Gran Consiglio: che nessuno pensi di fare il gioco delle tre carte alla città di Lugano

A partire da domani, il parlatoio cantonale deciderà (finalmente!) sul Preventivo cantonale 2024, ma anche sull’acquisto dello stabile EFG per realizzarvi la famosa “cittadella della Giustizia”. 

Visti i temi e la pletora di emendamenti al Preventivo già annunciati, ed in considerazione che tutti vorranno mettere fuori la faccia “in favore di telecamera”, sono da prevedere scene da Circo Knie e sedute in notturna… E’ poi chiaro che i due principali temi (Preventivo ed EFG) verranno strumentalizzati senza vergogna a scopo di campagna elettorale per le comunali, come peraltro sta già accadendo.

La Lega ha “portato a casa”

Vedremo dunque cosa resterà delle misure di risparmio previste nel Preventivo 2024. Come noto, la Lega in Commissione della gestione è riuscita a portare a casa risultati importanti: no alla decurtazione dei sussidi di cassa malati (fermo restando che certe storture andranno riviste); risparmi sulla spesa per l’asilo; parziale non sostituzione dei funzionari partenti. Su quest’ultimo tema, la Lega presenterà in aula un emendamento di Omar Balli che chiede da un lato percentuali maggiori di non sostituzione per i prossimi anni, dall’altro che tale misura interessi allo stesso modo sia il personale regolato tramite PPA (piano dei posti autorizzati) che quello non regolato, che pullula in particolare nel DECS. 

No alle calate di braghe

I $indakati hanno già annunciato una nuova manifestazione di piazza contro il contributo di solidarietà del 2% previsto per i funzionari che guadagnano oltre 60mila franchi all’anno. Chissà se anche questa volta gli organizzatori forniranno cifre taroccate sui partecipanti, ovvero quadruplicate rispetto a quelle reali?

Osiamo sperare che la maggioranza del parlatoio non si lascerà intimidire e avrà finalmente gli attributi per iniziare a risparmiare su un’amministrazione cantonale gonfiata come una rana (l’intero gettito fiscale delle persone fisiche non basta a coprirne i costi)! E che, pertanto, non calerà le braghe sul contributo di solidarietà. Ricordiamo che, malgrado il citato contributo, circa l’80% dei funzionari cantonali nel 2024 guadagnerà come, o di più che nel 2023: gli scatti salariali rimangono infatti in vigore. Per cui, di cosa stiamo parlando? 

Non solo: nel corso degli anni la paga dei dipendenti dello Stato è costantemente cresciuta. Nel 2022, nell’amministrazione cantonale lo stipendio medio (!) annuale era di 100’888 franchi: quello dei funzionari di 95’372, quello dei docenti di 107’566. Nel 2023, il salario medio nell’amministrazione cantonale era salito a 104’145 Fr: 98’298 per i funzionari e 111’179 per i docenti. Cifre – versate dal contribuente – che parlano da sole! Specie se si pensa che nel settore privato il salario medio si aggira sui 65mila franchi.

Chi ha stipendi del genere, ed in più il posto di lavoro garantito fino alla pensione, immagina di essere credibile, o di suscitare simpatie, scendendo a protestare in piazza in stile Vicina Penisola? O addirittura minacciando scioperi? Ma va là! Non è certo un caso se a guidare la contestazione sono docenti italici. 

Ribadiamo che chi si sente così “svalorizzato” dal contributo di solidarietà è sempre libero di andare a lavorare nel privato. Ma forse non gli conviene molto… 

Una cosa è certa: qualsiasi cosa accadrà con il Preventivo 2024, che nessuno si sogni di aumentare le imposte ai ticinesi! Perché in quel caso sarebbero i contribuenti a scendere in strada con i forconi! 

EFG: avviso ai naviganti

Secondo tormentone all’ordine del giorno del parlatoio: l’acquisto dello stabile EFG destinato a diventare la sede della “cittadella della Giustizia”. Sul tema si può dire di tutto; ma sta di fatto che, in oltre vent’anni, di soluzioni migliori di quella oggi sul tavolo non se ne sono trovate. E’ evidente che la “cittadella della Giustizia” deve essere a Lugano (i servizi di prossimità, ovvero le preture, rimarranno ovviamente nelle attuali sedi). Che a nessuno salti in mente di tirar fuori scempiaggini quali la “giustizia diffusa”, che hanno il chiaro obiettivo di penalizzare Lugano spostando altrove dei centri di competenza. 

E’ forse il caso di ricordare che Lugano paga annualmente al resto del Cantone 108 milioni di franchi di contributi perequativi, e la somma è in continua crescita; una situazione chiaramente insostenibile. Se il parlatoio ticinese pensa – questo in generale, non solo in relazione allo stabile EFG – di poter “spennare” Lugano per favorire altri, ha fatto i conti senza l’oste. Perché è evidente che ci sarebbero reazioni sul fronte perequativo: leggi chiusura dei rubinetti.  A titolo di aneddoto, ricordiamo che il Nano già vari anni fa diceva che si sarebbe dovuto dividere il Ticino in due semicantoni…

Un nuovo disastro

Tra la fiumana di blabla autocelebrativi su Preventivo ed EFG, speriamo inoltre che ai politicanti del parlatoio cantonale non sia sfuggita una questione della massima importanza,  seppur non corredata da cifre. Ovvero che il governicchio cantonale, nell’ambito dell’apposita consultazione, ha avuto la “brillante idea” di approvare il mandato negoziale con la fallita UE, che segnerà la FINE della Svizzera così come la conosciamo ora! 

E’ evidente che, in regime di ripresa dinamica, ossia automatica, del diritto UE, la nostra democrazia diretta cesserà di esistere: le leggi ci verranno imposte direttamente da Bruxelles. Ma anche i Cantoni non conteranno più una fava. 

Cose da matti: gli accordi bilaterali, ed in particolare la libera circolazione delle persone, hanno conciato il Ticino da sbatter via. La Lega ed il Mattino l’avevano previsto già oltre 20 anni fa. Però il governicchio cantonale dice che va bene negoziare la svendita totale della Svizzera all’UE – perché questa sarebbe la conseguenza del legame istituzionale vagheggiato dai camerieri bernesi di Bruxelles! 

Il Consiglio di Stato di Svitto ha detto Njet al mandato negoziale (bravi svittesi!). Quello di Obwaldo si è astenuto. Mentre l’Esecutivo ticinese a maggioranza dice di sì? Con tutto quel che accade in questo sfigatissimo Cantone? Scandaloso! E a Palazzo delle Orsoline nessuno ha niente da dire al proposito? L’è tüt a posct? Grazie, partitocrazia!

Lorenzo Quadri