Lo dice anche il Tribunale federale, che ha appena dato ragione alla Lega ed al Mattino

Sarebbe il colmo se la Svizzera, che non è membro UE, fosse l’unico paese a non adottare (finalmente) la linea dura contro l’immigrazione nello Stato sociale!

 
Se la spesa pubblica cresce troppo, occorre tagliare da qualche parte, perché mettere le mani nelle sempre più esauste tasche della gente – come si vorrebbe fare con il moltiplicatore cantonale –  è troppo facile.

Anche nel settore sociale si può risparmiare. Si tratta solo di riuscire a farlo al posto giusto. Da un lato ci sono gli aiuti a pioggia che vanno anche a chi non ne ha bisogno. Sui sussidi di cassa malati a redditi alti, ad esempio, è in corso da tempo il dibattito. Finora sono però mancate le soluzioni che non fossero peggiori del male. Tra le soluzioni peggiori del male rientra anche il Beltrataglio su cui saremo chiamati a decidere il 18 maggio, che per togliere a chi non ha bisogno toglie a tutti.

Altro tema notorio è l’immigrazione nello stato sociale. Un’immigrazione che la Lega ed il Mattino avevano visto arrivare fin dai primi dibattiti sulla devastante libera circolazione delle persone. La situazione è fin troppo semplice. E’ vero che il cittadino UE per ottenere un permesso B con cui stabilirsi in Svizzera deve dimostrare di avere un lavoro. Non deve però dimostrare che il lavoro duri. Accade quindi che cittadini stranieri stacchino il permesso B e poi lavorino per un paio di mesi, magari in un impiego taroccato creato a doc; dopodiché perdono “misteriosamente” il lavoro e si mettono, di conseguenza, a carico della disoccupazione prima e dell’assistenza poi.

C’è anche chi riesce a portare il giochetto ad un livello superiore di raffinatezza, facendosi assumere da una pseudo-ditta che per vie traverse (prestanomi?) fa sempre capo a lui, naturalmente con uno stipendio alto (sulla carta). Poi si fa licenziare e, in virtù dell’alto stipendio, si porta a casa indennità di disoccupazione sostanziose. E nel frattempo, tanto per non farsi mancare niente, lavora pure in nero.

E’ chiaro che queste pratiche vanno stroncate sul nascere prima che si diffonda la voce tra i nostri furbi vicini che in Ticino si può fare anche questo, perché tanto “gli svizzerotti sono fessi e non si accorgono di niente”.

Per questo motivo è importante l’efficacia dell’ispettore (ispettrice) sociale, che per funzionare deve disporre dei mezzi per poter veramente intervenire sugli abusi. Altrimenti diventa una foglia di fico: e la Lega, cui torna la paternità dell’ispettorato sociale, non si è certo battuta per ritrovarsi con una foglia di fico.

 Anche l’UE reagisce

Perfino i paesi UE, confrontati con la devastante libera circolazione delle persone, intendono combattere l’immigrazione nello stato sociale. Come? Rimandando semplicemente a casa loro, in barba alla devastante  libera circolazione delle persone, gli stranieri a carico dello stato sociale.

Lo fanno loro e non lo facciamo noi che  ell’UE, grazie al cielo e al popolo sovrano (perché fosse stato per il Consiglio federale ed i partiti…) non ci siamo? Sembra un’assurdità. Eppure è proprio così.

 In Ticino, secondo le ultime informazioni ufficiali, ci sono 4300 casi d’assistenza, 300 dei quali sono permessi B. Ossia persone che hanno ottenuto di trasferirsi da noi perché finanziariamente autosufficienti. Ma poi sono andate in assistenza.

 Ci sono dei responsabili

E’ chiaro che qui occorre un giro di vite, come ha più volte chiesto la Lega (ultimo in ordine di tempo l’atto parlamentare inoltrato nei giorni scorsi dal deputato Daniele Caverzasio).

Del resto se in Ticino si è masochisticamente generosi davanti alle richieste di prestazioni sociali da parte di stranieri che hanno ottenuto di venire in Svizzera proprio a patto che non chiedessero nulla all’ente pubblico, ci sono dei responsabili: ossia chi ha gestito la socialità cantonale negli scorsi anni; e non solo a livello politico, ma anche di funzionariato dirigente.

Pochi giorni fa, per la serie “ma tu guarda i casi della vita”, perfino il Tribunale federale, assai poco sospetto di filo-leghismo, ha dato ragione alla Lega ed al Mattino con una sentenza importante: una cittadina UE titolare di permesso B arrivata in Svizzera nel 2009, ma che ha lavorato solo un anno, dovrà tornare a casa propria. Il TF ha infatti convalidato l’espulsione, smentendo la corte cantonale.

L’equazione è di una semplicità solare: permesso B? Niente prestazioni assistenziali. La sentenza del TF ci dà un appiglio che il Ticino deve assolutamente cogliere. Su questo vigileremo. Altro che Beltratagli ai sussidi di cassa malati perché bisogna risparmiare sulla pelle dei ticinesi!

Non dimentichiamoci troppo in fretta che, fino a qualche anno fa, per un’asilante ospitata in istituto il contribuente rossoblù pagava 8000 fr al mese: scandalo reso pubblico, ancora una volta, dalla Lega e dal Mattino. on è ancora un caso Carlos, e la persona in questione non era una criminale. Ma siamo comunque ampiamente ben al di là dal tollerabile. Il tempo di cambiare registro è ampiamente arrivato.

Lorenzo Quadri