceve, ma poco. Nel 2014 gli spetteranno 25 milioni di incasso netto. Nel 2010 erano 50, e non è che nei tre anni trascorsi nel frattempo i Ticinesi stiano meglio, anzi.
Da notare, circostanza che fa girare le scatole e non solo quelle, che tra i fattori che ci fanno rientrare nel novero dei Cantoni forti penalizzandoci nella perequazione, figurano anche le imposte alla fonte pagate dai frontalieri. Più congrue sono le entrare delle imposte alla fonte più si risale la classifica dei “forti” e meno soldi si ricevono. Questo è proprio il colmo. L’invasione dei frontalieri non solo porta disoccupazione e povertà tra i residenti, ma ci fa ottenere meno contributi perequativi quindi meno risorse per il Cantone e meno possibilità di promuovere l’occupazione dei residenti.
Quindi si va a penalizzare chi già sta peggio.

Cifre che le fanno girare
Ma anche altre cifre sono tali da provocare disturbi gastritici. Ad esempio, il patrimonio che si cuccano annualmente gli amici bernesi a titolo di perequazione intercantonale: per l’anno prossimo, saranno 1.23 miliardi.
I bernesi sono dei veri fortunelli. Grazie all’amministrazione federale,  dispongono di un’amplissima riserva di posti pubblici sicuri e ben pagati. Posti che non conoscono dumping né sostituzione con frontalieri. Posti dove non si rischia di venire lasciati a casa da un giorno all’altro. Posti dove, di solito, nemmeno ci si stanca troppo.
Non solo: Berna dal 1996 beneficia di premi di cassa malati “scontati”. In altre parole, i bernesi in tutti questi anni hanno pagato premi d’assicurazione malattia troppo bassi per rapporto alla spesa sanitaria. In questo modo il loro reddito disponibile è aumentato e loro stanno meglio.
A compensare erano, come noto, i cittadini di alcuni jellati cantoni paganti, tra cui il Ticino. Dopo anni di proteste da parte di chi, di anno in anno, veniva e viene ingiustamente depredato, la Confederazione ha dovuto ammettere che, dal 1996 ad oggi, ci sono state plateali iniquità nella fissazione dei premi di cassa malati nei vari Cantoni.
 Una situazione che grida vendetta, e che la Confederazione vorrebbe ora “mettere via senza prete” tramite un’elemosina (per il Ticino si parla di 67 milioni di risarcimento quando i milioni che abbiamo pagato di troppo sono 450).
I fortunelli bernesi ancora una volta ci guadagnano. Per loro, un riequilibrio dei premi significherebbe aumenti percentuali a due zeri, in cui la prima cifra non è un uno, da un anno all’altro. Ciò però non accade ed anzi, colmo dei colmi, in Ticino nel 2013 i premi sono aumentati in misura maggiore che nel Canton Berna. Questo malgrado i ticinesi dovrebbero venire sgravati mentre i bernesi aggravati.
Come mai tanti vantaggi sempre ai soliti? Per la serie “a pensare male si commette peccato ma ci si azzecca quasi sempre”, si potrebbe immaginare, oltre al fatto che Berna è un cantone grande e quindi pesa di più, che i funzionari federali dell’amministrazione centrale, che per ovvi motivi abitano quasi tutti nel Canton Berna, potrebbero non essere esattamente imparziali quando si tratta di decidere aggravi che andrebbero a colpirli direttamente, in prima persona.
Lorenzo Quadri