Adesso arrivano pure le vacanze scolastiche prolungate. E sul fronte fiscale…

Il Tribunale federale (TF), e ci sarebbe mancato altro, nei giorni scorsi ha negato l’effetto sospensivo al ricorso presentato contro il Preventivo cantonale 2024 dai kompagni Manuele Bertoli, fino all’anno scorso Consigliere di Stato (!), e Raoul Ghisletta, segretario VPOD a caccia di visibilità per la sua campagna elettorale per il municipio di Lugano. Il Preventivo può dunque entrare in vigore.

Da notare che la causa del ricorso sono, ma guarda un po’, due disposizioni introdotte grazie alla Lega, che evidentemente non piacciono ai $inistrati.

La prima è la riduzione della spesa per i finti rifugiati: il Cantone, a questa voce, non dovrà sperperare più di quanto gli riconosce la Confederella.

La seconda riguarda la parziale non sostituzione dei funzionari partenti.

“Prima gli altri”

Prendiamo dunque atto che il P$, malgrado questo sfigatissimo Cantone abbia i conti in rosso, pretende di spendere sempre più soldi per i migranti economici con alta propensione alla delinquenza; con l’ovvia conseguenza – dato che i soldi pubblici non crescono sugli alberi –  di tagliare sui ticinesi in difficoltà. E’ dunque confermato che per i ro$$overdi gli “altri” vengono sempre prima dei “nostri”. Oltretutto questi “altri” sono addirittura soggetti che non dovrebbero nemmeno essere qui!

Prendiamo altresì atto, ma anche questa non è certo una sorpresa, che per la $inistra i risparmi sull’amministrazione cantonale gonfiata come una rana sono un “no-go”: sa po’ mia!

Del resto, il funzionariato – ed in particolare i docenti – costituisce ormai l’unico elettorato rimasto al P$, avendo il partito voltato le spalle da tempo agli operai (oggi preferisce occuparsi di scempiaggini “gender” e di congedi mestruali). Quanto al ceto medio, contrariamente ai proclami elettorali, i ro$$overdi non l’hanno mai sostenuto. Al contrario, fanno di tutto per mazzuolarlo con aumenti di tasse e balzelli.

Il ricorso contro il Preventivo 2024 è l’ennesima conferma che “grazie” alla $inistra (ma non solo)  in questo sfigatissimo Cantone sempre più spesso la politica non si fa con le proposte e con le maggioranze, bensì con cause giudiziarie, tirando di mezzo la Magistratura. Vedi anche gli ultimi sviluppi (?) della “vicenda Gobbi”, esempio lampante di montatura politico-mediatica a scopo elettorale, imbastita sul nulla.

Ticino sempre più simile al Belpaese grazie alla partitocrazia!

Scuole chiuse

Intanto, sempre sul fronte del Preventivo, nei giorni scorsi è stata resa nota l’alzata d’ingegno del governicchio in materia di carovita dei docenti. Come risaputo, il CdS è orientato sul contributo “una tantum” di 400 franchi più due giorni di congedo. Ora, essendo tale proposta stata spernacchiata come “un’elemosina” dagli esagitati manifestanti guidati dall’insegnante liceale “non patrizio di Corticiasca”, la stessa andava semplicemente ritirata. Inoltre: i due giorni di congedo per i docenti vengono tradotti in due giorni di ulteriore chiusura scolastica nel periodo natalizio. Ma, se c’è una cosa di cui gli insegnanti proprio non hanno bisogno, sono altri giorni di vacanza! Forse che non ne hanno già a sufficienza?

In più, il prolungamento artificioso delle vacanze di Natale avrà ripercussioni negative sullo svolgimento del programma scolastico. E metterà in difficoltà le famiglie degli alunni più giovani, che dovranno trovare delle soluzioni di accudimento per i figli.

Ma del resto, è evidente che per il tandem PLR-PPD la famosa “conciliabilità famiglia-lavoro” è solo un vuoto slogan elettorale. Ed infatti a Lugano i due partiti, assieme ai Verdi-anguria, per futili motivi di politichetta hanno affossato (vedi articolo a pagina 6) la realizzazione di un nuovo asilo nido pubblico, che oltretutto sarebbe costato al contribuente luganese appena 48mila franchi all’anno: un’opportunità irripetibile. Complimenti!

Morale della favola: i due giorni di vacanza in più ai docenti sono una cappellata che va ritirata subito!

Tasse e 13a AVS

Intanto, sul fronte delle entrate fiscali dei Cantoni, nei giorni scorsi è partito un altro tormentone. Con la 13a AVS, il gettito aumenterà poiché sulle rendite del primo pilastro si pagano le imposte. E questo è un motivo in più per approvare, il prossimo 9 giugno, la riformetta fiscale da 45 milioni. Infatti, se quest’ultima venisse affossata come pretende la $inistra, il risultato sarebbe un aggravio fiscale del 3% per tutti. Per gli anziani un aggravio doppio, dal momento che già pagheranno più tasse a seguito della 13a AVS!

Ed intanto la sconsigliera federala P$ Baume Schneidèèèr vorrebbe finanziare la 13a AVS con l’aumento dell’IVA… quindi con un ennesimo aumento delle imposte!

Kompagni, non ci siamo proprio: non abbiamo voluto dare la Tredicesima AVS ai nostri anziani per poi farla saccheggiare da un fisco sempre più rapace!

Lorenzo Quadri