Se i funzionari scioperano, avanti con lo sciopero fiscale dei lavoratori del privato

Circo era previsto e circo è stato. Purtroppo con un programma non molto divertente. Specie per le tasche dei contribuenti.

Ovviamente il riferimento è ai due tormentoni che hanno tenuto banco nei giorni scorsi nel parlatoio cantonale, con blabla interminabili ed autoreferenzali: il Preventivo cantonale 2024 e l’acquisto dello stabile EFG. Il teatrino “in favore di telecamera”, come da copione, non ha spostato un voto. 

Il risultato è noto: un Preventivo 2024 con oltre 130 milioni di deficit, ad un passo dall’aumento “obbligatorio” delle imposte a seguito del meccanismo costituzionale del freno al disavanzo. 

Al proposito, fa specie che sia proprio l’ex partitone ad evocare questo spauracchio. Forse i liblab si sono dimenticati che tale meccanismo, che include l’aumento delle imposte, l’hanno voluto proprio loro, andando a manina con i tassaioli ro$$i, ai tempi in cui la direttora del DFE era la radikala Laura Sadis. La Lega sosteneva invece il modello del freno alla spesa, che non contemplava aggravi fiscali.

Comunque, freno o non freno al disavanzo, è ovvio che di aumentare le imposte ai ticinesi non se ne parla nemmeno. Qualsiasi cosa accada!

“Spending review”

Non facciamoci, poi, soverchie illusioni sui fantasmagorici esperti esterni calati da chissà quale galassia che in quattro e quattr’otto fornirebbero la ricetta per contenere la spesa pubblica di questo sfigatissimo Cantone. Se questi luminari proporranno misure sgradite, i politicanti triciclati rivendicheranno il proprio ruolo decisionale (mai esercitato, ma vabbè) sbraitando che sono provvedimenti inaccettabili. Se invece diranno che “sa po’ fa nagott”… ecco trovato il paravento ideale per andare avanti con il tassa e spendi!

Lavoratori di serie B

La cancellazione a maggioranza (uregiatti e $inistrati) del famoso contributo di solidarietà, che ha portato ad un peggioramento del preventivo di 8 milioni, conferma l’asservimento della politica al funzionariato: del resto la maggioranza di centro-$inistra raccoglie i propri voti tra dipendenti statali e docenti. Pertanto, regge loro la coda a detrimento dei lavoratori del privato per paura di perdere consensi e quindi CADREGHE. Sicché, per kompagni ed uregiatti, ci sono lavoratori di serie A (gli statali) e lavoratori di serie B (gli altri). Prendiamo atto, sperando che gli elettori facciano altrettanto.

Voglia di sciopero fiscale

E’ poi scandaloso che, malgrado il contributo di solidarietà sia stato cancellato, malgrado gli scatti di carriera non siano mai stati messi in discussione, gli statali ancora insistano per scioperare. Motivo? Non riceveranno il carovita. Ma stiamo busciando? Il salario medio nell’amministrazione cantonale è attualmente di oltre 104mila franchi all’anno in continuo aumento. Senza dimenticare il privilegio impagabile dell’impiego garantito fino alla pensione. Però adesso si parla addirittura di sciopero per il mancato carovita? Quanti lavoratori nel privato, dove lo stipendio medio si aggira sui 65mila franchi (altro che 104mila!), hanno ottenuto il carovita quest’anno? Non dimentichiamoci poi che la partitocrazia vorrebbe risanare la cassa pensioni del Cantone con i soldi del contribuente. 

Pertanto, è scandaloso che il governicchio voglia calare ulteriormente le braghe, proponendo un contributo una tantum di 400 franchi e 2,5 giorni di vacanza in più per gli statali. Quanto costerebbe una simile operazione? 

Altro che sciopero degli statali: è a tutti gli altri contribuenti che sta venendo una voglia matta di iniziare uno sciopero fiscale!

Prima si gonfia, poi…

Deludente, poi, la bocciatura dell’emendamento della Lega che chiedeva maggiore incisività sul fronte della parziale non sostituzione dei funzionari partenti, includendo nella misura anche il personale non regolato tramite PPA (piano dei posti autorizzati), presente in particolare nella scuola.

Eh già: il triciclo, infinocchiato dall’ideologia ro$$a, continua a ridurre il numero massimo di allievi per classe. Il che fa crescere il fabbisogno di docenti. Col risultato che: 

  1. le scuole cantonali non trovano gli insegnanti di cui necessitano, e quindi li reclutano oltreramina. Questi docenti italici sono poi quelli che, importando anche la mentalità del Belpaese, lanciano le azioni di protesta di piazza: bel modo di ringraziare i contribuenti ticinesi; 
  2. non sostituire i partenti… “sa po’ mia” a causa dei nuovi limiti numerici sugli allievi per classe!

I rubinetti si possono chiudere

Nel parlatoio cantonale è andato in scena anche un altro tormentone: l’acquisto dello stabile EFG, assurto a tema di campagna elettorale per le comunali. Come previsto, i cittadini saranno chiamati a votare tramite referendum finanziario obbligatorio: uno strumento che è stato introdotto in Ticino grazie anche al Mattino ed alla Lega. 

Avviso nr 1 ai politicanti contrari all’acquisto in vista della votazione popolare sul tema: se costoro pensano di lanciare l’ammucchiata “tutti contro gli sbroja di Lugano”, faranno bene a ricordarsi che Lugano versa ogni anno al resto del Cantone oltre 108 milioni di perequazione finanziaria, in continuo aumento. Ma i rubinetti si possono anche chiudere. Dice niente l’espressione “blocco dei ristorni”?

Avviso nr 2: stante che la votazione si terrà dopo le elezioni comunali, non vorremmo che certi sostenitori di Lugano (per tornaconto) poi si defilassero all’insegna del “passata la festa, gabbato lo santo”.

Lorenzo Quadri