Ogni tanto qualche soddisfazione arriva anche da Berna. Certo non spesso ma, insomma, sempre meglio che niente. Fatto sta che alla ministra del 5% (dopo le elezioni cantonali bernesi del 3%) Widmer Schlumpf, questa volta i colleghi hanno dato buca in materia di smantellamento del segreto bancario anche per gli svizzeri.

Si ricorderà che la Consigliera federale non eletta, tramite la sempre compiacente stampa domenicale d’oltralpe, aveva reso noto urbis et orbis quale fosse il suo deleterio progetto. Abolire la privacy bancaria anche per i cittadini elvetici. Senza, tra l’altro, che nessuna istanza internazionale avesse mai preteso niente del genere.

 

Frottole in continuazione

Vale la pena ricordare che fino a poco tempo la ministra del 5%/3% aveva dichiarato che la Svizzera non avrebbe applicato lo scambio automatico d’informazioni bancarie con stati esteri fino a quando tutti non si fossero adattati ai nuovi standard. E’ ovvio che molti paesi non hanno mai pensato di adattarsi: al massimo avrebbero fatto finta. Poi improvvisamente senza che nessuna evoluzione nazionale o internazionale giustificasse una simile iniziativa, anzi, mentre il Diktat Fatca, spacciato come indispensabile, ciurla nel manico anche negli USA, ecco che Widmer Schlumpf se ne esce con l’ennesimo cambio di rotta, naturalmente sempre nell’ottica dello smantellamento. Ossia via il segreto bancario per tutti, svizzeri e stranieri.

Oltretutto, la ministra del 5% non aveva neppure previsto per gli svizzeri la possibilità di mettersi in regola tramite amnistia, avendo più volte dichiarato, rispondendo ad atti parlamentari, che la regolamentazione attuale basta.

 

La terza $ocialista in CF

Questa volta, incredibilmente, a Widmer Schlumpf è andata buca: forse preoccupati dalla levata di scudi provocata dalla proposta di abolire il segreto bancario anche per gli svizzeri, la maggioranza dei colleghi le hanno detto njet. Sicché la ministra delle finanze è rimasta da sola assieme ai $ocialisti. E questo dice già tutto.

Non bisogna però farsi particolari illusioni. Sicuramente la ministra del 5% tornerà alla carica perché le sue intenzioni sono fin troppo chiare. Il problema non è solo la piazza finanziaria o il  segreto bancario, che altri paesi si tengono ben stretti, ma è la sistematica distruzione di tutto ciò che ha fatto il cosiddetto “modello di successo svizzero”. A partire dal rapporto di fiducia tra Stato e cittadino. Con un atteggiamento tipico della $inistra che, assieme al PPD, la mantiene in carica contro la volontà popolare, la ministra del 5% criminalizza il cittadino. Il quale è di principio un evasore fiscale fino a prova del contrario. E come tale viene trattato. Ma la criminalizzazione del cittadino si vede anche in altri ambiti. Ad esempio nel codice della strada. Un eccesso di velocità senza conseguenze concrete viene ora punito come una rapina. Criminalizzare il cittadino vuol dire, come noto, diventare eurocompatibili. Il Consiglio federale vuole farci diventare sempre più eurocompatibili per portarci nella fallita UE con la tattica del salame, una fetta alla volta.

 

Nello smantellamento delle peculiarità svizzere c’è stata, a seguito del semaforo rosso mostrato a Widmer Puffo sull’abolizione della privacy bancaria per tutti,  una battuta d’arresto. Ma questo non vuole affatto dire che il Consiglio federale abbia imparato a difendere il paese. Ha solo temuto per la cadrega: le elezioni federali non sono poi così lontane ed i partiti che si fossero resi ora complici della fine del segreto bancario anche per gli svizzeri l’avrebbero poi pagata alle urne. Infatti dai recenti sondaggi emerge che oltre il 70% degli svizzeri difende il segreto bancario. Widmer Schlumpf questi problemi di tipo elettorale non se li fa: già adesso è in carica senza voti. Altri sono più attenti.

E’ chiaro che, dal punto di vista della ministra del 5% l’assalto alla diligenza è solo rimandato. Nel frattempo occorre metterle i bastoni tra le ruote in ogni modo. Cominciando dal firmare l’iniziativa per la tutela della sfera privata. Così da ancorare il segreto bancario nella Costituzione almeno per gli svizzeri.

Lorenzo Quadri